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Finalmente è giunto il periodo di Halloween: i parchi tematici di tutto il mondo sono in questo momento invasi da zucche, nebbia, mostri e, tra le urla di stupore e gioia di bambini e guests di tutto il mondo, grida di tutt’altro calibro si fanno sentire da ogni direzione. Orde di zombie, catene e motoseghe invadono le numerose scare zones che aprono i propri battenti agli ospiti più coraggiosi, mentre centinaia di persone attendono col cuore in gola di varcare la soglia degli scare mazes fissi o temporanei che oggi sono in assoluto tra le attrazioni più visitate ovunque.

Potevamo noi di ParksPlanet non unirci ai festeggiamenti? Celebriamo insieme la festa di Halloween proponendo la nostra intervista esclusiva a Gianfranco Bollini, celebre ex direttore artistico di PortAventura World e tra le figure chiave artefici di alcune delle più memorabili esperienze di Halloween (ri)portate in vita nei parchi divertimento europei. Ma lasciamo che il nostro ospite si presenti da sé…

Ciao Gianfranco, e congratulazioni per il tuo recente premio come ParksPlanet Academy Mentor! Per cominciare, puoi ricordare ai nostri lettori per quali parchi hai lavorato e qual è stato il tuo ruolo principale a PortAventura World?

Buongiorno ParksPlanet! Grazie di cuore per il premio: sono molto felice della nomina e adoro il vostro progetto didattico Academy! Rispondo alla domanda: la mia carriera di direttore artistico, ruolo che ho ricoperto dal 2010 qui a PortAventura, ha avuto inizio nel 1988 a Gardaland, dove ho lavorato fino al 2006. Negli anni seguenti ho proseguito la mia avventura prima presso Europa-Park in Germania e ho anche lavorato per qualche mese all’apertura di Miragica, il parco di Molfetta, fuori Bari. Nel mentre procedeva anche il mio supporto al progetto di Rainbow Magicland, ma avevo già firmato per diventare il direttore artistico di PortAventura World e dunque mi sono poi trasferito a Salou.

 

A proposito di PortAventura: sappiamo che il parco è stato per alcuni anni gestito da Universal, e ancora oggi nei parchi del Resort si possono incontrare diversi personaggi su licenza provenienti dai loro brand. Questo vale anche per Halloween?

Sì, è proprio così! PortAventura ha fatto parte degli Universal Studios per qualche anno, ma alcuni dei personaggi dai film e dalle serie Universal sono rimasti legati al parco. Abbiamo Woody, ovvero Picchiarello, che è un po’ la mascotte principale del parco, il pinguino Chilly Willy, e poi ancora Betty Boop… ogni tanto, soprattutto ad Halloween, Beetlejuice spaventa gli ospiti del Resort. Chiaramente paghiamo una fee annuale per il loro utilizzo: al pubblico piacciono molto! Woody non è particolarmente conosciuto dai bambini, nonostante il nuovo film uscito appena qualche anno fa, ma è adorato da moltissimi adulti che ricordano la serie a cartoni animati.

Vorrei ora arrivare al fulcro della nostra intervista e concentrarmi su REC Experience, che è al centro dell’offerta di Halloween del parco. Perché avete scelto di lavorare su questa saga cinematografica e come si è svolto il processo per ottenere la licenza per realizzare l’esperienza?

Innanzitutto siamo partiti dalla casa di produzione della saga, la Filmax, che ha sede a Barcellona. In realtà è stato molto semplice: era il 2013 e cercavo online personaggi e temi da proporre per l’inserimento nel nostro parco che fossero di richiamo per l’apertura speciale di Halloween, e mi è capitato di vedere il poster del terzo film della saga di REC, uscito da poco nei cinema spagnoli, con protagonista una donna in abito da sposa armata di motosega. L’immagine era molto forte e decido di telefonare direttamente agli uffici Filmax per prendere contatti: mi rispondono subito e organizzo una visita a Barcellona nella loro sede, dove incontro il loro presidente. Ho trovato persone molto cortesi e disponibili, e dopo aver spiegato la mia idea ho visto tutti i film della serie direttamente nella loro sala di proiezione!

Gli attori in REC

REC a PortAventura

Come ha preso forma il progetto? Filmax ha partecipato alla realizzazione dello scare maze?

Avevamo a disposizione un grande spazio ricavato dall’area del nostro simulatore appena dismesso, Dino Escape 4D, che poi era diventato negli anni Sea Odyssey. Era un’attrazione degli anni Universal per cui diventava difficile trovare agevolmente pezzi di ricambio, e la struttura era in cemento armato. Abbiamo deciso di riutilizzarla evitandone la demolizione, e costruire lì dentro quella che era al tempo la più grande horror house in Europa sfruttando anche qualche scenografia già realizzata per il simulatore. L’esperienza prevedeva un percorso di ben quattrocentocinquanta metri di lunghezza e fino a cinquanta attori coinvolti; per quanto riguarda la scelta delle scene e dei personaggi da riproporre sono stato aiutato direttamente dalla Filmax, che si è interessata molto a tutto il processo creativo.

Che storia racconta la tua REC Experience?

Quello che mi attirava del film originale era il fatto che non fosse un film di zombie puro e semplice, e l’uso della camera a spalla in particolare dava un sacco di azione e movimento al film portando lo spettatore nell’orrore in prima persona: volevo ricreare un qualcosa del genere per il parco. Ho recuperato l’idea della giornalista che indaga sugli eventi che danno inizio alla saga e l’ho sviluppata per i vari ambienti rendendola un personaggio ricorrente e dandole un microfono perché recitasse come una cronista, mentre l’ispirazione principale per quanto riguarda i diversi ambienti è venuta da REC 3. Le prime scene sono ambientate in un hotel, dove una specie di maggiordomo o cameriere spiega ai visitatori le poche regole da rispettare, e cioè che non si devono toccare gli attori e che loro non toccheranno i visitatori: da qui si prosegue attraverso i corridoi dell’albergo con varie comparse che sbucano dalle porte delle stanze spaventando gli ospiti. Più tardi si attraversano il vecchio sommergibile di Sea Odyssey, ora trasformato in una casa futuristica piena di infetti, e poi un corridoio riempito di televisori a massimo volume che mostravano scene del film: sembra strano ma è un ambiente molto particolare e multisensoriale, che fa davvero paura a molte persone! Poi si arriva alla vecchia sala principale del simulatore, ora un cinema dietro il cui schermo si trovano altre rumorose e numerose comparse, e ancora le cucine dell’hotel tra chef e cuochi feriti e infetti… Man mano che l’avventura prosegue gli zombie diventano più rapidi e numerosi, fino al climax della scena del matrimonio tra ospiti feriti che chiedono aiuto e finalmente la sposa armata di motosega, il cui arrivo fa da gran finale. C’era anche una zona in stile labirinto, piena di fumo e improvvisi rumori, che poi abbiamo trasformato negli scorsi anni in varie aree della nave vista nel quarto film. Durante uno degli ultimi spaventi viene scattata al gruppo una foto, che può poi essere acquistata.

 

REC a Portaventura

REC Experience a Portaventura

 

Una curiosità: la posizione degli attori è sempre fissa o c’è una certa libertà di improvvisazione?

Non per forza, ogni giorno ci inventavamo qualcosa di nuovo! [Ride]

L’ingresso è a pagamento, giusto?

L’ingresso costa cinque euro, come quello di Horror in Texas, l’horror house stabile a tema western di PortAventura World, e delle altre due esperienze horror: Apocalipsis Maya e La Isla Maldita, novità 2019 il cui ingresso costa 10 euro e che apre solo nelle ore di buio e occupa gran parte del Caribe Aquatic Park.

Qual è in media l’incasso stagionale proveniente da questo tipo di attrazioni?

A seconda dell’anno, ad Halloween direi che gli scare mazes incassano tra il milione e il milione e mezzo di euro. Il guadagno è circa del cinquanta per cento. Ora che ci penso i ricavi sono un po’ più alti, proprio perché Horror in Texas è aperta tutto l’anno. Chiaramente la presenza di queste attrazioni porta anche molti più visitatori nel parco; se in settimana a ottobre abbiamo magari nel parco circa cinquemila persone, di sabato spesso ne abbiamo ventimila e la domenica almeno quindicimila. Anche se non dovessero provare tutte le horror house, comunque c’è un grande guadagno che è tra i più alti dell’anno, anche grazie ai biglietti validi per due giorni e i pernottamenti nei quattro hotel del resort. Durante la settimana c’erano nel parco e fuori varie pubblicità per le horror house attive durante i fine settimana; e poi abbiamo creato due “notti nere” a parte; una è la Notte dei Vampiri del 12 ottobre, che nel suo primo anno è stato il nostro record di affluenza con ben quarantottomila persone nel parco, e poi la Grande Notte di Halloween, cioè ovviamente il 31 ottobre.

Fa strano sentire che ci sono state più presenze a metà ottobre rispetto ad Halloween, in genere giorno tipico in cui i parchi sono quasi invivibili!

Davvero! La nostra idea è stata abbinare alla Notte dei Vampiri un concorso a premi per i costumi più belli e creare diversi piccoli spettacoli ad hoc. Negli anni poi l’affluenza si è attestata sulle trentamila persone in media, ma in quel primo anno ci fu proprio il nostro record assoluto! Le attrazioni restarono aperte fino alle due o alla una e mezza del mattino, e probabilmente molta gente preferisce venire durante questa giornata proprio perché pensa che ad Halloween il parco sia anche più invivibile!

Come lavorate alla selezione degli attori per REC e le altre esperienze horror? Gli stessi attori lavorano anche nell’horror house stabile o nei vari spettacoli del parco?

No, gli attori di Horror in Texas sono dipendenti fissi che lavorano solo in quel percorso, e i membri del cast artistico lavorano solo agli spettacoli. Gli attori che impieghiamo ad Halloween vengono selezionati appositamente per le horror house in tutta la Spagna, fra Malaga, Barcellona e Madrid attraverso audizioni dove siamo sempre presenti io e i miei assistenti; contrariamente a quel che si pensa non cerchiamo attori e attrici di bella presenza ma attori che nel cinema si direbbero caratteristi: molto magri, molto alti, molto in carne…

E come si strutturano queste audizioni?

La prima audizione dura sette o otto minuti, e vediamo soprattutto cosa gli aspiranti attori sanno fare e cominciamo a scartarne qualcuno. Alla seconda, il giorno dopo, gli attori restanti presentano una scena studiata da un breve copione fornito da noi, molto semplice, perché ne valutiamo in primis la mimica. Persona fondamentale è per me Alexandra Alcañiz, make-up artist bravissima che con il suo team di trentacinque truccatori e truccatrici prepara ogni sera tutti gli attori in modo meraviglioso. Ti manderò qualche foto!

Gli attori in REC

REC a PortAventura

Sarebbe fantastico, grazie! Immagino REC sia stata da subito un successo a livello di pubblico!

Assolutamente sì, la proponiamo ancora oggi da quasi dieci anni. Venne a provarla anche il regista del terzo film e co-autore della saga, che ci fece i complimenti! Disse che avevamo azzeccato molti personaggi, che sembravano gli stessi del film.

E a livello di operazioni, come gestite nella pratica attori e ospiti all’interno degli ambienti dell’horror house?

Innanzitutto gli attori sono abituati a lasciar passare con relativa calma chi sembra avere troppa paura, mentre si accaniscono su chi fa il furbetto, su chi se la tira un po’… [ride] Ci sono anche tre o quattro ragazzi con ricetrasmittenti nascosti nei backstage, quindi gli attori hanno già un’idea di cosa fare di lì a breve. Ci teniamo davvero tanto, e Halloween per me è una passione!

Succede spesso di dover gestire qualche emergenza all’interno delle horror house?

Tutto il parco è videosorvegliato, e lo stesso vale per i locali di REC Experience e le altre horror house e attrazioni al chiuso. Non è mai, mai successo nulla di serio, se non che ogni tanto qualcuno si è preso spaventi molto grandi ed è stato prontamente soccorso. A livello di prevenzione si cercano di evitare molti jumpscares e spaventi a chi sembra troppo turbato dall’esperienza; gli attori capiscono molto facilmente quando è meglio non esagerare. Durante il percorso capita molto spesso che qualche ospite esca dalle diverse uscite di sicurezza necessarie per motivi di legge, che portano immediatamente all’esterno nei viali del parco.

Cambiamo scenario per un po’: sei stato tra i primissimi in assoluto a portare Halloween nei parchi italiani. Come si arrivò a proporre Halloween a Gardaland?

Ero stato in visita durante il periodo di Halloween a Europa-Park e avevo visto quanto piaceva il parco pieno di zucche e personaggi adatti a tutta la famiglia, e proposi dunque di fare un qualcosa di simile. Quell’anno – era il 2002 – ci fu anche un mio show serale davanti alla Valle dei Re di Gardaland, per cui installammo un grande ventaglio d’acqua su cui proiettavamo per la prima volta delle immagini. Lo avevo visto poco prima a Berlino, al British Palace sotto Natale… Era un effetto bellissimo, e non vedevo l’ora di fare qualcosa del genere in Italia. Quelle macchine erano al tempo costruite solo in Austria! Poco dopo a Gardaland costruimmo anche il Teatro dell’Acqua, che poi diventò l’horror house Inferis, mi sembra nel 2011. Qualche anno dopo arrivò al Futuroscope in Francia e poi altrove. A Gardaland comunque, purtroppo, non abbiamo mai fatto horror house insieme… C’era è c’è ancora molto l’idea di Gardaland come parco per famiglie, ma mi pare di aver visto che ora stia cambiando qualcosa!

Fire Halloween Show Gardaland

Immagine storica dall’archivio di Gardaland Tam Tam

E poi arriva Europa-Park…

Quando poi sono andato a lavorare proprio a Europa-Park, nel 2007 costruimmo la loro prima horror house  temporanea per le prime Horror Nights. Io proposi l’idea, che fu accettata, ma non fu ideata da me. Ad Halloween cantava DJ Bobo, che è famosissimo in Germania. Lavorare con i Mack e Marc Terenzi, rock star che firmò la prima horror house della storia del parco, Hell’s Inn, è stato molto piacevole. Mi è piaciuto molto lavorare sugli show di Europa-Park! Quell’anno realizzammo anche per la prima volta lo show Mystery, che vinse un premio della IAAPA: c’era un palco stupendo, e avevamo in scena quaranta persone accompagnate dai fuochi d’artificio. Nell’area dello spettacolo potevano entrare fino a settemila persone; appena dietro si trovava la zona dedicata all’horror house di Marc Terenzi.

 

Traumatica Europa Park

Il monumento dedicato alla prima Horror Nights nel quartiere francese di Europa -Park

 

Come è stata gestita la stagione di Halloween 2020, durante l’emergenza Covid? Immagino sia stato molto complesso organizzare il tutto in sicurezza…

Sì, direi molto complicato… Per un po’ non abbiamo avuto un’idea certa di cosa sarebbe stato disponibile, ma Horror in Texas, dato che le stanze e i corridoi sono troppo
stretti e non avrebbero garantito il rispetto della distanza sociale, è rimasta chiusa. Abbiamo preso davvero moltissime precauzioni, e tutto viene gestito e pulito in modo maniacale durante le ore di apertura del parco anche più del solito da quando il COVID ha iniziato a farsi conoscere. Adeguarsi alle normative e aprire i parchi è stato molto costoso.

Esiste un Halloween per famiglie a PortAventura World?

Assolutamente sì. Nelle diverse aree dei parchi ci sono molti personaggi che fanno divertire gli ospiti, come il curato e la ragazza posseduta dai demoni, stile L’Esorcista, che si muove con un letto su rotelle, e che principalmente si divertono a rincorrere i ragazzi. Nella zona dedicata ai personaggi di Sesamo Aventura Halloween è pensato per i più piccoli con tanto di caramelle, streghe buone e scherzetti: non fa per niente paura, è davvero per tutti.

Perfetto, non abbiamo altre domande per questa volta! Grazie infinite per il tuo tempo e la tua cortesia, è stato un piacere enorme intervistarti!

Di nulla, è stato un vero piacere anche per me, a presto!

Fire Halloween Show Gardaland

Immagine storica dall’archivio di Gardaland Tam Tam

Ti è piaciuto la nostra intervista esclusiva al nostro Mentor Gianfranco Bollini? Segui il nostro blog per non perderti nessuno dei nostri nuovi articoli e interviste!

Hai voglia di vivere un’esperienza di formazione indimenticabile insieme a noi? Bene, perché siamo pronti per il lancio di un nuovo ParksPlanet Academy Day!

La ParksPlanet Academy ti invita a una giornata esclusiva, dedicata a tutti gli appassionati e i professionisti presenti e futuri del settore dell’amusement. Unisciti a noi sabato 27 settembre presso il Parc Hotel di Peschiera del Garda: sarà l’occasione perfetta per incontrarci, imparare nuove skills e condividere emozioni uniche.

Avrai l’opportunità di partecipare a cinque masterclass formative, ascoltare e conoscere a tu per tu i nostri mitici Coach e di condividere momenti di networking utili a incontrare personalità e aziende del settore ogni giorno alla ricerca di talenti con la tua stessa passione!

Non perdere questa chance di crescere, imparare e divertirti in un ambiente stimolante e professionale!


MATTINA

  • 9:30 – 9:55 Ingresso in Sala Michelangelo: ogni membro dell’equipaggio della nave interstellare ParksPlanet Academy a rapporto! Trenta minuti di networking e musica a tema per scaldare i motori prima del viaggio! Tra strette di mano, curricula e cuore in gola (specialmente per gli Studenti diplomandi e i Coach in attesa di salire sul palco), l’Academy ti invita ad accomodarti e a prendere posto a bordo. Che il viaggio cominci!

 

  • 10:00 – 10:15 Welcome: il nostro presentatore e voice actor Alessandro Delpanno è pronto ad inaugurare il secondo Academy Day, accompagnato da emozionanti video inediti e dal benvenuto dei fondatori di Shifted Productions e ParksPlanet Alessio Perottino Fabio Mauro Angeli.

 

  • 10:15 – 11:00 Marco Inselvini (TheLaserXtreme): scopri il complesso universo della progettazione, programmazione, realizzazione tecnica e regia di spettacoli laser multimediali, dall’idea iniziale fino alla messa in scena. Tra fiamme, luci, fontane danzanti e video mapping, lasciati strabiliare dalla carriera professionale di Marco Inselvini, responsabile nel corso degli ultimi quindici anni tanto di show serali in parchi a tema come Gardaland Mirabilandia quanto di spettacoli originali autoprodotti. Insieme a lui scopriremo Horus, il nuovissimo show di TheLaserXtreme che sarà lanciato proprio nel corso di settembre.

 

  • 11:15 – 12:15 Claudio Mazzoli e Marco Bressan (OzLab): due figure tra le più importanti in assoluto nel mondo della scenografia insieme sul palco, per raccontare una storia avvincente e ricca di aneddoti che inizia in America presso la mitica WED di Walt Disney e gli Universal Studios per continuare tutt’oggi nei mondi fantastici dei parchi italiani. Partiremo dall’arte di Claudio Mazzoli, storico scenografo di molte delle attrazioni più iconiche di Gardaland, Disneyland Paris e PortAventura per scoprire quella del suo figlio artistico Marco Bressan, in un percorso che va “Da Disney e Universal a Gardaland e Caribe Bay: viaggio nella scenografia made in Italy”.

 

PAUSA PRANZO

  • 12:15 – 13:30: ogni studioso che si rispetti necessita di un pasto ricco e gustoso, tanto meglio se in compagnia di menti brillanti e ricche di aneddoti come quelle dei nostri numerosissimi Coach! Prenota subito il tuo posto a tavola sul nostro shop e goditi tutto il comfort del ristorante Leonardo Da Vinci, con un’ampia sala situata nel foyer del Parc Hotel: primi e secondi piatti, insalate a buffet e dessert impreziosiranno un’occasione unica per incontrare icone del settore dei parchi a tema!

 

POMERIGGIO

  • 13:30 – 14:15 Luca Bernardi e Matteo Rondini (SICK): la Sala Michelangelo diventa un laboratorio interattivo che si propone di esplorare i mondi della sensoristica e della sicurezza grazie all’azienda internazionale leader del settore, SICK. In particolare, approfondiremo i reami dei sensori di riconoscimento e della manutenzione predittiva, portando il pubblico al centro di una vera e propria fase di test tecnica nella talk “SICK: a tu per tu con i sensori che controllano le attrazioni migliori al mondo.

 

  • 14:30 – 15:15 Mauro Corvino (BreakOut Escape Room): speaker di RTL 102.5 per il programma notturno “Ma la notte no”, Mauro Corvino è da sempre un grande appassionato di parchi a tema, al punto da aver fondato nel 2016 una delle escape room più celebri in Italia, focalizzata su esperienze horror e thriller come quelle di “Saw”, “Hostel” e “Clown”, inaugurata appena qualche mese fa. Prendi fiato e preparati per un folle approfondimento dal titolo “Dentro la mente del mostro: progettare la paura”.

 

  • 15:30 – 16:45 Franco Valenziano (AVFX), Tommaso Gomez (Rainbow)  e Fabio Pignata: sono tre gli artisti che si riuniscono sul palco del nostro Academy Day per condurti passo passo nel racconto della progettazione di una delle attrazioni migliori in Italia, “Huntik 5D” a Magicland (Roma Valmontone). Partiremo dall’esperienza del talentuoso VFX producer Franco Valenziano nel cinema italiano e di come questa l’abbia portato a realizzare per Gardaland numerosi spot televisivi di culto e il film 4D originale “Time Voyagers”, di gran lunga il più amato nella storia del parco gardesano, per poi raggiungere Roma e conoscere l’art director dello studio di animazione Rainbow Tommaso Gomez, autore di molti dei personaggi e dei mostri che popolano il mondo a cartoni animati della serie “Huntik”, fino a scoprire con il creativo Fabio Pignata i segreti delle scenografie e delle soluzioni tecniche nella fase di implementazione della stereoscopia, del sistema di sparo e della sincronizzazione del ride system dell’attrazione finale. Prepara i pop-corn e goditi l’atteso panel “1 visione, 3 artisti, 5 dimensioni: storia e tecnologia di Huntik 5D”!

 

  • 17:00 – 17:30 ParksPlanet Academy Graduation Day: è arrivato il momento che tutti stavano aspettando. Studenti e Coach invadono il palco dell’Academy Day 2025 per il conferimento dei diplomi sudati sui banchi delle nostre aule virtuali, nel contesto di uno showcase dei migliori lavori degli studenti impegnati nei vari corsi attivati durante l’anno come “La Bottega del Verrocchio” di Claudio Mazzoli, “Storytelling e Scrittura Creativa” di Fabio Mauro Angeli e il corale “ParksPlanet Essentials”, primissima edizione di un lungo e variegato incontro con i numerosi ambiti dell’arte del theme park design (e oltre!) organizzato e gestito da ben dodici Coach.

Un’ultima sorpresa attende anche alcuni dei nostri Coach, ma è troppo presto per parlarne: continuate a seguire il nostro blog e i nostri canali social per scoprire di cosa si tratta già nei prossimi giorni!

 

 

Nuovi mondi da scoprire

Prima e dopo ognuno dei momenti formativi che compongono l’offerta didattica della giornata sono previsti 15 minuti di coffee break in modo da poter usufruire del servizio bar nel foyer dell’hotel e per dare spazio a diversi momenti di networking. Durante queste pause sarà possibile esplorare diversi tavoli espositivi legati al mondo della scenografia e della sensoristica, organizzati da aziende come OzLab, SICK S.p.a., Futura Elettronica ed Elettronica IN nonché del nostro Coach e concept artist Luca Bezzi, in arte LukeArtworks.

Sarà anche possibile conoscere la realtà dell’associazione senza scopo di lucro Germoglio Novo APS, anch’essa partner della nostra Academy, nella figura della presidente Chiara Agnoletto, per scoprirne tutte le attività a scopo benefico e l’affascinante progetto tematico da lei intrapreso sul territorio di Vigonovo (VE).

 

Come prenoto il mio posto?

Il numero di posti è limitato, quindi ti consigliamo di assicurarti subito il tuo pass direttamente tramite il nostro nuovissimo shop!

Vuoi avere un’idea di cosa ti aspetta? Visita la photogallery dell’evento 2024!

E non temere: per qualsiasi dubbio o domanda, siamo sempre a tua disposizione: contattaci all’indirizzo academy@parksplanet.it!

Siete pronti a costruire con noi il vostro futuro professionale nel mondo dei parchi a tema?

 

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0Giorni0Ore0Minuti0SecondiLa navicella è partita!

Il Regno dei Pirati

Arriva “Zoomarine Night” con effetti speciali, caccia al tesoro e l’apertura serale notturna a tema pirati.

Zoomarine pirati

Vi sentite più Capitano Uncino o tifate per Jack Sparrow? Se in ogni caso nutrite da sempre il desiderio di solcare i mari alla scoperta del tesoro dei pirati è arrivato il vostro momento, ma tranquilli non vi servirà una nave perché basterà semplicemente consultare la mappa consegnata all’ingresso del parco Zoomarine (insieme ad una simpatica bandana che sarà donata ai bambini) per trascorrere una giornata speciale e memorabile a caccia del forziere.

A partire dal 5 luglio, per celebrare i 20 anni del parco più amato dalle famiglie, il direttore generale, Alex Mata, invita il pubblico a divertirsi con le nuove avventure di “Zoomarine Night” a tema pirati. Il parco oltre ad essere aperto per l’intera giornata sarà aperto anche il sabato in versione notturna (fino alle ore 23.00).

Novità assoluta: lo show “Isabella e il Galeone Perduto”, che vede in scena oltre 8 artisti (grazie anche alla collaborazione con Circo Bianco), con esplosioni, luci, effetti speciali. Si tratta di una storia fantastica tra tuffi acrobatici, giochi d’acqua e lanci di palloni volanti.

zoomarine show serale

Oltre alle varie attrazioni Zoomarine inaugura anche la nuova piscina “Malibù” con tanti scivoli colorati che permetteranno a tutti di divertirsi e combattere l’ondata di caldo. Non mancheranno le attività serali con tanto di cena tematizzata.

L’evento di solidarietà del 5 luglio

La giornata del 5 luglio sarà particolarmente speciale poiché dedicata alla solidarietà: una parte dell’incasso sarà, infatti, devoluto all’Associazione “Insieme a Giordano”, che si occupa di offrire assistenza a minori svantaggiati che affrontano difficoltà fisiche, sociali, economiche o familiari.

zoomarine covo dei pirati

 

Tutto pronto per la stagione 2025, che riparte con una spettacolare novità a partire dal 19 aprile, ovvero il nuovo spettacolo “Crazy Wild West – Live Stunt Show”. Uno show unico nel suo genere, dove 12 stunt professionisti metteranno in scena un incredibile avventura ambientata nella cittadina di San Antonio, tra scazzottate, sparatorie e sorprese mozzafiato, il tutto per far rispettare la legge della città. In un’area dedicata di oltre 2000 MQ con una capienza di circa 500 persone, lo spettacolo vedrà la partecipazione di 25 persone tra comparse e addetti. La scenografia riproduce la tipica ambientazione western, che già è possibile ritrovare in molti degli spazi del parco Cowboyland. Crazy Wild West – Stunt Live Show sarà compreso nel biglietto d’ingresso.

Con i suoi oltre 40mila MQ di superficie, Cowboyland è un parco dove bambini e adulti possono trascorrere una giornata o il weekend all’insegna del divertimento all’aria aperta. Attrazioni, spettacoli, contatto con gli animali, animazioni e molto altro sono le sue principali attività.

 

La nuova attrazione 2025 Crazy Wild West – Live Stunt Show

 

Le aree tipiche del vecchio West

Indian Village è un vero e proprio villaggio indiano con teepee e totem, dove va in scena lo spettacolo di Luna Raggiante e Cervo Veloce. La Canoa di Toro Seduto, invece, è un viaggio simbolico nella spiritualità indiana. Un’esperienza indimenticabile per i baby cowboy è l’Indian River: un breve viaggio a bordo di canoe e di tronchi, lungo le tranquille acque del fiume indiano ricreato in ogni minimo particolare.

 

Il contatto con gli animali

In First Emotion è possibile per gli adulti provare un giro nel recinto in sella a cavalli, guidati dallo staff di Cowboyland. Animal Adventure è la fattoria di Cowboyland dove conoscere da vicino daini, lama, asinelli, caprette e pecore, oltre 30 cavalli, 5 pony, galline, oche e vitelli e bisonti americani, per un percorso divertente ed educativo. Stable Tour è un momento tutto dedicato al cavallo. La visita alla scuderia per scoprire la vita, le abitudini e alcune curiosità su questo animale simbolo del Far West. Pony Ride è dove i piccoli pony sono tra i protagonisti di Cowboyland: accompagnano i bambini lungo un percorso all’interno di un bosco.

 

Tutti a bordo, le attrazioni immancabili del parco 

Cowboyland Railroad è il trenino di Cowboyland è pronto a partire con tutti i bambini. Il percorso “turbolento” che attraversa una vecchia miniera e spesso viene preso d’assalto dai banditi che vivono in quelle terre. Gold Mine Train sono le montagne russe in stile western. Un’avventura in un percorso adrenalinico con salite, discese ed evoluzioni mozzafiato. Cow Bus è un divertente mezzo di trasporto per un giro panoramico del parco in tutto relax. Ranger Station è un percorso con auto elettriche per grandi e piccini.

 

Giochi e divertimento 

Old West Game è la zona riservata ai tiri. Grandi e piccoli si sfidano al lancio del ferro, lancio del pollo pupazzo nella pentola, lancio delle palline contro i barattoli e sparano con il fucile. Lazo Stage è la scuola di lazo di Cowboyland, dove esperti cowboy sono a disposizione del pubblico per insegnare la tecnica base di questa specialità. Fort Alamo è un tradizionale parco giochi per il divertimento dei più piccoli con altalene, scivoli, dondoli. Un momento di relax pensato per i bambini, ma anche per i genitori. In American Rodeo si possono provare le emozioni dei veri campioni del Rodeo americano. Bambini sopra gli 8 anni possono cimentarsi con il bisonte meccanico provando a rimanere in sella, mentre i più piccoli possono utilizzare il pony meccanico. Non poteva mancare poi un piccolo teatro chiamato Charly Frenchy Beyssier Rodeo Theatre, dove assistere ai più entusiasmanti filmati del rodeo. Il Cinema 7D è un mix tra un film tridimensionale e una simulazione dell’ambiente altamente realistica.

 

Gli spettacoli permanenti

Sempre in scena gli spettacoli permanenti curati dagli animatori del parco. Balli country dove la tipica danza dei cowboy, la line dance, è protagonista assieme ai ballerini. Indian Show, uno spettacolo dove vengono messi in scena usi, costumi e tradizioni delle tribù indiane d’America. Il Magic Show con maghi del West che con i loro scherzi e giochetti. Cowboy Show dove un tipico carro chuckwagon scortato da cowboy a cavallo che, guidando i vitelli lungo le strade di Cowboyland, metteranno in scena un esempio di vita quotidiana dei mandriani.

 

Cowboys’ Guest Ranch

Cowboyland si trova all’interno del Cowboys’ Guest Ranch, che proprio quest’anno festeggia il trentennale. Cowboys’ Guest Ranch è aperto a tutti i visitatori del parco tematico Cowboyland, che possono quindi usufruire del Cowboys’ Restaurant dove gustare a pranzo e cena i migliori piatti Tex-Mex, ma anche il Cowboys’ Hotel, un albergo 3 stelle con 9 camere a tema arredate in stile country e il Cowboys’ Saloon, un vero e proprio saloon del vecchio west arredato nei minimi particolari dove si svolgono anche concerti ed eventi. Nel Cowboys’ Western Store, invece, è possibile trovare abbigliamento originale texano e indiano, oggettistica tematica e molto altro.

 

Cowboyland si trova in Via Tullio Morato, 18 a Voghera (PV) (infoline 0383364631), ed è aperto dal 29 marzo fino al 2 novembre compreso; il sabato, la domenica, festivi e ponti dalle 10 alle 18.30.

 

https://www.instagram.com/cowboyland_cbl/

https://www.facebook.com/parcocowboyland

 

 

Nel 2022 Disneyland Paris ha compiuto 30 anni e, con un piano di investimenti biennale, gli addetti ai lavori hanno messo a nuovo gran parte del parco. Dalle scenografie alle attrazioni, passando dalla nuova parata e dall’ingente restauro del castello, durato ben 12 mesi e che ha richiesto, tra le altre cose, 50.000 ore di lavoro e più di 1.200 litri di vernice rosa.

La ciliegina sulla torta a completamento del programma per i festeggiamenti, l’ha messa il reparto spettacoli del parco, capitanato da Ben Spalding (nel ruolo di produttore) che, dimostrando ancora una volta l’attenzione alla sperimentazione delle nuove tecnologie per l’intrattenimento, ha realizzato Disney D-Light: un pre-show in cui 150 droni danzano sopra al castello formando diverse figure nel cielo.

Disney D-Light, il primo spettacolo all’interno di un parco Disney che fa uso dell’innovativa tecnologia dei droni, è stato premiato come “Best Live Entertainment 2022” durante il Park World Excellence Awards a Londra.

 

Lo spettacolo

Durante l’anno si sono susseguite due versioni di questo drone show: la prima vedeva l’entrata in scena dei droni prima e dopo Disney Illuminations, mentre la seconda versione è tutta concentrata prima dello spettacolo principale. La limitata autonomia delle batterie dei droni e lo spreco di energia causato da due decolli e due atterraggi, con il conseguente tempo perso per andare dall’area di decollo al castello e viceversa, hanno determinato il cambio di rotta.

Disney D-Light, della durata totale di circa sei minuti, inizia con la proiezione architetturale di fantasie colorate che si susseguono sulla facciata del castello.

I colori dominanti sono quelli dell’anniversario: sfumature di fucsia, viola e blu. Il crescendo della colonna sonora viene accompagnato dall’accensione delle fontane, dei laser verdi frontali e, infine, dagli space cannon a testa mobile, posizionati sul retro del castello, che vanno a proiettare imponenti raggi luminosi nel cielo.

I droni fanno il proprio ingresso a circa metà show: poco prima della loro accensione la luce sul castello si affievolisce e la musica si abbassa. Quasi come per magia, le sfere led dei droni si illuminano creando in cielo un grande “30”, che oltre ad essere il logo dell’anniversario, richiama anche il topo padrone di casa.

disney d-light drone show

L’iconico logo del 30° anniversario di Disneyland Paris realizzato con 150 droni

Da qui si susseguono un gran numero di emozionanti coreografie aeree fino ad arrivare al gran finale, in cui l’ultima figura si scompone in centinaia di puntini che luccicano nel cielo sullo sfondo del castello, mentre lentamente si dirigono verso la zona di atterraggio (il tetto dell’edificio che ospita le attrazioni Blanche-Neige et les Sept Nains® e Les Voyages de Pinocchio).

Quando si assiste a questo spettacolo dal vivo è impossibile non notare le esclamazioni di stupore che si levano dalla piazza principale e dalla Main Street: questo perchè, oltre alla bellezza di quello che si sta guardando, quasi tutti gli spettatori vengono a contatto per la prima volta con una tecnologia per l’intrattenimento mai vista prima, proprio come il pubblico che ha potuto assistere alla prima proiezione dei fratelli Lumière nel 1895.

Tutto ciò è incredibile, vero? Ancor più incredibile è pensare che questo show sia nato dalla sinergia di menti brillanti, idee innovative e tanta passione per un mondo nel quale l’immaginazione e la meraviglia sono le protagoniste assolute.

Ricordate: lo spettacolo è stato confermato fino alla fine della stagione estiva 2023.

Il partner

Il partner selezionato dal parco è un’azienda francese di nome Dronisos: abbiamo utilizzato volutamente la parola “partner” e non “fornitore” perchè a tutti gli effetti le due aziende hanno affrontato un lungo e complicato percorso per arrivare insieme al risultato finale.

Dronisos nasce nel 2016 come startup specializzata nella creazione di spettacoli di droni indoor e outdoor, attualmente conta sei finanziatori, circa 40 dipendenti, diversi brevetti depositati riguardanti gli algoritmi di posizionamento e di volo con flotte di droni, oltre a tre sedi di rappresentanza al di fuori dell’Europa: Orlando (USA), Bangalore (India) e Dubai (UAE).

Ad oggi sono più di 40.000 gli spettacoli in tutto il mondo realizzati dall’azienda. Alcuni dei progetti in portfolio sono stati realizzati per Disney, Peugeot, Expo 2020 Dubai, Puy du Fou, DollyWood e The Tonight Show Starring Jimmy Fallon.

Uno dei loro spettacoli è arrivato anche a Torino dove, nel giugno 2020 in occasione della festa di San Giovanni, è stato addirittura battuto il record mondiale di volo con droni all’interno di un edificio (ne hanno utilizzati ben 200!).

 

La realizzazione

Bene, abbiamo conosciuto lo show e il partner tecnologico.  Volete sapere come si realizza uno spettacolo del genere? Scopriamolo insieme!

Storyboard

Tutto ha inizio da un foglio di carta, anzi, da tanti fogli di carta. Il cliente effettua una o più riunioni in cui espone all’azienda (in questo caso Dronisos) le proprie idee sulle coreografie che i droni dovranno creare nel cielo e, indicativamente, la loro durata.

I visual artist si mettono subito al lavoro con carta e penna (e con la tavoletta grafica) per creare uno storyboard in cui rappresentano la sequenza di figure che saranno formate nel cielo e descrivono a parole i movimenti che dovranno compiere i droni per passare da una figura all’altra.

Show editing e scelta dei droni

Quando lo storyboard riceve l’approvazione del cliente, il team di artisti crea la coreografia digitale a PC tramite un software che consente di simulare e visualizzare in 3D i movimenti dei droni in un dato spazio; questo passaggio è fondamentale nel processo di creazione dello show.

Proprio durante questa fase viene concordato con il cliente il numero di droni che prenderanno parte allo spettacolo: più le immagini disegnate nel cielo sono complesse, più sarà alto il numero di droni da utilizzare. Teniamo presente che per disegnare una figura in 2D di 30×10 metri servono tra i 100 e i 300 droni, mentre per la stessa figura in 3D che ruota su sé stessa occorrono tra i 500 e i 1500 droni in base alla definizione che si vuole ottenere.

Oltre al numero di droni da impiegare, viene scelto anche il modello: esistono droni di piccole dimensioni con batteria limitata e poca resistenza al vento, che di norma vengono usati per spettacoli della durata sotto i 10 minuti in zone non ventose.
Se il numero di coreografie è elevato e i droni devono sincronizzarsi a una colonna sonora della durata di diversi minuti, vengono utilizzati droni di taglia media con batterie più capienti che hanno una durata tra i 10 e i 12 minuti (aggiungendo poi il tempo di decollo e atterraggio si arriva a circa 15 minuti).

Nel caso di Disney D-Light sono stati utilizzati dei droni commerciali di taglia media (Parrot Bebop 2) pesantemente modificati sia nell’hardware, per ospitare un gruppo di LED che crea la luce colorata e alleggerire il resto della struttura, che nel software, per eseguire lo spettacolo e comunicare con la stazione di controllo a terra.

 

A sinistra il Parrot Bebop 2 in versione commerciale, a destra lo stesso drone modificato per lo spettacolo (Tutti i diritti a Dronisos)

 

Dopo aver disegnato le coreografie con il software 3D, viene avviata la compilazione dello spettacolo: questa fase è estremamente critica perché, istante per istante, il software calcola le posizioni di ciascun drone nello spazio (dal decollo all’atterraggio, passando per le coreografie) e crea tutte le traiettorie affinché non avvengano collisioni in volo.

Immaginate che ogni drone sia circondato da una sfera di qualche metro di diametro, nessuna di esse dovrà entrare in contatto con le altre.

Spettacoli di test: in virtuale e nella realtà

A questo punto ci troviamo in una fase avanzata della realizzazione dello show in quanto gli artisti e il cliente potranno visionare lo spettacolo, tramite visualizzatore 3D, da diverse angolazioni e apportare le opportune modifiche e correzioni. Molto spesso vengono utilizzati anche dei visori VR per aumentare l’immersività della simulazione.

Terminata la programmazione e la simulazione 3D dello spettacolo si incomincia a fare sul serio: vengono concordate le sessioni di test dal vivo, assieme al cliente, in uno spazio privato lontano da occhi indiscreti. Per lo spettacolo Disney D-Light, ad esempio, è stato utilizzato un campo nei pressi di Bordeaux di proprietà di Dronisos.

 

Test notturni nel campo privato di Dronisos presso Bordeaux

Test notturni nel campo privato di Dronisos presso Bordeaux. (Tutti i diritti a Dronisos)

 

Installazione spettacolo presso il cliente finale

Effettuate le ultime correzioni, i tecnici si spostano sul luogo dove verrà effettivamente eseguito lo spettacolo; in questo caso, essendo uno show permanente, sono state adottate soluzioni tecniche diverse da quelle che solitamente si utilizzano per performance “one-shot”.

La control room dei droni è stata posizionata in pianta stabile presso la regia dello spettacolo Illuminations (la casetta nell’aiuola che troviamo a sinistra, se guardiamo verso il castello dalla piazza centrale) e le operazioni di disposizione e ritiro droni a terra sono state ottimizzate per impiegare meno tempo e personale possibile. 

Dronisos ha formato il personale del parco in modo che possa mettere in scena lo spettacolo di droni in maniera autonoma e intervenire per gestire eventuali anomalie, oltre ad aver fornito al parco i pezzi di ricambio (tipicamente droni interi, batterie ed eliche); inoltre sono state formate due squadre di piloti per consentire una turnazione tra le varie serate e quindi la loro presenza ad ogni show.

Safety First! I sistemi di sicurezza

In questo tipo di spettacoli il fattore sicurezza è un elemento critico, in quanto sono presenti centinaia di droni a poche decine di metri dagli spettatori: non deve accadere che un drone perda il controllo e vada a finire sul pubblico.

Per questo motivo vengono implementati diversi sistemi atti a ridurre al minimo i rischi:

  • previsioni meteo: in caso di condizioni meteo non favorevoli al volo in sicurezza dei droni (vento forte, pioggia o neve), lo spettacolo può essere annullato anche a pochi secondi dall’inizio;
  • geofencing: creazione di un recinto virtuale attorno all’area in cui si svolge lo spettacolo, da cui i droni non possono uscire anche in caso di comandi errati;
  • telemetria: il drone trasmette alla stazione di terra diversi parametri vitali tra cui la carica della batteria e lo stato dei sensori segnalando le anomalie in tempo reale;
  • comunicazioni terra-drone criptate: la trasmissione della telemetria e dei comandi avviene tramite un canale sicuro e criptato;
  • ispezione pre-volo: un gruppo di piloti certificati ispeziona i droni e lo spazio di decollo e atterraggio pochi minuti prima dello spettacolo, per dare il via libera allo spettacolo.

 

A sinistra la centrale meteo in regia che raccoglie forza e direzione del vento in vari punti, a destra la programmazione del sistema di geofencing (Tutti i diritti a Disneyland Paris e Dronisos)

 

Posizionamento di precisione

Elemento essenziale per la riuscita dello spettacolo è il sistema di posizionamento: per ottenere e mantenere delle posizioni così accurate, anche in presenza di vento, il segreto risiede proprio nel cuore di ciascun drone.

All’interno di ogni drone infatti, è presente una scheda (chiamata “flight controller”) a cui sono collegati diversi sensori:

  • accelerometro e giroscopio per misurare i movimenti e le inclinazioni;
  • magnetometro per misurare l’orientamento del drone con i punti cardinali (importante per mantenere la luce colorata sempre rivolta verso il pubblico);
  • barometro per ricavare la quota di volo tramite la misurazione della pressione atmosferica;
  • GPS che serve per ricavare la posizione geografica tramite la triangolazione del segnale degli omonimi satelliti.

La precisione di posizionamento fornita dal GPS in alcuni casi potrebbe non bastare (questa tecnologia ha un errore di alcuni metri nella stima della posizione), per questo nel caso in cui fossero richieste coreografie con i droni a una distanza particolarmente ridotta o edifici nei paraggi che disturbano il segnale GPS, si può ricorrere al sistema RTK. Questo sistema è composto da un insieme di antenne a terra: i droni triangolano la loro posizione sempre con il GPS, ma utilizzando anche il segnale “corretto” che arriva dalle antenne sottostanti riducendo così l’errore di posizionamento a pochi centimetri.

Il costo

Il costo di uno spettacolo di droni è generalmente complesso da calcolare. Molteplici fattori concorrono alla formazione del prezzo finale, come ad esempio la durata dello spettacolo, la quantità e il tipo dei droni impiegati, la complessità delle coreografie (statiche 2D oppure 3D in movimento) oltre all’impiego di tecnici e artisti per due o  tre mesi (nel caso di Disney D-Light arriviamo quasi a un anno di lavoro).

Oltre a questo si deve considerare l’infrastruttura da allestire sul posto dello spettacolo (spazio di decollo/atterraggio, antenne e stazione di controllo): temporanea in caso di spettacoli “one-shot” oppure fissa in caso di spettacoli permanenti proprio come Disney D-Light.

Lo spettacolo che abbiamo preso in considerazione presenta un’ulteriore difficoltà tecnica, ossia l’integrazione e la sincronizzazione con i sistemi di illuminotecnica preesistenti (proiettori per il video mapping, luci, fontane, fuochi, eccetera…) .

Nel caso desideraste uno spettacolo di droni tutto vostro, è possibile stimare che il costo di 10 minuti di spettacolo con 200 droni sia a partire da €60.000, con 500 droni a partire da €125.000 oppure con 1000 droni a partire da €225.000. Economico, vero?

 

Noi di ParksPlanet ci siamo divertiti ad utilizzare l’editor impiegato nella realizzazione Disney D-Light per farvi i nostri migliori auguri di buone feste… In maniera originale!

 

Aggiornamento del 10/01/2023: è stato annunciato il nuovo spettacolo “Avengers: Power The Night” in cui verranno impiegati ben 500 droni! Lo show si terrà negli Studios e vedrà la Tower of Terror come protagonista principale tra video mapping, fuochi d’artificio e incredibili effetti luminosi.

 

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Movieland è sempre stato, per chi scrive, un parco speciale; uno di quei posti in cui si sta bene e, per qualche volta l’anno, si vuol tornare e sentirsi a casa. Un motivo in più per tornare a varcarne la soglia sarà questo giugno Movieland Film Festival, un nuovo esclusivo evento dedicato al mondo del Cinema.

Il Parco di Hollywood sul Garda propone per la prima volta un’apertura speciale tutta concentrata nel mese di giugno, e lo fa con semplicità: più (piccoli) street show, più (piccole) idee, più (grande) cuore creando un contesto più ampio attorno alle giornate a tema cinema organizzate negli ultimi anni, gradito ritorno che impreziosisce le strade del parco.

Si parte da una mostra dedicata al grande illustratore di locandine cinematografiche italiano, Renato Casaro, a quattro piccoli food corner a tema – il nostro preferito è, ovviamente, quello di 007 dove provare ottimi cocktail – sino ad arrivare al pezzo forte dell’offerta: ben due street show legati ai miti di James Bond e del film di culto “Un giorno di ordinaria follia”. A coronare il tutto, lo stage al termine della Main Street si veste per l’occasione di tanto cinema e diffonde per l’area circostante le migliori colonne sonore dei film con una playlist dedicata.

L’anima del parco come piccolo Studios cinematografico torna a rivivere proprio qui, animando la giornata e le vie di Movieland con l’azione e il coinvolgimento che solo piccoli eventi come questo sanno creare.

Ciliegina sulla torta è il fantastico tributo “Once Upon a Time Ennio Morricone”: uno spettacolo in scena tutti i giorni nel Movieland Theater che dovrebbe a nostro parere restare nel palinsesto del parco ben oltre l’evento di questi giorni. Tra colonne sonore da pelle d’oca, monologhi e delicate interpretazioni di danza dei pezzi del Maestro, lo show è un momento immancabile del Movieland Film Festival che vi consigliamo di non perdervi (potete vederlo fino al 30 giugno).

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Arabian Night

Cosa succede nelle notti d’Oriente? Tutto! O, per meglio dire, tutto quello che l’immaginazione riesce a creare…

Preparati per lasciarti trasportare in un mondo incantato e volare con la fantasia.

Il nuovo fantastico show serale Arabian Night ti aspetta in Piazza Souk tutte le sere a partire da domenica 19 giugno.

 


Così recita Gardaland sul proprio sito presentando il nuovo night show del Parco. Una nuova location, non tanto distante da quella a cui siamo abituati da oltre 20 anni a questa parte, darà vita al nuovo show notturno del Resort.

Il nuovo night show di Gardaland sarà infatti ospitato presso il Souk Arabo, area centrale di Gardaland che ha visto un pesante restyling nel 2016 aprendo agli ospiti con una ricolorazione totale degli edifici esistenti, l’eliminazione dell’iconica fontana e l’aggiunta di una nuova struttura-palco, che dà le spalle alla piazza della Valle dei Re, su cui già negli scorsi anni si erano susseguiti spettacoli diurni con artisti di vario genere.

Da alcuni giorni proprio su quest’ultimo ci era stata segnalata la comparsa di luci, proiettori e casse audio, che lasciava presagire l’imminente debutto di un nuovo show. Insomma, questo nuovo periodo di Gardaland Night is Magic, in partenza da sabato 18 giugno (notte bianca in cui NON si terrà la show, che esordisce appunto il 19 giugno), promette già faville! Non vediamo l’ora di vedere dal vivo questo nuovo spettacolo, che resterà certamente sulla scia di quello fatto nella precedente storia del parco sulla facciata dell’amata Valle dei Re.

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