Finalmente è giunto il periodo di Halloween: i parchi tematici di tutto il mondo sono in questo momento invasi da zucche, nebbia, mostri e, tra le urla di stupore e gioia di bambini e guests di tutto il mondo, grida di tutt’altro calibro si fanno sentire da ogni direzione. Orde di zombie, catene e motoseghe invadono le numerose scare zones che aprono i propri battenti agli ospiti più coraggiosi, mentre centinaia di persone attendono col cuore in gola di varcare la soglia degli scare mazes fissi o temporanei che oggi sono in assoluto tra le attrazioni più visitate ovunque.

Potevamo noi di ParksPlanet non unirci ai festeggiamenti? Celebriamo insieme la festa di Halloween proponendo la nostra intervista esclusiva a Gianfranco Bollini, celebre ex direttore artistico di PortAventura World e tra le figure chiave artefici di alcune delle più memorabili esperienze di Halloween (ri)portate in vita nei parchi divertimento europei. Ma lasciamo che il nostro ospite si presenti da sé…

Ciao Gianfranco, e congratulazioni per il tuo recente premio come ParksPlanet Academy Mentor! Per cominciare, puoi ricordare ai nostri lettori per quali parchi hai lavorato e qual è stato il tuo ruolo principale a PortAventura World?

Buongiorno ParksPlanet! Grazie di cuore per il premio: sono molto felice della nomina e adoro il vostro progetto didattico Academy! Rispondo alla domanda: la mia carriera di direttore artistico, ruolo che ho ricoperto dal 2010 qui a PortAventura, ha avuto inizio nel 1988 a Gardaland, dove ho lavorato fino al 2006. Negli anni seguenti ho proseguito la mia avventura prima presso Europa-Park in Germania e ho anche lavorato per qualche mese all’apertura di Miragica, il parco di Molfetta, fuori Bari. Nel mentre procedeva anche il mio supporto al progetto di Rainbow Magicland, ma avevo già firmato per diventare il direttore artistico di PortAventura World e dunque mi sono poi trasferito a Salou.

 

A proposito di PortAventura: sappiamo che il parco è stato per alcuni anni gestito da Universal, e ancora oggi nei parchi del Resort si possono incontrare diversi personaggi su licenza provenienti dai loro brand. Questo vale anche per Halloween?

Sì, è proprio così! PortAventura ha fatto parte degli Universal Studios per qualche anno, ma alcuni dei personaggi dai film e dalle serie Universal sono rimasti legati al parco. Abbiamo Woody, ovvero Picchiarello, che è un po’ la mascotte principale del parco, il pinguino Chilly Willy, e poi ancora Betty Boop… ogni tanto, soprattutto ad Halloween, Beetlejuice spaventa gli ospiti del Resort. Chiaramente paghiamo una fee annuale per il loro utilizzo: al pubblico piacciono molto! Woody non è particolarmente conosciuto dai bambini, nonostante il nuovo film uscito appena qualche anno fa, ma è adorato da moltissimi adulti che ricordano la serie a cartoni animati.

Vorrei ora arrivare al fulcro della nostra intervista e concentrarmi su REC Experience, che è al centro dell’offerta di Halloween del parco. Perché avete scelto di lavorare su questa saga cinematografica e come si è svolto il processo per ottenere la licenza per realizzare l’esperienza?

Innanzitutto siamo partiti dalla casa di produzione della saga, la Filmax, che ha sede a Barcellona. In realtà è stato molto semplice: era il 2013 e cercavo online personaggi e temi da proporre per l’inserimento nel nostro parco che fossero di richiamo per l’apertura speciale di Halloween, e mi è capitato di vedere il poster del terzo film della saga di REC, uscito da poco nei cinema spagnoli, con protagonista una donna in abito da sposa armata di motosega. L’immagine era molto forte e decido di telefonare direttamente agli uffici Filmax per prendere contatti: mi rispondono subito e organizzo una visita a Barcellona nella loro sede, dove incontro il loro presidente. Ho trovato persone molto cortesi e disponibili, e dopo aver spiegato la mia idea ho visto tutti i film della serie direttamente nella loro sala di proiezione!

Gli attori in REC

REC a PortAventura

Come ha preso forma il progetto? Filmax ha partecipato alla realizzazione dello scare maze?

Avevamo a disposizione un grande spazio ricavato dall’area del nostro simulatore appena dismesso, Dino Escape 4D, che poi era diventato negli anni Sea Odyssey. Era un’attrazione degli anni Universal per cui diventava difficile trovare agevolmente pezzi di ricambio, e la struttura era in cemento armato. Abbiamo deciso di riutilizzarla evitandone la demolizione, e costruire lì dentro quella che era al tempo la più grande horror house in Europa sfruttando anche qualche scenografia già realizzata per il simulatore. L’esperienza prevedeva un percorso di ben quattrocentocinquanta metri di lunghezza e fino a cinquanta attori coinvolti; per quanto riguarda la scelta delle scene e dei personaggi da riproporre sono stato aiutato direttamente dalla Filmax, che si è interessata molto a tutto il processo creativo.

Che storia racconta la tua REC Experience?

Quello che mi attirava del film originale era il fatto che non fosse un film di zombie puro e semplice, e l’uso della camera a spalla in particolare dava un sacco di azione e movimento al film portando lo spettatore nell’orrore in prima persona: volevo ricreare un qualcosa del genere per il parco. Ho recuperato l’idea della giornalista che indaga sugli eventi che danno inizio alla saga e l’ho sviluppata per i vari ambienti rendendola un personaggio ricorrente e dandole un microfono perché recitasse come una cronista, mentre l’ispirazione principale per quanto riguarda i diversi ambienti è venuta da REC 3. Le prime scene sono ambientate in un hotel, dove una specie di maggiordomo o cameriere spiega ai visitatori le poche regole da rispettare, e cioè che non si devono toccare gli attori e che loro non toccheranno i visitatori: da qui si prosegue attraverso i corridoi dell’albergo con varie comparse che sbucano dalle porte delle stanze spaventando gli ospiti. Più tardi si attraversano il vecchio sommergibile di Sea Odyssey, ora trasformato in una casa futuristica piena di infetti, e poi un corridoio riempito di televisori a massimo volume che mostravano scene del film: sembra strano ma è un ambiente molto particolare e multisensoriale, che fa davvero paura a molte persone! Poi si arriva alla vecchia sala principale del simulatore, ora un cinema dietro il cui schermo si trovano altre rumorose e numerose comparse, e ancora le cucine dell’hotel tra chef e cuochi feriti e infetti… Man mano che l’avventura prosegue gli zombie diventano più rapidi e numerosi, fino al climax della scena del matrimonio tra ospiti feriti che chiedono aiuto e finalmente la sposa armata di motosega, il cui arrivo fa da gran finale. C’era anche una zona in stile labirinto, piena di fumo e improvvisi rumori, che poi abbiamo trasformato negli scorsi anni in varie aree della nave vista nel quarto film. Durante uno degli ultimi spaventi viene scattata al gruppo una foto, che può poi essere acquistata.

 

REC a Portaventura

REC Experience a Portaventura

 

Una curiosità: la posizione degli attori è sempre fissa o c’è una certa libertà di improvvisazione?

Non per forza, ogni giorno ci inventavamo qualcosa di nuovo! [Ride]

L’ingresso è a pagamento, giusto?

L’ingresso costa cinque euro, come quello di Horror in Texas, l’horror house stabile a tema western di PortAventura World, e delle altre due esperienze horror: Apocalipsis Maya e La Isla Maldita, novità 2019 il cui ingresso costa 10 euro e che apre solo nelle ore di buio e occupa gran parte del Caribe Aquatic Park.

Qual è in media l’incasso stagionale proveniente da questo tipo di attrazioni?

A seconda dell’anno, ad Halloween direi che gli scare mazes incassano tra il milione e il milione e mezzo di euro. Il guadagno è circa del cinquanta per cento. Ora che ci penso i ricavi sono un po’ più alti, proprio perché Horror in Texas è aperta tutto l’anno. Chiaramente la presenza di queste attrazioni porta anche molti più visitatori nel parco; se in settimana a ottobre abbiamo magari nel parco circa cinquemila persone, di sabato spesso ne abbiamo ventimila e la domenica almeno quindicimila. Anche se non dovessero provare tutte le horror house, comunque c’è un grande guadagno che è tra i più alti dell’anno, anche grazie ai biglietti validi per due giorni e i pernottamenti nei quattro hotel del resort. Durante la settimana c’erano nel parco e fuori varie pubblicità per le horror house attive durante i fine settimana; e poi abbiamo creato due “notti nere” a parte; una è la Notte dei Vampiri del 12 ottobre, che nel suo primo anno è stato il nostro record di affluenza con ben quarantottomila persone nel parco, e poi la Grande Notte di Halloween, cioè ovviamente il 31 ottobre.

Fa strano sentire che ci sono state più presenze a metà ottobre rispetto ad Halloween, in genere giorno tipico in cui i parchi sono quasi invivibili!

Davvero! La nostra idea è stata abbinare alla Notte dei Vampiri un concorso a premi per i costumi più belli e creare diversi piccoli spettacoli ad hoc. Negli anni poi l’affluenza si è attestata sulle trentamila persone in media, ma in quel primo anno ci fu proprio il nostro record assoluto! Le attrazioni restarono aperte fino alle due o alla una e mezza del mattino, e probabilmente molta gente preferisce venire durante questa giornata proprio perché pensa che ad Halloween il parco sia anche più invivibile!

Come lavorate alla selezione degli attori per REC e le altre esperienze horror? Gli stessi attori lavorano anche nell’horror house stabile o nei vari spettacoli del parco?

No, gli attori di Horror in Texas sono dipendenti fissi che lavorano solo in quel percorso, e i membri del cast artistico lavorano solo agli spettacoli. Gli attori che impieghiamo ad Halloween vengono selezionati appositamente per le horror house in tutta la Spagna, fra Malaga, Barcellona e Madrid attraverso audizioni dove siamo sempre presenti io e i miei assistenti; contrariamente a quel che si pensa non cerchiamo attori e attrici di bella presenza ma attori che nel cinema si direbbero caratteristi: molto magri, molto alti, molto in carne…

E come si strutturano queste audizioni?

La prima audizione dura sette o otto minuti, e vediamo soprattutto cosa gli aspiranti attori sanno fare e cominciamo a scartarne qualcuno. Alla seconda, il giorno dopo, gli attori restanti presentano una scena studiata da un breve copione fornito da noi, molto semplice, perché ne valutiamo in primis la mimica. Persona fondamentale è per me Alexandra Alcañiz, make-up artist bravissima che con il suo team di trentacinque truccatori e truccatrici prepara ogni sera tutti gli attori in modo meraviglioso. Ti manderò qualche foto!

Gli attori in REC

REC a PortAventura

Sarebbe fantastico, grazie! Immagino REC sia stata da subito un successo a livello di pubblico!

Assolutamente sì, la proponiamo ancora oggi da quasi dieci anni. Venne a provarla anche il regista del terzo film e co-autore della saga, che ci fece i complimenti! Disse che avevamo azzeccato molti personaggi, che sembravano gli stessi del film.

E a livello di operazioni, come gestite nella pratica attori e ospiti all’interno degli ambienti dell’horror house?

Innanzitutto gli attori sono abituati a lasciar passare con relativa calma chi sembra avere troppa paura, mentre si accaniscono su chi fa il furbetto, su chi se la tira un po’… [ride] Ci sono anche tre o quattro ragazzi con ricetrasmittenti nascosti nei backstage, quindi gli attori hanno già un’idea di cosa fare di lì a breve. Ci teniamo davvero tanto, e Halloween per me è una passione!

Succede spesso di dover gestire qualche emergenza all’interno delle horror house?

Tutto il parco è videosorvegliato, e lo stesso vale per i locali di REC Experience e le altre horror house e attrazioni al chiuso. Non è mai, mai successo nulla di serio, se non che ogni tanto qualcuno si è preso spaventi molto grandi ed è stato prontamente soccorso. A livello di prevenzione si cercano di evitare molti jumpscares e spaventi a chi sembra troppo turbato dall’esperienza; gli attori capiscono molto facilmente quando è meglio non esagerare. Durante il percorso capita molto spesso che qualche ospite esca dalle diverse uscite di sicurezza necessarie per motivi di legge, che portano immediatamente all’esterno nei viali del parco.

Cambiamo scenario per un po’: sei stato tra i primissimi in assoluto a portare Halloween nei parchi italiani. Come si arrivò a proporre Halloween a Gardaland?

Ero stato in visita durante il periodo di Halloween a Europa-Park e avevo visto quanto piaceva il parco pieno di zucche e personaggi adatti a tutta la famiglia, e proposi dunque di fare un qualcosa di simile. Quell’anno – era il 2002 – ci fu anche un mio show serale davanti alla Valle dei Re di Gardaland, per cui installammo un grande ventaglio d’acqua su cui proiettavamo per la prima volta delle immagini. Lo avevo visto poco prima a Berlino, al British Palace sotto Natale… Era un effetto bellissimo, e non vedevo l’ora di fare qualcosa del genere in Italia. Quelle macchine erano al tempo costruite solo in Austria! Poco dopo a Gardaland costruimmo anche il Teatro dell’Acqua, che poi diventò l’horror house Inferis, mi sembra nel 2011. Qualche anno dopo arrivò al Futuroscope in Francia e poi altrove. A Gardaland comunque, purtroppo, non abbiamo mai fatto horror house insieme… C’era è c’è ancora molto l’idea di Gardaland come parco per famiglie, ma mi pare di aver visto che ora stia cambiando qualcosa!

Fire Halloween Show Gardaland

Immagine storica dall’archivio di Gardaland Tam Tam

E poi arriva Europa-Park…

Quando poi sono andato a lavorare proprio a Europa-Park, nel 2007 costruimmo la loro prima horror house  temporanea per le prime Horror Nights. Io proposi l’idea, che fu accettata, ma non fu ideata da me. Ad Halloween cantava DJ Bobo, che è famosissimo in Germania. Lavorare con i Mack e Marc Terenzi, rock star che firmò la prima horror house della storia del parco, Hell’s Inn, è stato molto piacevole. Mi è piaciuto molto lavorare sugli show di Europa-Park! Quell’anno realizzammo anche per la prima volta lo show Mystery, che vinse un premio della IAAPA: c’era un palco stupendo, e avevamo in scena quaranta persone accompagnate dai fuochi d’artificio. Nell’area dello spettacolo potevano entrare fino a settemila persone; appena dietro si trovava la zona dedicata all’horror house di Marc Terenzi.

 

Traumatica Europa Park

Il monumento dedicato alla prima Horror Nights nel quartiere francese di Europa -Park

 

Come è stata gestita la stagione di Halloween 2020, durante l’emergenza Covid? Immagino sia stato molto complesso organizzare il tutto in sicurezza…

Sì, direi molto complicato… Per un po’ non abbiamo avuto un’idea certa di cosa sarebbe stato disponibile, ma Horror in Texas, dato che le stanze e i corridoi sono troppo
stretti e non avrebbero garantito il rispetto della distanza sociale, è rimasta chiusa. Abbiamo preso davvero moltissime precauzioni, e tutto viene gestito e pulito in modo maniacale durante le ore di apertura del parco anche più del solito da quando il COVID ha iniziato a farsi conoscere. Adeguarsi alle normative e aprire i parchi è stato molto costoso.

Esiste un Halloween per famiglie a PortAventura World?

Assolutamente sì. Nelle diverse aree dei parchi ci sono molti personaggi che fanno divertire gli ospiti, come il curato e la ragazza posseduta dai demoni, stile L’Esorcista, che si muove con un letto su rotelle, e che principalmente si divertono a rincorrere i ragazzi. Nella zona dedicata ai personaggi di Sesamo Aventura Halloween è pensato per i più piccoli con tanto di caramelle, streghe buone e scherzetti: non fa per niente paura, è davvero per tutti.

Perfetto, non abbiamo altre domande per questa volta! Grazie infinite per il tuo tempo e la tua cortesia, è stato un piacere enorme intervistarti!

Di nulla, è stato un vero piacere anche per me, a presto!

Fire Halloween Show Gardaland

Immagine storica dall’archivio di Gardaland Tam Tam

Ti è piaciuto la nostra intervista esclusiva al nostro Mentor Gianfranco Bollini? Segui il nostro blog per non perderti nessuno dei nostri nuovi articoli e interviste!

ParksPlanet Academy: conosciamoci prima dell’evento!

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato

Tra poco più di un mese, la ParksPlanet Academy prenderà vita: ma prima abbiamo una notizia da condividere con voi!

Questo evento è un’occasione unica per esplorare le dinamiche che rendono i parchi divertimento tanto affascinanti quanto complessi.

Come anticipato, la ParksPlanet Academy ospiterà alcuni tra i più grandi esperti del settore, che sono già pronti a tenere interventi esclusivi e interattivi. Ma c’è di più!

Clicca qui e scopri tutti gli ospiti della ParksPlanet Academy!

Primo Contatto: conosciamoci prima della ParksPlanet Academy!

Per rendere l’evento ancora più speciale abbiamo pensato di organizzare delle call esclusive con alcuni ospiti per dei coinvolgenti Q&A!

Avrete l’opportunità di porre le vostre domande ad alcuni dei nostri relatori e discutere i temi che più vi interessano.

Le call si svolgeranno secondo il seguente calendario:

  • 2 settembre, ore 21.00: Luca Bezzi (in arte Luke Artworks), concept artist dietro lo storico Katun di Mirabilandia, vi parlerà di creatività e arte all’interno del design dei parchi a tema. Clicca qui per partecipare tramite Google Meet!
  • 16 settembre, ore 21.00Davide Faggion, content creator per vari parchi a tema italiani tra cui Movieland Park e Leolandia, terrà il terzo e ultimo appuntamento per introdurre l’argomento comunicazione social nella strategia dei parchi a tema.  Clicca qui per partecipare tramite Google Meet!
  • 30 settembre, ore 21.00: incontra il team che ha ideato ParksPlanet e la Academy: Fabio Mauro Angeli, Luca Bellan e Alessio Perottino presenteranno il progetto Shifted Productions e le possibilità offerte da NextGen Trail, il loro primo prototipo dedicato ad attrazioni walkthrough immersive. Clicca qui per partecipare tramite Google Meet!

Non ci dilunghiamo oltre, ma gli argomenti che tratteremo saranno tanti e avrete anche tutto il tempo per porre le vostre domande.

Non perdere questa opportunità unica di partecipare alle call e prepararti al meglio per vivere la primissima ParksPlanet Academy!

E tu sei già iscritto alla prima ParksPlanet Academy?

Nell’arco della giornata inaugurale della nostra ParksPlanet Academy vi offriremo la possibilità di parlare a tu per tu con ciascuno dei nostri numerosi relatori e relatrici, e saranno previsti diversi momenti dedicati al networking: partecipa anche tu e ottieni informazioni e consigli mirati all’inizio della tua carriera nel mondo dei parchi a tema!

L’evento si svolgerà il 12 ottobre a Bussolengo (VR) presso l’attico Noah del Montresor Tower Hotel.

E ricordate: l’accesso è riservato esclusivamente ai “ParksPlanet Students”, “Academy Supporters” e ai “ParksPlanet Enthusiast”, a cui è possibile iscriversi tramite una semplice donazione. Se non l’hai ancora fatto, clicca qui per scoprire come iscriverti!

E ora… pronti per una nuova avventura?

Oggi vi presentiamo Atiø, un Sound Designer e Music Producer sperimentale, principalmente di Lo-Fi, Chill-hop, e Soundscape che negli ultimi due anni ha totalizzato più di 3.500.000 ascolti e più di 800.000 ascoltatori da tutto il mondo.

È anche il creatore dell’Ø Lo-Fi, un sottogenere del Lo-Fi Hip-Hop che si distacca dall’omologazione tipica di questo genere, per dare spazio all’empatia e all’ascolto non passivo.
Il suo sound è caratterizzato da vibes sognanti, astratte e suadenti, ma spesso anche tristi e distorte.

Alcune delle sue tracce hanno avuto molto successo nel panorama Lo-Fi internazionale, due esempi sono “hesa” diventata anche protagonista di diversi trend virali su TikTok che ad oggi contano diversi milioni di ascolti e views, e “volaplano” traccia omaggio a Gardaland, finita nella playlist editoriale Spotify da 450.000 followers “Focus Flow”.

Vi lasciamo di seguito la piacevole chiacchierata avuta con Antimo, aka Atiø.

Immagini rappresentative di Atiø

 

Qual è il processo che porta alla creazione delle tue composizioni?

Il mio processo creativo inizia con la focalizzazione di un’emozione, un ricordo o di un vibe/mood specifico. Spesso nostalgico, chill o/e liminale, ma altre volte anche cupo e distorto. Dopodiché procedo in alcuni casi con la ricerca ed il campionamento di samples unici, che riflettano il concetto che voglio inserire nella traccia finale. Samples ambientali (detti foley) di vecchi vinili o di vecchi film. Successivamente inizio a “cucinare” il tutto cercando di dare un connotato più intimo e personale possibile. In molti altri casi, faccio a meno dei sample e mi abbandono alla totale composizione, più pura ed istintiva. 

Parlando della mia traccia tributo a Gardaland, “volaplano”… Essa trae ispirazione dalle mie memorie d’infanzia e dalle emozioni vissute nel parco. Nel corso della sua creazione, ho cercato di plasmare un mix unico di serenità, ricordi e pacatezza. Ma Allo stesso tempo, ho voluto infondere anche un tocco di “goofiness,” ispirandomi all’aspetto giocoso degli aerei sonnolenti presenti nell’area di Gardaland, “Fantasy Kingdom”.

 

Atiø- VOLAPANO

La copertina di Volaplano, il brano di Atiø ispirato alla celebre attrazione di Gardaland

 

Quanto è importante la cultura pop per te e come ti aiuta a creare un’utenza che ti segue?

La cultura pop è nella quasi totalità delle volte ininfluente nel mio lavoro. Cerco sempre di creare un qualcosa che non abbia la possibilità di essere omologato, che sia autentico per me stesso e per i miei ascoltatori. Voglio, con la mia musica, togliere spazio all’ascolto passivo tipico del Lo-Fi e dare invece addito ad un immersione unica e personale quando si usufruisce della mia musica.

 

Immagino tu abbia tanti sogni nel cassetto, puoi rivelarci qualche progetto futuro?

Per il futuro i progetti in mente sono tanti e non solo in campo musicale… Per ora vi posso solo dire che continuerò con il progetto “Atiø”, cercando da Sound Designer e Producer di dare il mio tocco e la mia firma senza compromessi. Ad ogni modo sono aperto a collaborazioni, purché siano stimolanti e sincere.

 

Ti piacerebbe un giorno scrivere e comporre soundtrack per attrazioni, show o anche solo tracce strumentali per le aree di un parco?

L’idea di poter collaborare con parchi divertimento a tema suscita in me un grande entusiasmo e devo ammettere che è un mio sogno nel cassetto. La prospettiva di contribuire a creare esperienze sonore coinvolgenti e altamente immersive all’interno di questi luoghi magici, è affascinante. Sono convinto che il potere del suono possa amplificare in maniera significativa l’emozione e l’immersività delle attrazioni, regalando ai visitatori momenti indimenticabili. Sarebbe un’occasione stimolante per mettere in gioco la mia creatività e la mia passione per la progettazione sonora e per i parchi, al servizio di avventure ed esperienze di gran lunga migliori ed indimenticabili per gli ospiti.

 

Te lo auguriamo di cuore, grazie della chiacchierata e buona fortuna per il tuo percorso artistico!

 

  • Ti è piaciuta questa intervista? Continua a seguire il blog di ParksPlanet e non perderti i prossimi aggiornamenti e approfondimenti dal mondo dei Parchi!

La Toscani Automazione, partner Movieland: The Hollywood Park dal 2006, ha realizzato i software di Pangea, gli effetti speciali della Tomb Raider Machine, Scuola di Polizia, Bandido, Hollywood Tower, U-571, Terminator, Panorama Tram, Bronto Jet, BC-10, Troncosaurus, Space Rangers, Antares ed il prossimo Disaster Tour.

Andiamo a conoscere questa realtà affermata nel mondo dell’automazione con l’intervista esclusiva a cura del nostro Alessio Perottino all’ing. Stefano Toscani.

Buongiorno Stefano! Qual è la storia dell’azienda Toscani Automazione e com’è stata fondata? Puoi condividere alcuni momenti chiave nella crescita dell’azienda?

La Toscani Automazione nasce nel Marzo del 2000. Lo scopo che ci si era prefissi dalla nascita dell’ azienda, cioè di arrivare a fare il 90% del fatturato con la programmazione PLC, viene raggiunto nell’ estate del 2006.

Dal 2006 siamo inoltre diventati partner certificati di Movieland: The Hollywood Park ed abbiamo iniziato a sviluppare i software delle attrazioni.

Nel 2011 viene recensito il nostro impianto di “Gestione del bacino idrografico del Mincio”, realizzato in collaborazione con Panasonic, dalla rivista “Automazione Oggi” e accreditato come un esempio da seguire. Primo anno in cui iniziamo a svolgere corsi di formazione presso strutture private e scuole serali.

Nel 2013 abbiamo sviluppato parte del centro raccolta rifiuti della città di Valencia, dove tutto il processo è stato automatizzato e dalla raccolta indifferenziata dei rifiuti si ottiene una altissima percentuale di materia prima. Primo impianto in Europa ad utilizzare il sistema di sicurezza wireless con rapid roaming, sviluppato in collaborazione di Siemens Europa.

Nel 2018 nasce l’attrazione Pangea, dove la parte software di gestione del veicolo è molto avanzata. E nasce anche la Toscani Academy, un’apposita struttura di mia proprietà, dove potere svolgere i corsi di formazione.

Dal 2020 facciamo parte direttamente dello staff di manutenzione e progettazione di Movieland: The Hollywood Park.

Nel 2022 abbiamo acquisito la parte di sviluppo dei software inerenti la gestione del ciclo dell’acqua della parte orientale del lago di Garda; prende vita l’attrazione Antares, di cui poi parleremo.

Ci puoi parlare del tuo background accademico ed esperienziale? Quali studi e percorsi professionali ti hanno portato a diventare un ingegnere elettronico e a dirigere questa azienda?

Provengo da una famiglia modesta, il padre venuto a mancare quando avevo 3 anni e la madre con problemi di salute. Non me la sono sentita di proseguire gli studi con l’università e appena diplomato tecnico elettronico con quasi il massimo dei voti, ho iniziato subito a lavorare. Questo non mi ha impedito comunque di seguire di notte i corsi accademici universitari di Ingegneria Elettronica ed di Informatica registrati il giorno prima.
L’azienda per cui ho lavorato nel settore manutenzione per 16 anni mi ha dato tanto (e  tanto ho dato anche io!); un gruppo di 8000 persone, di cui la manutenzione contava 120 elementi. Si riparava di tutto e si progettava anche di tutto. Ma erano altri tempi, altre persone e una diversa mentalità: il giovane era visto come una risorsa che bisognava formare nel migliore dei modi perché potesse produrre con successo, tramite corsi, ma soprattutto tramite l’affiancamento ai vari esperti del settore. Se avevi voglia di apprendere, il gioco era fatto. Per questo ho acquisito nozioni molto avanzate non solo di elettronica, automazione, controlli numerici CNC e programmazione PLC, ma anche di meccanica, fluidodinamica, oleodinamica, gestione di processi industriali e processi di saldatura di tutti i tipi.

Con la nascita della Toscani Automazione, ho partecipato a tutta un’altra serie di corsi di approfondimento sulla componentistica dell’automazione, come PLC, HMI, Inverter e Brushless.

A conti fatti, la mia forza attuale non sta soltanto nel sapere programmare un PLC in modo avanzato, ma nell’avere una conoscenza globale di tutta la componentistica e di tutte le tematiche che interessano il progetto costruttivo e la messa in funzione dell’impianto che pochi possono vantare.

Come in tutti i lavori è però fondamentale la passione in quello che fai e la modestia di considerare che troverai sempre qualcuno più in gamba di te da cui potrai trarre insegnamenti.

L’azienda Toscani Automazione sembra concentrarsi sul settore delle attrazioni dei parchi divertimento. Cosa ha ispirato questa scelta e quali sfide od opportunità avete affrontato lavorando in questo settore altamente specializzato?

In realtà il lavoro nel settore delle attrazioni dei parchi divertimento occupa solo il 30% circa del nostro fatturato, ma è quello che ha la maggiore cassa di risonanza. Ci occupiamo soprattutto del settore legato alla gestione del ciclo dell’acqua, partendo dall’estrazione, alla distribuzione fino alla depurazione. Siamo presenti inoltre nei settori di: trattamento rifiuti, settore agricolo, settore ferroviario, settore chimico, settore alimentare, impianti di collaudo e macchine d’officina. Abbiamo sviluppato più di 500 impianti di tutte le tipologie e lavorato direttamente con Siemens Europa e Panasonic.

Nel settore delle attrazioni vige però una regola non scritta: “non esiste la gloria eterna”; cioè puoi avere fatto la migliore attrazione dell’anno, ma a fine stagione tutto si azzera e parte una nuova sfida per realizzare la prossima attrazione. È un continuo mettersi in gioco … Ed è proprio qui che tutte le conoscenze e l’esperienza acquisite negli anni fanno la differenza.

Quali sono alcune delle innovazioni più significative o progetti di successo su cui avete lavorato nel campo dell’automazione per le attrazioni dei parchi divertimento? Come avete contribuito a migliorare l’esperienza dei visitatori in questo settore?

Una novità che abbiamo introdotto è sicuramente il REC&PLAY, cioè l’abbandono della Time Line (scrittura del programma a fronte di una scaletta di tempi). In pratica abbiamo introdotto la possibilità di registrare nella memoria del PLC la scena reale in diretta per poi riprodurla ciclicamente ad ogni show.

Progetti importanti sono stati U-571 e Pangea, attrazioni che hanno vinto il premio come migliori dell’anno e novità assolute; ma un posto di riguardo lo occupa sicuramente Antares, nato dopo due anni di lavoro grazie anche alla collaborazione con il team creativo e di sviluppo Movieland, Caneva World resort.

Per quanto riguarda l’esperienza vissuta dal visitatore, questa è la cartina tornasole del nostro lavoro. Ascoltare le reazioni all’uscita dell’attrazione e a volte chiedere direttamente pareri ai visitatori hanno anche portato ad inserire modifiche interessanti.

Credo che aiutare i giovani ad affacciarsi a questo mondo sia fondamentale, dare gli strumenti e le basi per poter coltivare i talenti del futuro. La Toscani Automazione sposa perfettamente questo concetto creando eventi e corsi. Puoi parlarcene più approfonditamente?

Da diversi anni proponiamo corsi di formazione nel campo della programmazione PLC e collaboriamo con strutture scolastiche. I nostri corsi si basano sulla possibilità dell’allievo di avere una propria postazione PC con tanto di PLC e simulatori preparati affinché il corso diventi il più possibile interattivo, mantenendo alto il livello di concentrazione dell’allievo, proprio perché sarà lui in prima persona a realizzare l’esercizio proposto.

La seconda parte del corso è volta ad insegnare le nostre tecniche di programmazione relative agli impianti che realizziamo, affinché l’allievo possa anche diventare un nostro futuro collaboratore.

A tal proposito invito voi e i vostri lettori interessati all’argomento a partecipare al mio evento gratuito “Toscani Academy Open House” il 22 settembre, in cui andremo a scoprire l’utilizzo dell’elettronica e dell’automazione nelle attrazioni di Movieland: The Hollywood Park.
Avremo il piacere di essere accompagnati in questo approfondimento dal Parks Operation Manager del gruppo Canevaworld Resort, Alberto Farinon.
Presenterò inoltre i miei corsi di automazione, le aule e i dispositivi già citati poco sopra.

Potete iscrivervi mandando una mail a toscaniacademy@gmail.com richiedendo il biglietto gratuito d’accesso all’evento.

Ci saremo Stefano, promesso!
Ti ringraziamo per questa preziosa intervista, ci vediamo al “Toscani Academy Open House” il 22 settembre 2023.

 

PROGRAMMA DELL’EVENTO

TURNO 1
8:30 – 9:30 Presentazione corsi programmazione PLC Toscani Academy
10:00 – 11:30 Utilizzo dell’ elettronica e dell’ automazione nelle attrazioni di Movieland Park

TURNO 2
16:00 – 17:00 Presentazione corsi programmazione PLC Toscani Academy
17:30 – 19:00 Utilizzo dell’ elettronica e dell’ automazione nelle attrazioni di Movieland Park

TURNO 3
19:30 – 20:30 Presentazione corsi programmazione PLC Toscani Academy

La partecipazione agli eventi è gratuita, i posti disponibili sono 19 per evento e si richiede la prenotazione e la presentazione del biglietto di entrata con cui si autorizzano foto e riprese.

Evento: Toscani Academy Open House
Luogo: Via Londra 39, Porto Mantovano di Mantova
Data: Venerdì 22 Settembre 2023

In base ai posti disponibili sarà nostra cura inviarvi il biglietto o indicarvi gli eventuali altri posti disponibili.

  • Ti è piaciuta questa intervista esclusiva? Continua a seguire il blog di ParksPlanet e non perderti i prossimi approfondimenti tecnici sul mondo dei Parchi!