A partire dal 2029, parti per un’emozionante viaggio di scoperta fatto di luce, velocità e avventura con Missie Luminar, il primo suspended launch coaster di Efteling, targato Vekoma.
Nuova attrazione nel 2029: Missie Luminar.
Il primo suspended launch coaster di Efteling
Missie Luminar è il primo suspended launch coaster di Efteling: una montagna russa in cui i veicoli si trovano sotto i binari e vengono lanciati. Sei pronto per la missione del secolo?
Come missionauta, inizierai questa spedizione in un istituto scientifico. Qui riceverai le istruzioni sulla missione e prenderai posto nel veicolo insieme ad altri diciassette missionauti. La vera avventura comincia con un lancio spettacolare. La corsa, intensa ed elettrizzante, dura oltre due minuti ed è ricca di velocità, elementi sorprendenti e diversi momenti di assenza di peso. Riuscirai a raggiungere l’obiettivo finale e a superare la barriera della luce?
Nell’area circostante l’attrazione si respirerà l’atmosfera di straordinari fenomeni naturali, esperimenti e viaggi di scoperta del XIX secolo. Questa thrill ride, dal costo di 50 milioni, dovrebbe aprire nel 2029.
Sei pronto per la launch coaster del secolo? Parti per un viaggio di scoperta con Missie Luminar!
Aggiunta all’area tematica
“Missie Luminar sarà una fantastica aggiunta alla nostra offerta di thrill ride. Questo specifico tipo di montagna russa è una novità per Efteling. La velocità massima raggiunge gli 80 km/h, ma la sensazione potrebbe essere quella di andare ancora più veloci”, racconta Fons Jurgens, direttore generale di Efteling. “Sarà unica e speciale, anche per via della sua posizione. Missie Luminar si aggiunge all’area tematica Het Eiland van de vijf Zintuigen. I visitatori vedranno infatti i veicoli sfrecciare subito al loro arrivo, quando inizieranno la loro giornata a Efteling. Dovremo avere ancora un po’ di pazienza, ma non vediamo l’ora di scoprire le prime reazioni dei nostri visitatori.”
Missie Luminar formerà, insieme alla Casa dei cinque Sensi, all’Efteling Grand Hotel, all’Efteling Theater e ad Aquanura, Het Eiland van de vijf Zintuigen, vicino all’ingresso principale. Quest’area tematica è un luogo vivace di viaggio, arrivo e partenza, dove ogni visitatore potrà scoprire qualcosa.
Un concept del treno della novità 2029 di Efteling
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Fonti: Ufficio stampa Efteling – ParksPlanet Forum
Due aziende si contendevano la realizzazione della tecnologia al cuore di “De Vliegende Hollander”: la rinomata Mack Rides, che proponeva un sistema innovativo in cui le barche venivano collegate a un carrello tramite barre articolate, creando una convincente illusione di reale navigazione nelle sezioni acquatiche, e la giovane società olandese KumbaK Coasters. Durante la fase di progettazione si decise di abbandonare il concetto iniziale di imbarcazioni che navigassero autonomamente su parte del percorso, optando invece per un tracciato classico in stile “montagna russa”. Alla fine, nonostante la limitata esperienza in progetti di simili dimensioni, la seconda scelta prevalse sulla Mack, inaugurando la storia della KumbaK, che fu preferita per lavorare sul layout, per la creazione dei disegni tecnici e del prototipo delle imbarcazioni per un budget totale previsto di circa 20 milioni di euro.
Derivata dal know-how del costruttore olandese Vekoma in quanto fondata nel 2001 da nove ex dipendenti della stessa pochi mesi dopo il fallimento dell’azienda madre (cinque anni prima, dunque, della loro ricomparsa sulla scena nel 2006), KumbaK Coasters fu responsabile tra le altre cose del primo cambio di treni di Python, roller coaster Vekoma installato ad Efteling nel 1981 (salvo poi essere di nuovo sostituiti da treni Vekoma anni dopo). La neonata azienda dovette affrontare al suo secondo progetto per Efteling un’importante sfida tecnica : integrare elementi di tracciato innovativi con i rigorosi requisiti imposti da Efteling, fattore che rese la costruzione dell’attrazione particolarmente lunga e complessa.
Le diverse fasi del cantiere
I lavori iniziarono nel febbraio 2005 e procedettero senza intoppi per qualche mese, finché non si verificò un grave incidente di cantiere, in cui un operaio perse la vita quando l’impalcatura su cui stava lavorando crollò improvvisamente.
Le prime fasi di cantiere di De Vliegende Hollander.
Preparato tra il 2002 e il 2004 attraverso simulazioni 3D e pre-visualizzazione di numerosi effetti speciali, il cantiere vide sorgere lo show building e il resto delle strutture nel 2005 costruzione, insieme alla posa di rotaie, lift ed elementi idraulici da parte di oltre 50 operai, mentre oltre 100 elementi architettonici decorativi venivano scolpiti da team interni ai laboratori del parco.
Una conferenza stampa tenuta il 21 gennaio 2006 presentò al pubblico lo stato di sviluppo dell’attrazione, e i progetti iniziali furono mostrati al pubblico. Tuttavia, in seguito a questo incontro, sorse un grave disaccordo tra Efteling e KumbaK quando l’azienda costruttrice cercò di imporre al cliente committente un pagamento aumentato del 20% del prezzo per i lavori fino ad allora eseguiti sull’Olandese Volante. La costruzione del lift subì proprio in queste settimane notevoli ritardi, causando un secondo ritardo al cantiere, durante il quale l’edificio ospitante la sezione dark ride rimase scoperchiato.
Efteling decise dunque di portare a termine il cantiere con i dovuti adattamenti progettuali (in particolare relativamente a sistemi di freni e alift) con l’aiuto dell’azienda Intamin , che in particolare introdusse una nuova sezione di freni precedente al lift in seguito ai numerosi problemi con gli urti delle imbarcazioni sulla catena di traino e un sistema anti-rollback.
Data la complessità del progetto, che prevedeva l’illusione del galleggiamento delle barche nonostante l’impiego di rotaie sommerse, la sincronizzazione di molti effetti scenografici e proiezioni, oltre a vincoli tecnici legati all’acqua e alle condizioni meteo di un cantiere con messa in opera prevista di oltre 2.000 componenti, Efteling internalizzò il 90% del controllo qualità sul progetto con un team che al suo apice contava ben 120 persone.
Gli “sloepen” dell’Olandese Volante
Gli “sloepen” (in inglese sloop, imbarcazioni ispirate alle navi storiche olandesi) utilizzate in attrazioni sono veicoli fatti su misura, costruiti dall’azienda olandese VDL Steelweld, specializzata nella produzione industriale e nei veicoli da trasporto classici in metallo.
Gli undici sloepen da 14 posti, ciascuno del peso di 5 tonnellate, sono progettati per simulare una realistica navigazione sul pelo dell’acqua per poi emergere in una sezione puramente coaster, mantenendo le ruote a contatto costante con i binari, larghi un metro e venti. I veicoli incorporano ruote in acciaio e altre ruote rivestite in plastica per garantire un funzionamento fluido, resistendo a velocità fino a 70 km/h e accelerazioni fino ai 3G.
Il processo ha richiesto un assemblaggio preciso per supportare le transizioni tra sezioni in acqua e roller coaster, il che ha causato un ennesimo ritardo al cantiere, questa volta dovuto alla consegna in ritardo delle stesse, poi decorate da H&S Paint. Il circuito comprende due tornanti sommersi prima e dopo la doppia stazione d’imbarco. Lungo ogni giro sul percorso vengono azionati ben 105 motori sottomarini e lavorano 175 sensori completamente deputati al monitoraggio del corretto funzionamento del sistema di trasporto.
Analisi dei problemi tecnici e progettuali
Originariamente prevista per il 16 aprile 2006 (data quell’anno della domenica di Pasqua, data importante nella leggenda dell’Olandese Volante), l’inaugurazione del water coaster slitterà più volte. In seguito alle divergenze già raccontate sul contratto tra KumbaK e il parco, si presentò un ulteriore intoppo: le barche non riuscivano a superare la cima della hill esterna allo show building, scivolando indietro invece di proseguire verso l’area di splash. La causa era un attrito eccessivo, risolto grazie alla sostituzione delle ruote inizialmente installate.
Tuttavia, la questione più spinosa riguardava il meccanismo di aggancio sul lift meccanico, che viene affrontato al buio nella scena madre della sezione dark ride. Dopo un tratto di navigazione immerso nella nebbia, le imbarcazioni piombano in una fossa e atterrano con un’inclinazione di 45 gradi sulla rampa ascendente, che le avrebbe dovute spingere verso l’alto a una velocità prevista di 3 m/s. Questo sistema provocava però urti così intensi sui freni da rendere impossibile l’apertura in quelle condizioni.
L’inaugurazione slittò quindi di varie settimane, fino ai primi di giugno, giorni di adattamento tecnico per cui KumbaK dovette pagare una multa di 1.000 euro al giorno per il ritardo, senza però riuscire a porre rimedio soddisfacente al problema. Così, il 21 giugno 2006 Efteling annuncia la decisione di rimandare l’apertura della novità per quella stagione.
È a questo punto che viene chiamato a intervenire il produttore svizzero Intamin, che aveva già realizzato nel parco olandese attrazioni di successo come Fata Morgana, Bob e Piraña, per intervenire al posto di KumbaK. La soluzione fu ingegnerizzata solamente nell’autunno 2006: un dispositivo con elementi di bloccaggio capace di fissare la barca sulla rampa di ingresso sul lift prima dell’aggancio vero e proprio alla catena. Se l’impatto resta ad oggi ancora piuttosto rude e avvertibile – con una transizione netta tra galleggiamento e sezione coaster – la soluzione trovata funzionò abbastanza da convincere il parco a procedere nel richiedere il sopralluogo dell’ente certificatore Det Norske Veritas (DNV), che diede il via libera all’apertura futura dell’attrazione in data 24 gennaio 2007.
Un secondo problema riguardò poi la catena di trazione sommersa nel lago artificiale esterno, che spesso si inceppava a causa della sabbia del fondale causando incagliamento delle barche. Poco dopo l’inaugurazione ufficiale della nuova attrazione, avvenuta l’1 aprile 2007, l’attrazione chiuse di nuovo per adattamenti tecnici. Durante il mese di settembre, infatti, fu necessario cementare un canale all’interno del lago artificiale dell’area tematica in modo da poter giungere alla risoluzione definitiva della problematica.
Come spesso accade alle attrazioni di Efteling, i team responsabili del parco ancora lavorano per migliorare, ad anni dalla prima apertura al pubblico, l’esperienza: è il caso delle diverse implementazioni scenografiche introdotte nella lunga sezione dark ride (prima il cimitero delle navi e poi, nel 2025, l’interno dell’Olandese Volante fantasma “allungato” alla base del lift; proprio in questi primi mesi del 2026 sono poi in test nuove imbarcazioni, che dai 14 posti a sedere classici dovrebbero portare le sedute a file da 4 persone più standard per un totale di 16, garantendo quindi una maggiore portata oraria.
Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!
“De Vliegende Hollander” è un capolavoro di storytelling e immersione, aspetti che meriteranno sicuramente un domani un approfondimento ad hoc. Nell’attesa, continua a seguire il nostro blog per scoprire aneddoti, tecnica e storia di altre attrazioni tra le più iconiche al mondo e restare sempre aggiornate sulle ultime notizie relative al mondo dei parchi a tema!
https://www.parksplanet.it/wp-content/uploads/2026/04/De-Vliegende-Hollander-Cimitero-delle-navi-scaled.jpg17072560Diego Valentehttps://www.parksplanet.it/wp-content/uploads/2024/05/Parksplanet_Logo_Header_B_340x156.webpDiego Valente2026-04-23 07:59:122026-04-23 08:02:57De Vliegende Hollander: inaugurazione travagliata di una leggenda di Efteling – Parte 2
La notizia che sta facendo tremare gli appassionati di parchi di divertimento è arrivata ufficialmente: Six Flags America, situato a Bowie, Maryland, chiuderà definitivamente i battenti alla fine della stagione 2025. La data segnata è il 2 novembre 2025, quando il parco chiuderà dopo l’evento annuale di Fright Fest, segnando la fine di una lunga era che ha visto oltre 50 anni di attività
Questa decisione arriva dopo una serie di valutazioni strategiche da parte del gruppo Six Flags, che ha deciso di non proseguire con la gestione di questo parco a lungo termine. Con questa chiusura, Six Flags America segue le orme di altri parchi del gruppo che hanno visto ridurre la propria importanza all’interno del portfolio della compagnia.
Le origini e la crescita del parco
Inaugurato nel 1974, Six Flags America è stato inizialmente concepito come un safari park, per poi trasformarsi nel 1999 in un parco tematico a tutti gli effetti, con l’aggiunta di montagne russe, attrazioni acquatiche e altre tipiche esperienze da parco divertimenti. Acquistato da Six Flags nel 1997, il parco è stato per molti anni una meta di riferimento per i residenti di Washington D.C. e per i turisti che visitavano la zona. Nel 2000, il parco venne rinominato Six Flags America, una mossa che segnò il suo ingresso ufficiale nel network di Six Flags, la catena di parchi tematici famosa per le sue attrazioni mozzafiato e le esperienze ad alto tasso di adrenalina.
Un parco che non si è mai adattato pienamente
Nonostante l’impegno nel rinnovare costantemente l’offerta, con l’introduzione di nuove montagne russe come Superman: Ride of Steel (un’imponente coaster alta circa 63 metri) e attrazioni tematiche basate sui personaggi DC Comics, Six Flags America non è mai riuscito a emergere come uno dei parchi di punta del gruppo. Il parco ha sempre avuto una clientela più locale, con una stagione limitata e attrazioni che non sono riuscite a competere con altre mete più rinomate, come Six Flags Magic Mountain in California o Six Flags Great Adventure nel New Jersey.
La decisione di chiusura e il futuro del parco
L’annuncio della chiusura è arrivato come parte di una revisione complessiva del portafoglio di parchi Six Flags, una strategia volta a focalizzarsi su quelli che presentano maggiori opportunità di crescita. Six Flags America non si allinea più con i piani di sviluppo e crescita del gruppo, motivo per cui la compagnia ha preso la difficile decisione di cessare l’attività.
Secondo fonti ufficiali, il sito di circa 200 ettari che ospita il parco sarà messo in vendita, con l’intento di trasformarlo in un progetto di riqualificazione urbana. L’area potrebbe essere utilizzata per nuove costruzioni residenziali o commerciali, in linea con il trend di sviluppo che sta interessando l’area di Bowie e la più ampia regione metropolitana di Washington D.C.
L’impatto sulla comunità e sul personale
La chiusura di Six Flags America avrà un impatto significativo sulla comunità locale. Oltre alla perdita di una popolare destinazione turistica, circa 70 dipendenti a tempo pieno e centinaia di lavoratori stagionali saranno direttamente colpiti dalla decisione. Gli abbonamenti stagionali per la stagione 2025, però, potranno essere utilizzati fino alla fine della stagione, garantendo un’ulteriore opportunità per i visitatori di vivere il parco prima della sua chiusura definitiva.
Un futuro incerto per i fan del parco
La notizia ha sollevato una serie di reazioni contrastanti tra i fan storici del parco, che ricordano con affetto le esperienze vissute a Six Flags America. Nonostante non fosse uno dei parchi più popolari del gruppo, il parco ha sempre mantenuto un seguito fedele grazie alla sua offerta di attrazioni da brivido e alla sua posizione strategica. La sua chiusura segna la fine di un’epoca per il parco e per la regione, che ha visto negli anni centinaia di migliaia di visitatori passare attraverso i suoi cancelli.
La chiusura di Six Flags America è un altro segnale del cambiamento che sta attraversando il mondo dei parchi divertimento. La concorrenza tra i parchi tematici è sempre più intensa, e i gruppi come Six Flags stanno rivedendo le loro strategie per concentrarsi su attrazioni di punta e parchi che possano offrire esperienze uniche ai visitatori. Per Six Flags America, questa decisione potrebbe essere il capitolo finale di una storia che ha visto alti e bassi, ma che, allo stesso tempo, ha contribuito a creare ricordi indelebili per chi ha avuto la fortuna di visitarlo.
https://www.parksplanet.it/wp-content/uploads/2025/05/Artboard-1-4.webp13332000Alessio Perottinohttps://www.parksplanet.it/wp-content/uploads/2024/05/Parksplanet_Logo_Header_B_340x156.webpAlessio Perottino2025-05-09 14:01:042025-05-09 14:04:03Six Flags America: la chiusura definitiva al termine della stagione 2025