De Vliegende Hollander: storia di un’attrazione iconica di Efteling – Parte 1

,
De Vliegende Hollander

“Un vento umido spazza il vecchio porto mentre i ciottoli scuri riflettono il cielo tempestoso. Le barche ondeggiano nella nebbia, le lanterne scricchiolano e la folla silenziosa procede verso la banchina dove la sfortunata nave del Capitano Van der Decken è pronta a salpare. Pochi istanti dopo, il mare si ritira con un rumore soffocato, la nave sprofonda nell’oscurità e una prima onda squarcia la notte come un tuono…”

Inaugurata nel 2007, “de Vliegende Hollander” è un’attrazione ibrida che combina una fila d’attesa paragonabile a un’esperienza walkthrough altamente tematizzata, una lunga sezione dark ride e un ottovolante acquatico, che la rendono una delle esperienze più complete di Efteling. Aperta al pubblico dopo un lungo periodo di costruzione segnato da diversi ritardi, si trova nell’area del parco denominata Ruigrijk, casa di molte delle attrazioni più thrill di Efteling. Con il suo tema profondamente radicato nel folklore olandese e la sua complessità anche narrativa, l’attrazione simboleggia l’impegno di Efteling nel migliorare la sua offerta di emozioni forti, pur rimanendo fedele alla sua identità di parco legato ai mondi delle fiabe e delle leggende.

De Vliegende Hollander - Architettura

La particolarissima architettura che riveste lo show building dell’attrazione.

La genesi dell’idea: dalla piscina alla leggenda

All’inizio degli anni ’50, il sito che oggi ospita “de Vliegende Hollander” vantava una grande piscina all’aperto, considerata una delle più moderne dei Paesi Bassi grazie al suo sistema di filtraggio all’avanguardia. Inaugurata l’8 agosto 1953, questa piscina divenne rapidamente una vetrina per il parco nascente, insieme al Café-Restaurant nei paraggi e alle altre prime strutture ricreative del parco comunale.

Col passare del tempo, la popolarità di queste strutture diminuì, la concorrenza di altre forme di svago nella zona si intensificò e i costi di gestione di una piscina all’aperto di questo tipo divennero dunque meno giustificabili per Efteling. La stagione 1988 fu l’ultima in cui la piscina fu aperta al pubblico.

Invece di riempire immediatamente la piscina, il parco riconvertì l’ex area natatoria in un palcoscenico all’aperto. Fino al 2001, la piscina servì da fondale per vari spettacoli del parco, con tribune e strutture sceniche temporanee erette all’interno dell’area dedicata alla vecchia struttura. Una volta cessato questo utilizzo temporaneo, il terreno fu liberato e trasformato periodicamente in un’area eventi dotata di un ampio prato dedicato al relax, creando una riserva ideale per una futura grande attrazione acquatica… quella che sarebbe diventata, pochi anni dopo, “de Vliegende Hollander”.

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, la direzione di Efteling cercò di integrare l’offerta di attrazioni “bagnate” del parco, dominata fin dagli anni ’80 da Piraña, con un’attrazione acquatica più spettacolare, fortemente narrativa e innovativa. Seguendo il piano denominato “Nieuwe Efteling” (Nuovo Efteling), l’idea era quella di creare un’attrazione iconica e di sicuro grande impatto, in grado di accontentare il pubblico in estate diversificando l’offerta di attrazioni emozionanti, rendendo Efteling competitivo rispetto ai parchi europei che già tendevano negli stessi anni a concentrare gli investimenti su attrazioni acquatiche di grandi dimensioni.

Storia breve di una Cattedrale Sommersa

Il designer Olaf Vugts svolse nel progetto un ruolo fondamentale, traendo ispirazione per i suoi primi concept da “Splash Mountain” della Disney e dal suo mix di narrazione avvincente, lunghe sezioni più tranquille e un grande splash finale. Sulla base di questo riferimento, il team creativo ha costruito le prime specifiche della futura attrazione: essa doveva sì essere incentrata su uno splash visivamente spettacolare, ma sin dalla prima fase di design si optò per un’esperienza che andasse oltre il tradizionale flume ride, aggiungendo ad esso un percorso a piedi e una sezione coaster di livello per creare un’esperienza unica e distintiva nel panorama europeo.

Olaf Vugts

In foto il designer dell’attrazione Olaf Vugts.

Inizialmente, ci si basò su un’idea antica e originale di Ton van de Ven, storica figura tra le varie figure artistiche legate al parco: una “Cattedrale Sommersa”, dove i visitatori navigavano in una chiesa allagata a bordo di confessionali galleggianti rovesciati. Il concept iniziale evocava una narrazione cupa e astratta, incentrata su un luogo di culto che lentamente scompare sott’acqua, in linea con le atmosfere mistiche già presenti nel parco (“Fata Morgana” in primis, che prevedeva sul finale una scena non dissimile).

Olaf Vugts riteneva che questa storia fosse difficile da “vendere” e comunicare in modo chiaro al grande pubblico, il che ha portato alla ricerca di un tema più immediatamente riconoscibile, come quello leggendario dell’Olandese Volante. Sebbene la storia fosse in tempi passati relativamente sconosciuta al grande pubblico, la storia risultava chiaramente legata alla storia dei Paesi Bassi, e il nome del fantasma al centro delle vicende era celebre in tutto il mondo…

Tra dèi e battaglie sul mare

Già nel 2000, Michel den Dulk (designer olandese oggi vice presidente della Walt Disney Imagineering, responsabile a Efteling di opere come “La piccola fiammiferaia” e della piazza dedicata ad Anton Pieck) stava lavorando alla progettazione di un’attrazione per questo stesso sito, basata su un’idea precedente concepita sempre da Ton van de Ven insieme al collega Lex Lemmens con il titolo “L’ira degli dèi”. Den Dulk immaginò anche un altro concept: quello di un dive coaster il cui tema ruotava attorno a una centrale elettrica dismessa…

Nelle fasi iniziali di brainstorming, il team creativo ha esplorato l’idea di un’attrazione acquatica in stile splash battle, con imbarcazioni dotate di cannoni ad acqua che permettessero ai passeggeri di interagire tra loro e con lo scenario esterno. Questo concept rifletteva il desiderio di offrire un’esperienza divertente e adatta alle famiglie, in linea con le attrazioni interattive che si stavano sviluppando in Europa, sfruttando al contempo il tema marittimo scelto per l’Olandese Volante.

De Vliegende Hollander - Concept art

Un concept art dedicato allo stile architettonico di “de Vliegende Hollander”.

L’annuncio di questa nuova attrazione fu lanciato nell’aprile del 2004, e nel novembre dello stesso anno Efteling confermò che la sua apertura era prevista per la primavera del 2006.

Progettazione artistica e tecnica

Inizialmente, i piani relativi all’attrazioni erano incredibilmente ancora più ambiziosi della versione finale poi inaugurata al pubblico nel 2007, e includevano un ristorante all’interno dello show building dell’attrazione e un negozio dedicato.

Il roller coaster avrebbero avuto ben due lift verticali e avrebbe attraversato undici scenari immersivi – tra cui un paesaggio di polder (terreni bassi sottratti al mare, ai laghi o alle paludi, protetti da dighe e drenati artificialmente) e un grande porto, oltre a una discesa mozzafiato lungo una cascata. Questa opzione, il cui costo fu stimato attorno ai 38 milioni di euro, sarebbe costata circa il doppio del budget con cui furono infine avviati i lavori.

Karel Willemen, progettista senior di Efteling dal 2005, fu il capoprogettista di “de Vliegende Hollander”, responsabile del design generale dell’attrazione, inclusi i temi, gli esterni e la disposizione delle scene. Egli ha progettato l’intero layout: l’area del porto olandese del XVII secolo, la casa di Willem van der Decken, la galleria dei “Kades” (le “Banchine”), l’iconica Torre alta ben 22,5 metri, il paesaggio dunale esterno prima della drop sul lago e l’integrazione del “De Kombuys” (la “Cambusa”, il chiosco caffetteria nei pressi dell’attrazione) e del “‘t Boeghbeeld” (la “Polena”, il piccolo negozio all’uscita dalla stessa).

De Vliegende Hollander

Lo stile dell’attrazione è altamente riconoscibile in ognuno dei dettagli architettonici che costellano l’area.

Willemen collaborò in particolare con l’artista Dennis Bots alla complessa narrativa e all’animazione 3D della scena dell’incontro con la nave fantasma, e con il musicista René Merkelbach per sincronizzare perfettamente luci, musica ed effetti all’attraversamento delle scene.

L’importanza di una reference storica

Il team al lavoro sul progetto ha saputo conferire all’area che ospita il coaster un feel autentico traendo ispirazione dal Bataviawerf di Lelystad, importante Cantiere navale nella regione olandese del Flevoland, incorporando elementi reali come ornamenti d’epoca e persino l’odore del grasso per corde scelto per rivestire alcune delle scenografie.

“Abbiamo deciso che la nuova attrazione avrebbe dovuto combinare tre elementi: montagne russe, uno splash in acqua e un dark ride.  L’Olandese Volante è ambientato durante il Secolo d’Oro olandese: abbiamo puntato a fondere storia e fantasia, sia nella trama che nell’architettura. È proprio questa combinazione a renderlo una vera attrazione di Efteling. I momenti chiave della storia, come la maledizione e la travagliata doppia vita del Capitano, ci hanno permesso di incanalare vera energia nell’attrazione. Questo vale per l’atmosfera, la scenografia e persino le forze G e le intense accelerazioni. Poiché l’attrazione doveva essere a prova di inverno, una gran parte di essa è al coperto, il che ci ha permesso anche di creare degli effetti speciali magnifici. Un altro aspetto importante è la musica e i paesaggi sonori che amplificano l’emozione. Nell’Olandese Volante, tutti i sensi sono coinvolti. Questo contribuisce all’esperienza di alta qualità cui aspiravamo. Il visitatore ne è pervaso dall’inizio alla fine, dal momento in cui entra nella casa bruciata di Van der Decken, che diventa il fulcro dell’attenzione. L’esperienza è quasi cinematografica, ricca di dinamismo e bruschi cambiamenti di atmosfera”.

Un mondo immersivo e dettagliato

Nove cottage in legno ispirati all’architettura navale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, con decorazioni intagliate, cordame e motivi marittimi qua e là; queste le facciate che rappresentano una città portuale, di cui gli abitanti hanno utilizzato persino le loro navi non più adatte alla navigazione come elemento architettonico distintivo per far spiccare i tetti delle loro case. Il più imponente è ovviamente quello del Capitano Willem van der Decken, il temuto e violento uomo della Compagnia VOC…

De Vliegende Hollander - Facciata

L’impressionante e ricchissima facciata dell’attrazione.

Una torre fortificata alta 22,5 metri domina il porto, nascondendo un ascensore a catena dell’inclinazione di 45°, coronata da effetti di luci e nebbia che cela uno tra i momenti topici dell’attrazione.

de Vliegende Hollander - Torre

La torre che domina sul tranquillo porto di Ruigrijk…

Il grande lago centrale (l’ex Kanovijver, “stagno per canoe”) funge da sfondo marino, con barche che ammarano e una splendida vista sui roller coaster “Python” e “Joris en de Draak”, il cui design ben si sposa a quello delle storie raccontate dalle attrazioni circostanti; onde artificiali ed effetti di nebbia accentuano l’illusione di un porto aperto sull’oceano!

de Vliegende Hollander - Lago

Il placido lago e vari dettagli che impreziosiscono l’area tematica dedicata all’attrazione.

La piazza centrale, la Vliegende Hollanderplein” , con un iconico “Holle Bolle Gijs” a tema, barili, casse e chioschi, funge da punto di ingresso e uscita dall’attrazione, collegandola al negozio “‘t Boeghbeeld”.

de Vliegende Hollander - Piazza

Altri dettagli della piazza antistante l’attrazione e della coda di attesa.

Corona il tutto il punto ristoro “De Kombuys”, tematizzato come magazzino portuale con barili di lapzalf, tipico grasso per corde di un profumo avvolgente, e un’atmosfera marinaresca. Lo sapevi? Nove pagine del diario di bordo di Willem van der Decken sono inchiodate una a una sul retro del chiosco…

                “Partirò domani mattina, con o senza tempesta, con o senza Pasqua, con o senza Dio…”

Vuoi saperne di più?

Continua a seguirci per leggere la seconda parte dello speciale qui sul nostro blog, con il quale analizzeremo la complessa e travagliata realizzazione tecnica e messa in operazione dell’attrazione!

Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!