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Torniamo di nuovo come per magia indietro nel 1952: il luogo è il Bosco delle Fiabe di Efteling appena inaugurato, e il vociare dei primi visitatori avvolge l’atmosfera primaverile di Kaatsheuvel. Dieci scene, grandi e piccole, popolano quella che è di fatto l’inizio di un parco che crescerà fino a diventare uno dei più noti in Europa:

  • il Castello della Bella Addormentata (Charles Perrault/fratelli Grimm)
  • il Piccolo Messaggio (fiaba originale creata da Efteling)
  • Collo Lungo (fratelli Grimm)
  • l’Usignolo Cinese (Hans Christian Andersen)
  • Pozzo e Casa di Vrouw Holle (Fratelli Grimm)
  • il Sentiero dei Funghi, anche noto come Villaggio degli Gnomi (creazione originale di Efteling basata sul folklore europeo)
  • il Pappagallo Parlante (fiaba originale creata da Efteling)
  • la Grotta di Biancaneve (Fratelli Grimm)
  • Piazza dell’Araldo (composta dalle due fiabe del Principe Ranocchio e dell’Orologio Magico più la Porta del Principe; creazione originale di Efteling)
Sprookjesbos -Le prime 10 fiabe del Bosco di Efteling

Nove delle dieci fiabe presentate nello Sprookjesbos già nel 1952. Riesci a indovinare quale sia quella mancante in foto?

Quasi tutte queste realizzazioni sono, dopo tanti anni, ancora operative e in uno stato straordinario grazie a un rigoroso calendario di manutenzione, che include anche diversi lavori di restyling. Ad esempio, la Casa di Vrouw Holle è stata completamente rivista nel 2022, il Castello della Bella Addormentata nel 1980/81 e di nuovo in parte nel 2023.

Il Castello della Bella Addormentata

Progettato da Anton Pieck, il primo dei tanti castelli a fare la fortuna del parco racconta la storia della “Bella Addormentata nel Bosco”, che inizia con un re e una regina che desiderano avere un figlio. Il loro desiderio diventa realtà con la nascita di una bellissima principessa. Durante la festa che celebra la sua nascita, una fata dimenticata lancia un incantesimo sulla principessa, predicendole che si pungerà il dito su un arcolaio e morirà il giorno del suo diciottesimo compleanno. Fortunatamente, un’altra fata modifica l’incantesimo in modo che la principessa cada in un profondo sonno centenario invece di morire.

Sfidando una scalinata che risale una collina, i visitatori possono dare un’occhiata attraverso le finestre nella camera da letto dove riposa la Bella Addormentata, aspettando il principe che la sveglierà con un bacio. La malvagia fata siede al filatoio, silente. Il castello è visibile solo dopo una stretta curva del sentiero, ed è costituito da cinque torri in stucco sormontate da banderuole dorate.

Nel 1952 la scena prevedeva solo il Castello vero e proprio, ma ha ricevuto notevoli miglioramenti nel tempo: gli interni seguirono un anno dopo, nel 1953, includendo la cucina con il cuoco addormentato e il suo assistente, la sentinella addormentata tra gli alberi e la camera da letto della Bella Addormentata nel Bosco, tutte progettate da Pieck.

Reijnders escogita una tecnica ingegnosa per far respirare vistosamente la Bella Addormentata, inventandosi un basilare meccanisco che per mezzo di semplici palle da calcio e un finto busto, riesce a farle alzare il petto creando l’illusione di una principessa dormiente.

Il Piccolo Messaggio

Si tratta di uno gnomo che, seduto su un piedistallo, indica con il pollice e una certa insistenza i vicini gabinetti….

Nella fiaba concepita dal parco, il Piccolo Messaggero è presentato come un fedele messaggero del Re. Egli aveva il compito di mostrare la giusta strada da seguire a tutti i passanti e dava loro sempre un detto allegro, un “piccolo messaggio”; il Re, molto colpito dai meriti del Piccolo Messaggero, volle ringraziarlo per i suoi sforzi. Un pomeriggio, quando egli si addormentò nell’erba, un uccellino beccò la piuma dal suo berretto; una volta svegliato, il Piccolo Messaggero scopre di essersi completamente perduto: non riesce a ricordare alcun percorso e indica a tutti la direzione sbagliata. Un momento molto difficile per il loquace gnomo! Fortunatamente, ecco arrivare il Re con una serie di araldi, che gli porta il suo dono: una nuova piuma rossa, ancora più bella della prima. E da quel giorno, ecco che riprese a mostrare a tutti di nuovo la strada giusta…

Da subito tra le icone del parco, tanto da diventare per anni l’unico personaggio accostato al logo del parco, il Piccolo Messaggio è stata tra le primissime statue del parco a contenere un sistema di altoparlanti, e divenne così celebre che nell’ottobre del 1963 venne rubato da un’associazione studentesca della St. Olof di Tilburg. L’idea era quella di usare il folletto come simbolo per trasmettere un “piccolo messaggio” di unità tra gli studenti. I membri della St. Olof riportarono poi lo gnomo a casa accompagnandolo con ben quattro autobus pieni di studenti, tutti con indosso i berretti verdi e gialli dell’associazione.

Collo Lungo

“I Sei Servitori” è una fiaba dei Fratelli Grimm su un principe che, con l’aiuto di sei servitori, ognuno con un dono speciale, riesce a conquistare la mano di una principessa. La fiaba è rappresentata da Collo Lungo, uno di questi sei servitori (in olandese Langnek; da Lange: lungo, e Nek: collo), il noto gigante dal collo allungato, seduto su una roccia circondata da un fossato. La testa e gli occhi si muovono avanti e indietro, indipendentemente l’uno dall’altro, mentre il collo sale e scende lentamente dal colletto della giacca.

Nel corso degli anni sono state apportate molte modifiche, migliorando l’aspetto generale della figura: l’attuale “Lange Nek” ha un collo di ben 4,8 metri di altezza ed è stato progettato da Ton van de Ven nella seconda metà degli anni Settanta, e sottoposto a un’importante restyling nel 2013.

Nella storia dei Grimm, Lange Nek simboleggia la saggezza e la capacità di vedere oltre le apparenze. Il suo lungo collo, che sale verso il cielo mentre i suoi piedi rimangono saldamente ancorati a terra, rappresenta la ricerca della verità. Come Langnek, i servitori devono guardare oltre le ovvie risposte per scoprire la bellezza, la forza e la dolcezza nascoste nel mondo. Per la sua capacità di poter vedere l’intera Foresta, la mappa del parco lo chiamava nel 1953 “Il Guardiano della Foresta”.

Curiosità: pochi sanno che tra il 1954 e il 1960 un secondo dei sei servitori della favola originale era parte integrante dello Sprookjesbos: si trattava di una semplice statua di Kogeloog (Occhio di proiettile), posta poco distante al centro di un laghetto artificiale.

I sei servitori, Efteling

L’Usignolo Cinese

Nel 1952, l’Usignolo Cinese fu arroccato su un ramo vicino a un semplice muro, davanti al quale c’erano dieci fiori che nascevano tra le pietre. Ogni cinque minuti, l’usignolo cantava e i calici dei fiori si aprivano, grazie a una tecnica ingegnosa sviluppata da Reijnders stesso. Sin dal 1999, la fiaba è stata spostata e presentata nella sua attuale incarnazione, molto più complessa, con il Palazzo dell’Imperatore e il suo giardino, ora situati alla fine della foresta; sull’originale muro trova invece posto il suscettibile Drago opera di Ton van de Ven.

Nell’attrazione odierna, i visitatori possono immergersi attraverso scenografie suggestive, effetti speciali come il celebre Fantasma di Pepper e numerosi animatronics. Efteling trasporta gli ospiti nel Palazzo imperiale cinese, circondati da porcellana e giardini incantevoli, dove possono seguire le avventure dell’usignolo, ascoltare il suo canto e scoprire il significato profondo di questa fiaba. L’attrazione racconta di come l’imperatore cinese della storia rimase affascinato dalla melodiosa canzone di un usignolo che cantava alla sua finestra ogni giorno; ma quando egli ricevette in dono un usignolo meccanico ornato di pietre preziose, ordinò all’usignolo di non tornare più. Quando, qualche dopo qualche tempo, l’uccellino automatico si ruppe, l’imperatore divenne così inconsolabile da ammalarsi gravemente, guarendo dal letto di morte solo quando il vero usignolo tornò a cantare per lui, dimostrandogli lealtà nonostante tutti. Questa storia esplora la difficoltà di appropriarsi di un talento naturale che non ci appartiene.

Purtroppo, è notizia recentissima che la scena appena analizzata verrà dismessa nella stagione 2026 del parco e sostituita con una nuova versione più piccola che, a quanto dice Efteling, ricorderà più da vicino l’originale: i sistemi di effettistica utilizzati sono infatti piuttosto datati e di difficile manutenzione, dunque l’edificio che la ospita verrà probabilmente riconvertito per ospitare una nuova esperienza, per ora comunicata come “Fairytale Library” (Biblioteca delle Fiabe).

Usignolo Cinese, oggi - Efteling

L’attuale versione della favola dedicata all’Usignolo Cinese

Pozzo e Casa di Vrouw Holle

Sulla strada per la Herautenplein, la Piazza degli Araldi, i visitatori trovano la casa di Madama Holle (traducibile come “donna” o “signora Holle”), la cui storia può essere vista e ascoltata nel suo pozzo attraverso un piccolo diorama. Una vedova ha due figlie: una bella e laboriosa, Rita, e l’altra brutta e pigra, Mira. La madre preferisce la figlia pigra, costringendo l’altra a fare tutto il lavoro di casa. Un giorno, mentre fila la lana, Rita lasciò cadere per errore il filo nel pozzo, e, disperata, si gettò nell’acqua del pozzo per timore di doversela vedere con le grida della madre e della sorella. Subito Rita si ritrovò in un mondo magico dove incontrò Madama Holle, una vecchia signora che le chiese di scuotere i suoi cuscini pieni di piume per far nevicare sulla Terra. La ragazza eseguì il compito con diligenza e, come ricompensa, venne coperta d’oro. Quando tornò a casa, la madre mandò la figlia pigra a fare lo stesso, ma questa, non essendo diligente, venne coperta di pece. La storia tratta temi come la giustizia, la diligenza e la dovuta ricompensa per il duro lavoro.

Vrouw Holle, Efteling

Il pozzo e la casa di Madama Holle

Passato il pozzo, ecco la facciata della casa di Madama Holle: da sotto la porta a sinistra fuoriesce una scia d’oro, lo stesso con la quale Rita è stata premiata, mentre sotto la porta a destra si vede gocciolare pece, con cui Mina fu cosparsa per punizione.

Dal 2006, un animatronic di Vrouw Holle si sporge dalla finestra per scuotere il proprio cuscino e iniziare una nevicata, riprodotta con una macchina per la schiuma – questo effetto, molto popolare, è stato riprodotto più volte in altri Boschi delle Fiabe in giro per l’Europa. Un pannello sul recinto intorno al piccolo cortile della casa indica al visitatore di chiamarla bussando alla porta per vedere la neve cadere. La casa utilizzata alle origini per la scena risaliva addirittura a prima dell’apertura di Efteling, e fu costruita nel 1945 come capanna per gli scout locali, e per alcuni anni a partire dal 1963 venne persino utilizzata come piccolo Museo delle Fiabe. Demolita nel 2019, fu completamente ricostruita nel 2022.

Vrouw Holle, Efteling - Bozzetti

Gli splendidi bozzetti originali dedicati alla scena

Il Sentiero dei Funghi (o Villaggio degli Gnomi)

Il Villaggio degli Gnomi mostra la vita dello gnomo, una creatura mitologica ben nota nei racconti popolari, dentro e intorno a varie case ricavate da diversi funghi. Le varie scene furono realizzate tra il 1952 e il 1980 su più progetti di Anton Pieck, Ton van de Ven e Henny Knoet, che andarono a integrare sempre nuovi personaggi nella celebre rappresentazione.

Una delle attrazioni più incantevoli di tutta Efteling, questo percorso porta i visitatori ad esplorare un piccolo mondo popolato da gnomi e funghi portati in vita da movimenti e suoni che rendono l’esperienza memorabile. Gli ospiti possono interagire direttamente con alcune delle installazioni, come ad esempio ascoltando le storie raccontate dagli gnomi stessi o attivando più effetti speciali nascosti lungo il percorso. Oltre a essere un’attrazione visivamente affascinante, il cosiddetto Sentiero dei Funghi offre anche informazioni educative sulla natura e il folklore europeo, rendendolo adatto a tutte le età.

Villagio degli Gnomi, Efteling

Alcuni dettagli del Kabouterdorp, dall’olandese “Kabouter” = gnomo e “Dorp”, villaggio

Il Sentiero dei Funghi è stato il primo percorso tematico creato a Efteling e ha subito diverse modifiche e miglioramenti nel corso degli anni così da mantenere la sua magia e attrattiva. Passeggiare lungo il Villaggio degli Gnomi è un’esperienza che da sola richiede circa 30 minuti di visita, ma molti visitatori scelgono di prendersi più tempo per godersi ogni dettaglio. Completamente rinnovato nel 2018, alle varie scene sono stati aggiunti alcuni animali della foresta. Il Villaggio degli Gnomi è stato, tra le altre cose, in qualche modo l’ispirazione diretta per le origini del parco Plopsaland.

Villagio degli Gnomi, Efteling - 1952

La costruzione e un paio di bozzetti relativi al Villaggio degli Gnomi come pensato nel 1952

Il Pappagallo Parlante

Il semplice funzionamento di un altoparlante, tecnologia ai tempi innovativa, è alla base di questa famosa statua situata nel cuore di Efteling: dicendo qualunque cosa al pappagallo, ecco che egli lo ripeterà nel suo tono alto e stridulo per la gioia dei più piccini.

La favola cui questa piccola installazione si ispira è quella della “Principessa Cattiva”, che racconta di una piccola e arcigna principessa, appunto, che prova così tanta gioia nell’imitare malignamente le persone da venire punita da una fata con la tramutazione in pappagallo. Volata verso il palazzo, la variopinta creatura diventa motivo di gioia e risate al palazzo, ma la sua trasformazione viene presto annullata quando, finalmente, la stessa si rende conto del dispiacere che i suoi atteggiamenti hanno provocato in chi, da umana, una volta canzonava.

Pappagallo Parlante, Efteling

La simpatica “Principessa Cattiva” in una foto d’epoca

La Grotta di Biancaneve

Ispirata alla più famosa fiaba dei fratelli Grimm, “Biancaneve e i Sette Nani”, Efteling vede realizzato il progetto originale di Anton Pieck in forma di una complessa attrazione già nel 1952, ma riceve significative espansioni nel 1975 e di nuovo nel 1999.

Nel 1952 la fiaba fu pensata per essere ospitata in una grotta con in cima una torre, in una forma molto diversa da quella attuale. Nei primi anni si scendeva attraverso una scala nella grotta fino a scorgere Biancaneve nella sua bara di vetro, circondata dai Sette Nani in lutto. Successivamente furono installate delle finestre in modo da poter vedere la scena da dietro un vetro. Sul lato della piazza che ospitava l’attrazione c’era poi un’apertura che scorreva per tutta la sua larghezza, attraverso la quale entrava la luce del sole a illuminare la statua, i cui capelli, come riportano alcune fonti, sarebbero stati ottenuti da Peter Reijnders dalle suore francesi di Sant’Anna residenti a Eindhoven, dove si trovava la casa del cineasta presso cui la figura venne assemblata.

Nel 1975, la fiaba statica, considerata obsoleta, fu notevolmente migliorata e sotto la guida di Ton van de Ven. Viene mantenuto il concetto di Biancaneve nella bara di vetro e dei Sette Nani che la circondano, così come il disegno originale di Anton Pieck viene mantenuto abbastanza fedelmente, con i nani che stanno nelle stesse posizioni attorno alla bara, ma le loro statue in pietra furono sostituite da “robots” in movimento, ai tempi gli animatronici più avanzati che Efteling avesse mai costruito. Il meccanismo dei dischi a camme testato in questa occasione verrà successivamente utilizzato tra l’altro per movimentare le numerosissime figure umane e animali di Fata Morgana. La grotta stessa fu in questa occasione modificata rendendo l’interno più buio.

Le modifiche avvenute nel 1999 hanno reso infine l’attrazione di Biancaneve ancora più immersiva e tecnologicamente avanzata, migliorando significativamente l’esperienza dei visitatori; il nuovo impiego di animatronics avanzati e di nuovi effetti speciali ha permesso di raccontare la fiaba in modo più dinamico. La fiaba è raffigurata in due parti: visitiamo ora per primo il castello della matrigna di Biancaneve, e solo successivamente accediamo alla grotta con la bara di vetro di Biancaneve.

Castello di Biancaneve, Efteling

Il Castello della matrigna di Biancaneve e una vista della Grotta rinnovata

L’attrazione utilizza ad oggi una combinazione di animatronics, effetti speciali e scenografie dettagliate pensate per raccontare al meglio la storia di Biancaneve. Tutti i personaggi principali della fiaba, sono progettati per muoversi e interagire con l’ambiente circostante, animato con l’uso di luci, suoni e proiezioni in un’atmosfera surreale e magica. Tra le più note e inquietanti c’è sicuramente la scena in cui la Regina Cattiva trasforma il suo aspetto davanti allo Specchio Magico, resa particolarmente impressionante grazie a un gioco di luci e (ovviamente) specchi, accompagnata da una colonna sonora originale tra le prime ad essere composte per il parco.

Il castello è stato costruito con mattoni a vista, in linea con lo stile della vicina Porta del Principe e dell’originale grotta di Biancaneve. Questo ha contribuito a creare un aspetto più coerente e grandioso per l’attrazione. La costruzione del Castello consente anche di oscurare la vista sul parcheggio presente dietro Sprooksjebos. L’illuminazione è stata inoltre ulteriormente migliorata per accentuare i dettagli e creare effetti visivi più impressionanti al buio, ora ancora più pronunciato rispetto alla versione introdotta negli anni Settanta.

Castello di Biancaneve, Efteling - Presente

Vista dell’ingresso dello show di animatronics dedicato a Biancaneve nel suo stato attuale

Lo Specchio Magico introdotto nel castello funziona grazie a una retroproiezione delle immagini della matrigna su uno speciale rivestimento. Il proiettore rimane permanentemente acceso, mentre un paraluce meccanico oscura lo specchio tra uno spettacolo e l’altro. Il film utilizza il morphing per trasformare la matrigna da Regina a Strega Cattiva, richiedendo quattro riprese separate dell’attrice che ripeteva gli stessi movimenti, aiutata da raggi laser e una piattaforma mobile su ruote. Oltre che dalla suggestione data dalla recitazione e dall’interpretazione sia del narratore che della matrigna, il potere della fiaba è determinato dagli effetti che simulano una tempesta al di fuori delle mura del castello. In sincronia con il film, la stanza si illumina di conseguenza e vengono utilizzati effetti sonori per enfatizzare ulteriormente la rabbia omicida della matrigna. Il temporale si scatena dunque quando lei rompe lo specchio, mentre l’intera stanza viene illuminata da un lampo di luce bianca.

Piazza dell’Araldo

L’ultima delle attrazioni di cui parleremo oggi è la Piazza dell’Araldo, che oggi accoglie numerosissime fiabe e servizi. Spesso definita “il luogo dove tutto ebbe inizio” dagli appassionati del parco, questo spiazzo dà accesso alla già analizzata Grotta di Biancaneve e ospita le toilette scherzosamente puntate dal Piccolo Messaggio, e includeva al suo interno già nel 1952 le rappresentazioni di due diverse fiabe.

La prima, il Principe Ranocchio, si ergeva già come oggi in forma di fontana al centro della Piazza, riconducendo alla famosa storia del principe trasformato in rana che solo un bacio di vero amore può riportare alla forma umana. Composta in realtà da un gruppo di quattro rane che, con i loro getti d’acqua, mantengono in aria una palla dorata – quella che, nella fiaba, la principessa perde in uno stagno e la rana recupera per lei -, la fontana fu la principale ispirazione per lo show serale Aquanura, il cui lago frontale a Fata Morgana ospita altre quattro rane che, con i loro giochi d’acqua, danno il via allo spettacolo. Come moltissime delle scene dello Sprookjesbos, anche questa venne rinnovata e rivista più volte, fino ad arrivare al risultato odierno.

La seconda e ultima delle dieci diabe rappresentate nella Efteling del 1952 è quella dell’Orologio Magico, situata in un angolo della piazza attorno appunto a una torre dotata di orologio e sei banditori. Fiaba ideata dallo stesso Peter Reijnders, racconta di un mago che tenta di vendere un orologio dotato di proprietà magiche a sei principi, ma per tutti il prezzo è troppo alto: i nobili decidono dunque di rubare l’orologio con l’aiuto dell’aiutante del mago, chiamato Slimme Toon, e di installarlo su un’alta torre. Il potente mago, adirato per l’inganno e il tradimento, trasformò i sei principi in banditori immobili col compito di annunciare il passare delle ore, mentre un carosello di cavalieri che adorna l’orologio avrebbe ricordato ai passanti i tempi in cui loro stessi erano stati liberi e felici, mentre Slimme Toon fu posto dal mago sulla cima del tetto del torrione, incaricato di suonare la campana in eterno.

La famosissima colonna sonora che avvolge la scena è “By the Sleepy Lagoon” di Eric Coates, un calmo valzer che, insieme all’idea delle rane provenienti dalla fontana antistante, portò all’origine di Aquanura: ancora oggi questa melodia apre infatti ogni sessione e versione dello show.

Oltre a queste due storie, la Piazza dell’Araldo presenta anche la Porta del Principe, una uscita diretta che riportava i visitatori del Bosco delle Fiabe nel resto del parco naturale di Efteling, al tempo composto di spazi votati al relax, una casa del tè, un laghetto e campi sportivi, riprodotta anche nel Diorama ospitato nel Palazzo del Carosello poco distante dal bosco. Seguiranno più tardi la Porta delle Streghe e la Porta dei Soldati, oltre a più semplici accessi e uscite “di servizio” all’area, come quella recentemente inaugurata nei pressi dell’Efteling Grand Hotel.

Il potere delle fiabe

Visitare lo Sprookjesbos di Efteling è un’esperienza magica che trasporta i visitatori in un mondo di fiabe e meraviglie. Ogni angolo del bosco racconta una storia diversa, con dettagli curati e tecnologie innovative che rendono ogni visita unica e indimenticabile; innumerevoli sono i dettagli nascosti che impreziosiscono tanto le vie del bosco, piene zeppe di altoparlanti nascosti e diffusori di nebbia artificiale, quanto i vari e numerosi show di animatronics presenti. Che siate o meno al parco con dei bambini al seguito, il Bosco delle Fiabe offre ancora oggi un’avventura incantata che risveglia l’immaginazione e il senso di meraviglia in ognuno di noi.

Ci sono così tante cose da osservare, apprezzare e manipolare che ci vorrebbero decine di pagine per descrivere tutto ciò che offre il “Bosco delle Fiabe”. Vuoi saperne ancora di più? A luglio potrai visitare Efteling insieme a noi e alla nostra ParksPlanet Academy!

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Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!

L’inaugurazione nel 2025 della 31° favola ospitata dal celebre Sprookjesbos, il Bosco delle Fiabe simbolo di Efteling, «La principessa sul pisello» – accende il desiderio di tornare indietro nel tempo e sfogliare la storia delle origini della creazione di questi luoghi magici che hanno contribuito notevolmente alla notorietà del parco.

Inaugurato nel lontano 1952 con appena dieci prime fiabe al suo interno, questo luogo incantato fu progettato per immergere i visitatori nelle fiabe di autori classici come i fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e Charles Perrault.

L’idea di creare un luogo come lo Sprookjesbos è nata dall’immaginazione di Peter Reijnders e Anton Pieck, i padri fondatori di Efteling. Reijnders, cineasta e inventore, portò la sua esperienza tecnica nel dare vita ai personaggi animati, mentre Pieck, artista rinomato, si occupò delle illustrazioni su cui si basarono le effettive realizzazioni e dei decori incantevoli disseminati ovunque. Insieme, i due hanno creato un mondo dove i visitatori possono ancora oggi passeggiare e scoprire in prima persona scene provenienti da fiabe famose come Cenerentola, Biancaneve e i Sette Nani e molte altre ancora.

Sprookjesbos - La principessa sul pisello

La Principessa sul pisello è la fiaba novità 2025 di Sprookjesbos, Efteling

Fin dalla sua apertura, Sprookjesbos si è evoluto e ampliato, aggiungendo nuove fiabe e personaggi per meravigliare i visitatori di tutte le età. È un luogo dove le pagine degli impolverati libri delle fiabe prendono vita, offrendo un’esperienza indimenticabile. Le storie stesse, l’intrattenimento fornito dagli effetti speciali e ovviamente i set coinvolgenti creano un’esperienza unica, specialmente per i bambini e per coloro che hanno mantenuto l’anima del proprio bambino interiore.

Le vere origini di Efteling

La storia di Efteling inizia in realtà nel 1933, quando il vicario Rietra e il pastore de Klijn ebbero l’idea di sviluppare un complesso sportivo a sud di Kaatsheuvel (ecco spiegato il nome della strada che conduce al parco, la Pastoor Rietraweg). Questo complesso sportivo, chiamato R.K. Sports en Wandelpark, fu inaugurato nel 1935 con un campo di calcio, campi da allenamento e poi di un’area giochi.

Efteling nel 1950

Efteling negli anni ’50

Nel 1950 fu il turno della fondazione del parco naturale De Efteling per migliorare lo sviluppo fisico e il rilassamento degli abitanti di Loon op Zand. Anche il turismo era un obiettivo cardine: fu proprio il sindaco di Loon op Zand, il signor Reinier van der Heijden, che convinto del fatto che turismo fosse sinonimo di boom economico volle trasformare il parco sportivo di Kaatsheuvel in un luogo ricreativo. Il parco, di cui proprio van der Heijden divenne Presidente: investì oltre un milione di fiorini della tesoreria comunale nel parco e acquistò rapidamente 65 ettari di terreno, su cui furono edificati uno stagno, ampi parcheggi, campi sportivi, una sala da tè e nuove attrezzature da gioco inaugurate l’11 maggio del 1951. La Tea House fu il primissimo punto di ristoro storico del parco naturale di Efteling, convertito tra il 1968 e il 1975 nel ristorante che ora conosciamo come Het Witte Paard (“Il Cavallo Bianco”).

Durante una festa di famiglia, van der Heijden riuscì a convincere suo cognato, il già citato cineasta Peter Reijnders, ad aiutarlo a pensare a delle possibilità per rendere il parco più attraente. La moglie del sindaco ebbe l’idea di “un giardino da favola”, simile a quello temporaneo che l’azienda olandese Philips aveva creato quell’anno a Eindhoven. Reijnders, che lavorava allora proprio alla Philips, pensò a una versione permanente dello stesso concept. Grazie alla sua grande ingegnosità tecnica, inventò tutti i tipi di trucchi e meccanismi per dare vita alle rappresentazioni delle fiabe. Il suo lavoro fu essenziale per gettare le basi del parco come lo conosciamo oggi.

De Efteling

I cancelli del parco naturale De Efteling in una foto d’epoca

Benvenuti nel bosco incantato

Inizialmente, le fiabe previste erano destinate agli adulti più che ai bambini: ognuna trasmetteva infatti una lezione di vita. Parte del folklore europeo, le fiabe venivano trasmesse di generazione in generazione oralmente, di cui spesso ogni nazione e regione ha una propria versione, arricchita da coloro che di volta in volta si trovano a raccontarle.

Inizialmente reticente, Anton Pieck venne coinvolto nel progetto solo dopo qualche insistenza da parte di Reijnders, che gli Reijnders promette che nella costruzione della sua Foresta delle Fiabe verranno utilizzati solo materiali autentici e di pregio: vere pietre antiche, vere tegole e vere travi di legno…  A questo punto Anton Pieck realizza in totale oltre 1500 schizzi, bozzetti e disegni per innumerevoli edifici, personaggi fiabeschi e decorazioni, mentre l’implementazione tecnica viene pensata dallo stesso Peter Reijnders.

L’architetto municipale di Kaatsheuvel, il signor G. op den Kamp, che deve realizzare fisicamente queste fantasie, si trova di fronte a grandi difficoltà: non c’è la minima intenzione di edificare torri e tetti dritti, ma ogni cosa deve anzi essere costruita esattamente come indicato nei disegni, con torri pendenti e tetti semisprofondati, mantenendo solidità e robustezza. È necessaria molta sperimentazione per ottenere l’effetto giusto, e tutto deve essere costruito in modo storto e irregolare, fumettoso. Nella primavera del 1952 ogni costruttore lavorò agli edifici fiabeschi di Pieck a spese del comune, che spese altri 600.000 fiorini nel parco attraverso il sindaco van der Heijden.

Nella primavera del 1952 sorge finalmente una prima versione dello Sprookjesbos con dieci scene in movimento. L’ingresso alla Foresta delle Fiabe è formato dal Castello della Bella Addormentata, composto da cinque torri, costruito su una collina di sette metri. L’apertura ufficiale del Bosco delle Fiabe avviene il 31 maggio 1952, giornata storica durante la quale i cancelli vengono aperti senza alcuna cerimonia di inaugurazione particolare. I visitatori devono pagare 80 centesimi del tempo (0,36 € di oggi) per il loro biglietto d’ingresso e entrano nella Foresta delle Fiabe attraverso l’originale “Porta delle Streghe”.

Il Bosco delle Fiabe oggi

Sprookjesbos si trova oggi nell’area del parco che porta il nome di Marerijk (Il Reame della Narrazione); la parola “mare” in olandese antico significa narrazione e “rijk” significa reame. L’area in questione si estende su oltre sei ettari, e in questa parte del parco si trovano, oltre alla Foresta delle Fiabe, Droomvlucht, lo spettacolo Raveleijn, il paese dei Lavenaars (Volk van Laaf), la Villa Volta e una delle due fermate del treno a vapore.

L’area è tutt’ora completamente immersa in un grande bosco, creando un’atmosfera molto suggestiva in qualsiasi periodo dell’anno, con qualsiasi condizione meteorologica o orario di visita. La Foresta delle Fiabe ha un ingresso principale poco appariscente situato appunto nel Marerijk, tra il Palazzo del Carosello e il grande negozio In den Oude Marskramer. Ha però anche un ingresso laterale proprio sulla Passeggiata Pardoes, viale dedicato alla mascotte del parco, che porta direttamente al centro della Foresta rendendo la visita completa dell’area più complessa nell’orientamento.

L’apertura al pubblico del Bosco delle Fiabe è considerata dai più come il vero punto di partenza fondativo per l’Efteling che conosciamo oggi. Il design distintivo di Anton Pieck (1895-1987) e dell’altrettanto importante disegnatore Ton van de Ven (1944-2015) è chiaramente centrale. Proprio la nomina di Van de Ven come direttore creativo nel 1974 segnerà tra l’altro una chiara svolta per il futuro del parco.

Talenti favolosi

Le rappresentazioni delle storie fatate di Sprookjesbos possono essere intere scene, anche piuttosto lunghe, ospitate in edifici coperti, show all’aperto o anche solo raccontate sotto forma di animatronic (come il Re Troll e il famoso Drago), statua fissa o fontana. Il numero di fiabe cresce costantemente nel corso degli anni, fino al numero attuale di ben 31 fiabe (ma nella storia di Efteling ce ne sono ben 34, di cui 3 spostate o rimosse dall’area, senza contare il celebre Captain Gijs, il famoso “cestino interattivo” dotato di cannone ora trasferitosi vicino al water coaster De Vliegende Hollander).

Negli anni successivi a quelli di Pieck, molte altre personalità importanti per la storia del parco continuaraono il lavoro, tra cui: Ton van de Ven (Fata Morgana, Droomvlucht), Michel den Dulk (attivo a Europa-Park e ora Imagineer per Disneyland, responsabile, tra gli altri, di Frozen Ever After e della futura area dedicata al Re Leone a Disneyland Paris). Tra i designer che hanno contribuito al meraviglioso bosco di Efteling c’è però anche un italiano: Alessio Castellani.

Alessio Castellani (nato a Torino nel 1976, illustratore e disegnatore di personaggi) ha lavorato infatti su Sprookjesboom, un animatronico di 13 metri di altezza e 13 metri di larghezza composto da ben 1.500 rami e 50.000 foglie, la cui costruzione è costata 3,5 milioni di euro. Inaugurato il 31 marzo 2010, l’Albero delle Fiabe beneficia di numerosi effetti (è capace di parlare per raccontare storie ai visitatori e di muovere la propria intera struttura – tronco, rami e foglie), interagendo direttamente con i visitatori.

Nel 2015, Castellani ha potuto sfruttare il suo background italiano nella progettazione della fiaba di Pinocchio nella Foresta delle Fiabe. Pochi sanno che il Gatto è modellato sull’immagine del suo animale domestico e Geppetto su quella di suo nonno, e che lo stesso Alessio può essere ascoltato come voce di Pinocchio. Ha lasciato Efteling nell’ottobre 2019 dopo più di 11 anni a Efteling.

Oltre alle fiabe già citate, a Efteling potrete scoprire favole scritte persino della regina del Belgio, Fabiola, (Le Ninfee Indiane) o create dal team di Efteling stesso. Concedetevi una o due ore per una passeggiata nella Foresta delle Fiabe, ma ricordate: imboccare una scorciatoia e abbreviare il percorso significa perdersi alcuni scenari! E tu, sei riuscito a vederli tutti?

Continuate a seguirci per leggere la seconda parte dell’articolo qui sul nostro blog, con il quale andremo a scoprire nel dettaglio le prime dieci fiabe costruite a Efteling nel lontano 1952!

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Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!

1° maggio 2001. Quel mattino, il cielo sopra Brühl aveva una pallida luce incerta, come se il sole esitasse a sorgere sul regno di Phantasialand. I ciottoli ancora umidi riflettevano le facciate colorate della Terra della Fantasia, rimaste bagnate dalla pioggia del giorno precedente.

Oltre 20.000 visitatori avevano scelto di trascorrere la giornata al parco, tra le aree a tema Cina e Far West, completamente ignari del fatto che, dietro quell’aspetto da sogno, qualcosa stesse per cambiare. Le condizioni erano ideali per una gita: clima quasi estivo, diverse novità per grandi e piccini tra cui la nuova area Kinderland e la trasformazione del classico coaster indoor Vekoma Space Center (1988) nella rinnovata versione Temple of the Night Hawk.

Caos, fiamme e panico

Dapprima un odore strano, acre e pungente nell’aria. Poi un brusio, teste che si voltavano. Ancora nessuno intuiva che la giornata avrebbe preso una piega drammatica e che le fiamme avrebbero inghiottito una parte di questo mondo magico.

Poi, un secco schiocco, apparentemente insignificante, squarciò l’aria. Fu seguito da un soffio, dapprima lieve, poi infernale. In pochi istanti, la magia si trasformò in incubo.

Era l’una e mezza del pomeriggio. All’eco delle risate che si mescolavano ai rombi delle montagne russe si sostituirono grida di angoscia. I visitatori, presi dal panico, fuggivano da un universo che avevano creduto tanto magico quanto intoccabile.

Tra il fumo, le urla e le sirene, fiamme alte e voraci divoravano il Grand Canyon Bahn, un powered coaster in servizio da vent’anni, propagandosi verso la Gebirgsbahn, la montagna russa alpina. L’attrazione era alloggiata all’interno della struttura dell’altro coaster, facilitando la propagazione dell’incendio e raggiungendo anche il tetto del Tanagra Theater e buona parte della zona Western del parco.

La scintilla

L’incendio iniziò da uno dei cinque treni della Gebirgsbahn, che in quel momento correva a piena velocità lungo il tracciato. Secondo le indagini, tutto ebbe origine da un cavo elettrico difettoso che avrebbe attivato i freni di emergenza, generando una serie di scintille. Appena si notarono le prime scie di fumo, l’impianto venne bloccato all’istante: un dipendente operatore addetto al coaster in questione, dalla cabina di controllo, aveva individuato l’anomalia e visto le prime fiamme tramite il proprio pannello di controllo e dato subito l’allarme.

A bordo dell’attrazione c’erano circa 150 persone, che riuscirono tutte a mettersi in salvo, anche se con non poca difficoltà, mentre l’area di attesa contenente altre 1000 ospiti circa veniva evacuata. Alcuni riuscirono ad abbandonare i vagoni da soli, mentre altri dovettero attendere l’arrivo dei soccorsi e scendere lungo una scala di emergenza alta 18 metri, mentre le fiamme iniziavano già a divorare lo scenario di quasi un chilometro di lunghezza. Il fuoco si propagò rapidamente, risalendo la struttura in legno e alimentandosi con i materiali altamente infiammabili delle scenografie. Anche il rivestimento esterno dell’edificio, nonostante fosse stato trattato con una pellicola ignifuga, aveva perso da tempo la sua efficacia, rendendo il tutto ancora più vulnerabile.

«Eravamo sul treno quando un uomo dietro di noi ha gridato “al fuoco!”. Mi sono girato e ho visto una palla di fuoco alle nostre spalle. Ho afferrato il mio amico e gli ho detto che dovevamo saltare giù», raccontò un testimone, ancora sotto shock.

Diverse testimonianze confermarono che l’altro coaster dell’area, il Grand Canyon Bahn, era fermo al momento della tragedia. L’unica attrazione in funzione era dunque la Gebirgsachterbahn, costruita praticamente all’interno dello stesso complesso scenografico. Alcuni visitatori dissero di aver visto dei tecnici al lavoro vicino a uno dei treni e ipotizzarono che potessero essere stati loro a innescare accidentalmente l’incendio, ma le indagini esclusero questa possibilità. La sosta forzata del Grand Canyon Bahn, paradossalmente, evitò un numero di coinvolti potenzialmente molto più alto.

Nel frattempo, altre persone raccontarono di aver visto intere sezioni dei binari di legno staccarsi e volare in aria per centinaia di metri, incendiando altri edifici del parco. Nel giro di pochi minuti, una pioggia di scintille e frammenti di plastica incandescente raggiunse le aree vicine: il tetto a pagoda del Tanagra Theater, nel quartiere di Chinatown, prese fuoco, seguito poco dopo dal Saloon della piccola città da Selvaggio West Silver City di Phantasialand.

I soccorsi

«La gente correva in tutte le direzioni», ricordò un visitatore. «Alcuni giurano di aver visto persone saltare, e il calore era così forte che si sentiva anche a più di cento metri di distanza. E poi c’erano gli odori, quel misto di fumo e plastica bruciata che non si dimentica.»

I soccorritori passarono tutto il pomeriggio a cercare eventuali vittime, mentre la polizia, insieme al personale del parco, coordinava l’evacuazione completa dell’area. Le procedure di emergenza si rivelarono efficaci, ma solo verso le 18, più di quattro ore dopo l’inizio dell’incendio, arrivò la conferma che nessuno era rimasto intrappolato tra le fiamme. In totale si contarono 63 feriti, tra cui una decina di dipendenti, la maggior parte intossicati dal fumo o rimasti contusi durante la fuga. La tragedia, quella vera, era stata fortunatamente solo sfiorata.

L’incendio segnò in modo indelebile la storia di Phantasialand, ricordando a tutti quanto fragile possa essere un mondo costruito sulla meraviglia e sull’artificio. Il fondatore del parco, Gottlieb Löffelhardt, lo definì allora uno dei giorni peggiori nei trentacinque anni di vita del parco.

«I cavi delle montagne russe sono stati sostituiti l’anno scorso», precisò il signor Löffelhardt, sottolineando come la sicurezza fosse diventata una priorità assoluta.

Fortunatamente, nessun’altra attrazione importante al di fuori di quella zona subì danni irreversibili.

L’incendio del 2001 rappresentò uno shock, ma allo stesso tempo fu un catalizzatore per la rinascita di Phantasialand. Il parco rafforzò le proprie misure di sicurezza antincendio attraverso un investimento di quasi 2 milioni di euro e si rilanciò rapidamente con nuovi progetti importanti, senza mai correre davvero il rischio di chiudere.

Le montagne russe distrutte dalle fiamme

Gebirgsbahn (1975), Schwarzkopf

La Gebirgsbahn era una montagna russa in acciaio inaugurata nel 1975, originariamente chiamata Bobsled 1, situata nell’area tematica Silver City, la Città del West. All’epoca, era considerata la più grande montagna russa in acciaio della Germania. La sua costruzione fu supervisionata da Anton Schwarzkopf, basandosi sui progetti dell’ingegnere Werner Stengel, allora dipendente dell’azienda.

L’attrazione, alta circa 28 metri, era concepita come una montagna russa familiare: non prevedeva inversioni e dopo la salita iniziale trainata da catena, i treni percorrevano un circuito classico a forma di otto, lungo 980 metri. Le discese non erano particolarmente ripide, ma la sensazione di velocità era amplificata dall’imponente catena di montagne artificiali aggiunta nel 1976 in seguito ai reclami dei residenti della vicina Brühl riguardo al rumore.

L’intera attrazione era circondata da pannelli di plastica e alcune sezioni del circuito erano completamente coperte. I treni erano composti da cinque vagoni, ciascuno con due file da due posti, per un totale di quattro persone per vagone. Per aumentare la capacità, furono acquistati due treni aggiuntivi oltre ai tre originali, consentendo, in teoria, fino a 1.800 persone all’ora di percorrere l’attrazione.

Grand Canyon Bahn (1978), Schwarzkopf

La grande popolarità della Gebirgsbahn spinse il parco ad aggiungere un secondo coaster all’interno dello stesso complesso, anch’esso progettato da Anton Schwarzkopf. Inaugurato nel 1978, questo nuovo tracciato raggiungeva un’altezza massima di cinque metri e poteva trasportare circa 1.200 persone all’ora.

Si trattava del modello Alpenblitz II, un powered coaster, che prevedeva un singolo treno con dodici carrozze. In ogni carrozza i passeggeri erano sistemati a coppie su due file, per un totale di 48 persone a treno. Questo modello era stato adattato appositamente per Phantasialand e studiato per incrociare più volte il percorso della Gebirgsbahn costruita tre anni prima, creando un intreccio di rotaie unico e molto spettacolare.

La ricostruzione

Ben presto iniziò il progetto della ricostruzione. Nonostante la gravità dell’incidente, la chiusura totale del parco durò poco più di due settimane e la sopravvivenza stessa di Phantasialand non fu mai realmente messa in discussione. Al contrario, quell’episodio accelerò la trasformazione e la modernizzazione del parco, che colse l’occasione per reinventare intere aree e ampliare la propria offerta di attrazioni, conquistando nuovi visitatori e maggiore popolarità.

La direzione annunciò una rifondazione ambiziosa: non si trattava di un semplice ritorno allo stato precedente, ma di un’opportunità per ripensare gli spazi e rafforzare la sicurezza. Il parco investì rapidamente circa 2 milioni di euro in impianti antincendio all’avanguardia, dotando tutti gli edifici di sistemi moderni di rilevazione e prevenzione. Grazie a una comunicazione trasparente, al supporto assicurativo e a una politica di investimenti costanti negli anni successivi, Phantasialand riuscì insomma a voltare pagina.

Le due attrazioni distrutte non furono mai ricostruite. Sulle rovine della Grand Canyon Bahn, sfruttando la particolare topografia derivata dalla demolizione, nacque nel 2002 River Quest, un’attrazione acquatica spettacolare e innovativa per l’epoca, progettata con un approccio tecnico completamente nuovo. Nello stesso anno, il complesso Wuze Town inizialmente previsto per il 2001 introdusse le montagne russe Winja’s Fear e Winja’s Force, insieme ad altre attrazioni per bambini, segnando l’inizio di una nuova fase creativa.

River Quest e la mad house Feng Ju Palace non erano state progettate prima del grande incendio del 1° maggio 2001. La loro nascita testimonia la determinazione e la capacità del parco di trasformare un evento drammatico in opportunità, modernizzando e rinnovando le esperienze offerte ai visitatori.

I lavori di ricostruzione durarono diversi anni, durante i quali Phantasialand ne approfittò per modernizzare anche numerose altre infrastrutture. L’incendio, pur tragico, si rivelò una vera e propria svolta nella storia del parco, segnando la fine di un’epoca “artigianale” e l’inizio di un’era di precisione tecnologica, in cui ogni dettaglio, ogni materiale e ogni protocollo di sicurezza fu completamente ripensato.

Nuove misure di sicurezza

Per garantire una sicurezza rapida ed efficace in caso di incidente, a seguito del disastroso incendio, Phantasialand predispose un nuovo piano di intervento e risposta agli eventi molto strutturato. Il rinnovo delle misure fu organizzato attorno a quattro priorità principali:

  • in primo luogo, vennero installati sistemi di rilevamento e allarme antincendio all’avanguardia in tutto il parco, includendo non solo edifici e attrazioni, ma anche aree tecniche e zone backstage;
  • in secondo luogo, fu potenziata la protezione contro le fiamme con una capillare distribuzione di sprinkler e altri sistemi automatici di estinzione nei nuovi edifici e nelle attrazioni, così da limitare eventuali propagazioni di incendi;
  • il terzo punto riguardò le procedure di evacuazione, rese più efficienti grazie a uscite di emergenza chiaramente segnalate e a esercitazioni regolari per tutto il personale, che ricevette anche una formazione aggiornata in materia di sicurezza antincendio e gestione delle crisi;
  • infine, i nuovi materiali scelti per le ristrutturazioni e le nuove costruzioni furono attentamente selezionati per le loro proprietà ignifughe o di resistenza al fuoco, riducendo in modo significativo il rischio di incidenti simili in futuro.

La nuova vita di Phantasialand

Colorado Adventure

Questi lavori di ristrutturazione segnarono una vera svolta nella storia del parco. L’area distrutta fu completamente riprogettata: l’intera parete rocciosa e le attrazioni danneggiate furono definitivamente demolite e sostituite con nuove aree tematiche, dotate di misure di sicurezza decisamente più avanzate.

La ristrutturazione introdusse anche nuovi requisiti per l’accessibilità, la gestione dei flussi e le procedure di evacuazione, garantendo maggiore sicurezza sia per i visitatori sia per il personale. Gli investimenti si estesero inoltre alle infrastrutture tecniche: locali di servizio, retrobottega, aree di stoccaggio furono modernizzati, mentre impianti elettrici e sistemi di ventilazione vennero controllati e aggiornati a fondo nel giro di pochi mesi.

Più di vent’anni dopo, i visitatori passeggiano in aree incantevoli e spettacolari come quelle che ospitano attrazioni iconiche come Colorado Adventure e la rinnovata Chinatown senza sospettare la storia che celano. Eppure, sotto i lastricati ristrutturati e le facciate ridipinte e nuove di zecca, resta il ricordo di quel giorno in cui, senza saperlo, i visitatori ricevettero un pass VIP per l’inferno.

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La realizzazione di Fata Morgana è un progetto ambizioso che mira a creare un’attrazione immersiva ispirata alle storie delle Mille e una notte.

Il percorso offre ai visitatori la possibilità  di scoprire le meraviglie e i misteri del Medio Oriente, attraverso scene animate, effetti speciali e una colonna sonora completamente originale.

Il nome dell’attrazione si riferisce al fenomeno ottico che crea miraggi nel deserto (eccone la spiegazione data da Wikipedia). Il concetto narrativo alla base di Fata Morgana è stato immaginato da Tom Van de Ven, il direttore artistico di Efteling, che voleva rendere omaggio alla cultura e all’immaginazione orientale. La costruzione dell’attrazione è durata tre anni, dal 1983 al 1986, ed è costata circa 7 milioni di euro (prezzo dell’epoca convertito dal fiorino olandese). Fata Morgana fu inaugurata il 16 giugno 1986 alla presenza del principe Bernhard dei Paesi Bassi. Fin dalla sua apertura, Fata Morgana ha accolto milioni di visitatori e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il premio The Award for Outstanding Achievement  per risultati eccezionali nel 2005. Fata Morgana è considerata una delle attrazioni di maggior successo di Efteling e come un capolavoro di design e narrazione. Scopriamo insieme la sua storia!

Fata Morgana

Il miraggio della Città Proibita

Quasi quarant’anni dopo la sua apertura, Fata Morgana resta una delle attrazioni più evocative in Europa, ed è molto apprezzata da schiere di fan e considerata oggi come uno dei punti di forza di Efteling.

Fata Morgana, situato nell’area tematica Anderrijk (Regno Alternativo) sulla Vonderplas (Il Meraviglioso Stagno in italiano) a sud-ovest del parco, è un’attrazione dark ride con un sistema di trasporto Tow Boat Ride (attrazione acquatica tipo fiume lento con barche a fondo piatto, sistema di trasporto elaborato dal produttore svizzero Intamin AG), che attraverso un canale artificiale percorre scene sul tema delle fiabe orientali, portando i passeggeri a sfidare il divieto di ingresso nella “Città Proibita”…

L’attrazione, chiamata anche “The Forbidden City”, offre ai visitatori un viaggio all’interno di un palazzo orientale. Il nome originale del progetto era Fata Medina, nome cambiato per evitare confusione con la città di Medina, cuore della cultura dell’Arabia Saudita.

Efteling Map

La mappa dell’area in cui sorge Fata Morgana

 

Fata Morgana era all’epoca il più grande dark ride in Europa; si trattava dell’ultimo progetto di un ambizioso piano pluriennale iniziato nel 1978. Gli investimenti nel totale prevedevano l’importo astronomico per il tempo di 80 milioni di fìorini olandesi (36,3 milioni di euro attuali).

I progetti creativi sono stati realizzati principalmente da Ton van de Ven, direttore artistico di Efteling, con l’aiuto dell’architetto Jan Verhoeven.

L’apertura, prevista per il 1984, fu rinviata di ben due anni data la complessità degli animatronici, e alla burocrazia legata al deposito di un brevetto presentato da Efteling nel 1985 durante la loro progettazione interna, riferito alla tecnica utilizzata per muovere gli animatronici.

L’attrazione è stata inaugurata in soft opening il 27 marzo 1986 e ufficialmente il 18 giugno dello stesso anno in occasione del 35° anniversario di Efteling, dopo più di cinque anni di lavoro, diventando cosi il primo dark ride del parco.

Fata Morgana Efteling notte

Il Palazzo di Fata Morgana nelle tenebre notturne

 

Ton van de Ven e Anton Pieck

Il designer Ton van de Ven aveva inizialmente programmato Fata Morgana come un’estensione dell’attrazione Gondoletta (anch’essa progettata dalla Intamin e aperta nel 1981, in parte test dichiarato del sistema di trasporto di Fata Morgana, ai tempi già concepita nelle basi dal suo creatore).

Ma quando il progetto è cresciuto in ambizione, non poteva più adattarsi al luogo previsto nel cuore del parco e venne spostato in un’altra parte del parco.

Tom Van de Ven & Anton Pieck, entrambi deceduti (Eftepedia – De Vijf Zintuigen)

 

Ton van de Ven è stato in gran parte ispirato nel suo concept dai disegni dell’illustratore Anton Pieck, primo designer nella storia del parco. Egli fece un viaggio di sei settimane attraverso il Marocco nel 1937 che gli lasciò impressioni indelebili, che hanno contribuito al suo gigantesco lavoro di illustrazione per l’edizione olandese delle fiabe delle 1000 e una notte.

Già nel 1952, l’artista disegnò molti elementi di decorazione, disposizione e architettura per il parco come scene per il “Bosco delle Fiabe” di Efteling.

Nel 1995, a titolo postumo, Anton Pieck è stato onorato dalla Hall of Fame della IAAPA.

 

L’edificio che ospita l’attrazione è costruito come un palazzo orientale, ornato di dieci cupole, due torri, merli e un minareto sovrastante l’ingresso. Le guglie sono tutte ricoperte di vera foglia d’oro.

Dal 2012, il palazzo serve come spettacolare sfondo allo spettacolo acquatico Aquanura, presentato durante l’alta stagione in due versioni contenenti diverse colonne sonore del parco.

Il tema dell’attrazione

L’idea di un’attrazione con i temi delle 1000 e una notte era già ben presente nei futuri progetti di sviluppo e questo a causa della grande quantità di illustrazioni che Anton Pieck aveva progettato per anni negli uffici del parco sull’argomento.

Le 1000 e una notte è una collezione anonima di racconti popolari di origine persiana, indiana e araba. Ripresi dalla popolare tradizione orale, le novelle sono state costantemente riprese e trasformati, arricchite con nuove storie nel corso dei secoli: Scheherazade, Aladdin, Alì Babà e i quaranta ladri, e Sindbad il marinaio, altro personaggio chiave nell’immaginario delle attrazioni di Efteling. A causa della conoscenza limitata delle storie di Scheherazade da parte del grande pubblico olandese ed europeo, si suggerisce l’idea di costruire le scenografie offrendo ai visitatori più riferimenti a diverse fiabe e ambienti, così da formare la propria interpretazione del tema, nonostante la presenza di diversi personaggi che si ripete durante l’attrazione come filo conduttore.

Dopo una visita dei designer di Efteling Ton Van de Ven e dell’architetto Jan Verhoeven a Disneyland negli Stati Uniti, si decise di basare una nuova attrazione sul dark ride Pirates of the Caribbean, ma con un tema ai tempi non ancora così comune nei parchi di divertimento. Si lavorò dunque su elementi diversi: un porto, luoghi di mercato, un Palazzo contenente un harem e delle carceri, collegate da un canale artificiale in cui è possibile riconoscere una sequenza logica di scene. Intanto, i tecnici erano al lavoro dietro le quinte sullo sviluppo della loro versione dell’audio-animatronica, coronata da un enorme Djinn che diverrà simbolo dell’intera attrazione, di cui parleremo nella seconda parte di questo speciale.

“Quando ho visto e sperimentato ”Pirati dei Caraibi”, sono rimasto colpito dalla possibilità di collegare diverse stanze tra loro in cui cose diverse potevano essere mostrate su larga scala. Dovevo essere in grado di usarlo in un modo o nell’altro. Quindi, naturalmente, non pensai nemmeno per un attimo ai pirati, perché erano affare della Disney. Ho trovato fantastico fare qualcosa con le fiabe delle 1000 e una notte. Non è una semplice fiaba, ma una raccolta intera di fiabe di cui la maggior parte delle persone non sa molto, neanche io ne sapevo molto. Certo, sapevo che quei racconti erano già stati illuminati dai disegni di Anton Pieck, ma non sapevo molto delle fiabe stesse. Volevo fare qualcosa con quelle storie, comunque. Uso semplicemente le atmosfere da favola; le metterò insieme. Poi ho detto agli uomini con cui ho lavorato: “Ragazzi, venite, ne parleremo. Racconteremo storie, il che sarebbe divertente e capiremo ciò che potrebbe essere molto bello. Ma una cosa deve essere certa: deve essere diversa da tutto ciò che abbiamo visto altrove nel mondo. Deve rimanere originale.”
Tom Van de Ven

 

Una bozza di trama (denominata “Arabische Show”) fu così scritta e dettagliata dal team di Tom Van de Ven (gli autori Peter van Ostade, Henny Knoet, Mari van Heumen & Henk Smulders), descrivendo nel dettaglio l’attrazione.

Arabische Show: la storia originale dell’attrazione

 

Il primo progetto fu situato sulla nuova piccola isola di Siervijver, più o meno dove si trova oggi Baron 1898. Si trattava di una gita in barca che, partendo da una stazione all’aperto, entra in un palazzo arabo. La posizione pianificata sarebbe stata nuovamente troppo limitata per realizzare un dark ride di alta qualità, e associato a una serie di difficoltà tecniche (sistema di evacuazione, basi da scavare, intervento in uno stagno pre-esistente in caso di riparazione o manutenzioni…). Si optò dunque per un’altra posizione, che fu trovata rapidamente accanto alla Vonderplas.

 

Schizzo di una prima versione dell’isola Siervijver (1980) – (Eftepedia – De Vijf Zintuigen)

 

I primi disegni di costruzione furono sottoposti al comune di Kaatsheuvel nel 1981. Si trattava di un edificio simile nello stile a quello che conosciamo oggi, ma concepito per ergersi da rocce.

Artworks – primi concezioni – (Eftepedia)

 

Molte idee e progetti sono giunte ad essere effettivamente realizzate nella versione finale dell’attrazione, ma alcune cose non ce l’hanno fatta.

Inizialmente, ad esempio, era previsto che le barche che trasportavano i visitatori venissero inseguite dalle guardie del palazzo durante tutto il viaggio, così che le sagome di queste guardie venivano regolarmente viste in varie scene. I piani relativamente a ciò si rivelarono presto troppo ambiziosi per il tempo.

L’intenzione originale era quella di aprire “la Città Proibita” già nel 1984, ma durante lo sviluppo, come già anticipato, il progetto divenne man mano sempre più ambizioso e fu appunto soprattutto a causa degli animatronics che l’inaugurazione slittò di ben due anni.

Dopo aver contattato varie società, in particolare britanniche, di fronte agli alti preventivi Efteling decide di realizzare tutti i set internamente grazie a un dipartimento di ricerca e sviluppo interno.

La leggenda di Fata Morgana

Molto, molto lontano c’è una città orientale chiamata Fata Morgana.
Il sultano, sovrano della città, ha nel suo Palazzo tutto ciò che ha sempre desiderato. Insegue i soldi con voracità e organizza grandi feste dedicate ai soli ricchi, che tuttavia possono partecipare solo se portano soldi.

Non volendo abbandonare il Palazzo, egli lascia semplicemente che la vita nella città faccia il suo corso. Il mercato è contaminato da persone bisognose che cercheranno di venderti qualsiasi cosa, mentre ladri e mendicanti vagano liberamente per le strade. La città non è assolutamente sicura per i ricchi e per i turisti…

In prigione è anche peggio. Grazie al loro lavoro, i prigionieri tengono acceso il fuoco nel Palazzo, lavoro duro e pesante. I supervisori frustano i detenuti che non lavorano abbastanza duramente, e ogni volta che qualcuno crolla viene gettato nelle celle della prigione, dove l’acqua continua a filtrare. Molti prigionieri stanno deperendo, e non c’è giustizia da nessuna parte.

Un giorno il Sultano volle qualcosa di nuovo: voleva vedere il futuro!
Mandò il suo servitore a trovargli un indovino. Dopo alcune settimane il servitore tornò con un indovino di nome Futura. Il sultano, molto impaziente, chiede all’indovino cosa gli avrebbe riservato il futuro, e Futura disse: “vivrai nella ricchezza per altri quaranta mesi, e poi tutto sarà finito. Puoi cambiare il tuo destino ed evitare questa maledizione suonando tutti i canti degli uccelli con un flauto magico”.
“Oh, vattene!” – disse il Sultano indignato – “Bugiardo, fuori dalla mia vista!”

L’indovino se ne andò e passarono quaranta mesi. Il primo giorno del quarantunesimo mese, il Sultano uscì a prendere una boccata d’aria sul suo balcone: nuvole scure veleggiavano intorno alla città.
“Oh”, pensò il Sultano, “probabilmente è un altro monsone, sarà meglio che rientri!”.
Aveva appena chiuso le porte dietro di sé quando scoppiò la tempesta.

Piovve a lungo; le strade erano vuote e l’acqua continuava a salire finchè tutta la città non fu completamente allagata. Gli edifici crollarono sotto la pressione e tutti annegarono. Quasi tutti, a dire il vero: due servi del Sultano rubarono il flauto magico al Sultano dopo che l’indovino se ne andò. Si erano esercitati per mesi nel canto degli uccelli, e quando scoppiò il temporale, suonando, convocarono uno stormo di uccelli che portò via i due servi. Fu proprio così che i due riuscirono a sfuggire alla morte!

 

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