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Torniamo di nuovo come per magia indietro nel 1952: il luogo è il Bosco delle Fiabe di Efteling appena inaugurato, e il vociare dei primi visitatori avvolge l’atmosfera primaverile di Kaatsheuvel. Dieci scene, grandi e piccole, popolano quella che è di fatto l’inizio di un parco che crescerà fino a diventare uno dei più noti in Europa:

  • il Castello della Bella Addormentata (Charles Perrault/fratelli Grimm)
  • il Piccolo Messaggio (fiaba originale creata da Efteling)
  • Collo Lungo (fratelli Grimm)
  • l’Usignolo Cinese (Hans Christian Andersen)
  • Pozzo e Casa di Vrouw Holle (Fratelli Grimm)
  • il Sentiero dei Funghi, anche noto come Villaggio degli Gnomi (creazione originale di Efteling basata sul folklore europeo)
  • il Pappagallo Parlante (fiaba originale creata da Efteling)
  • la Grotta di Biancaneve (Fratelli Grimm)
  • Piazza dell’Araldo (composta dalle due fiabe del Principe Ranocchio e dell’Orologio Magico più la Porta del Principe; creazione originale di Efteling)
Sprookjesbos -Le prime 10 fiabe del Bosco di Efteling

Nove delle dieci fiabe presentate nello Sprookjesbos già nel 1952. Riesci a indovinare quale sia quella mancante in foto?

Quasi tutte queste realizzazioni sono, dopo tanti anni, ancora operative e in uno stato straordinario grazie a un rigoroso calendario di manutenzione, che include anche diversi lavori di restyling. Ad esempio, la Casa di Vrouw Holle è stata completamente rivista nel 2022, il Castello della Bella Addormentata nel 1980/81 e di nuovo in parte nel 2023.

Il Castello della Bella Addormentata

Progettato da Anton Pieck, il primo dei tanti castelli a fare la fortuna del parco racconta la storia della “Bella Addormentata nel Bosco”, che inizia con un re e una regina che desiderano avere un figlio. Il loro desiderio diventa realtà con la nascita di una bellissima principessa. Durante la festa che celebra la sua nascita, una fata dimenticata lancia un incantesimo sulla principessa, predicendole che si pungerà il dito su un arcolaio e morirà il giorno del suo diciottesimo compleanno. Fortunatamente, un’altra fata modifica l’incantesimo in modo che la principessa cada in un profondo sonno centenario invece di morire.

Sfidando una scalinata che risale una collina, i visitatori possono dare un’occhiata attraverso le finestre nella camera da letto dove riposa la Bella Addormentata, aspettando il principe che la sveglierà con un bacio. La malvagia fata siede al filatoio, silente. Il castello è visibile solo dopo una stretta curva del sentiero, ed è costituito da cinque torri in stucco sormontate da banderuole dorate.

Nel 1952 la scena prevedeva solo il Castello vero e proprio, ma ha ricevuto notevoli miglioramenti nel tempo: gli interni seguirono un anno dopo, nel 1953, includendo la cucina con il cuoco addormentato e il suo assistente, la sentinella addormentata tra gli alberi e la camera da letto della Bella Addormentata nel Bosco, tutte progettate da Pieck.

Reijnders escogita una tecnica ingegnosa per far respirare vistosamente la Bella Addormentata, inventandosi un basilare meccanisco che per mezzo di semplici palle da calcio e un finto busto, riesce a farle alzare il petto creando l’illusione di una principessa dormiente.

Il Piccolo Messaggio

Si tratta di uno gnomo che, seduto su un piedistallo, indica con il pollice e una certa insistenza i vicini gabinetti….

Nella fiaba concepita dal parco, il Piccolo Messaggero è presentato come un fedele messaggero del Re. Egli aveva il compito di mostrare la giusta strada da seguire a tutti i passanti e dava loro sempre un detto allegro, un “piccolo messaggio”; il Re, molto colpito dai meriti del Piccolo Messaggero, volle ringraziarlo per i suoi sforzi. Un pomeriggio, quando egli si addormentò nell’erba, un uccellino beccò la piuma dal suo berretto; una volta svegliato, il Piccolo Messaggero scopre di essersi completamente perduto: non riesce a ricordare alcun percorso e indica a tutti la direzione sbagliata. Un momento molto difficile per il loquace gnomo! Fortunatamente, ecco arrivare il Re con una serie di araldi, che gli porta il suo dono: una nuova piuma rossa, ancora più bella della prima. E da quel giorno, ecco che riprese a mostrare a tutti di nuovo la strada giusta…

Da subito tra le icone del parco, tanto da diventare per anni l’unico personaggio accostato al logo del parco, il Piccolo Messaggio è stata tra le primissime statue del parco a contenere un sistema di altoparlanti, e divenne così celebre che nell’ottobre del 1963 venne rubato da un’associazione studentesca della St. Olof di Tilburg. L’idea era quella di usare il folletto come simbolo per trasmettere un “piccolo messaggio” di unità tra gli studenti. I membri della St. Olof riportarono poi lo gnomo a casa accompagnandolo con ben quattro autobus pieni di studenti, tutti con indosso i berretti verdi e gialli dell’associazione.

Collo Lungo

“I Sei Servitori” è una fiaba dei Fratelli Grimm su un principe che, con l’aiuto di sei servitori, ognuno con un dono speciale, riesce a conquistare la mano di una principessa. La fiaba è rappresentata da Collo Lungo, uno di questi sei servitori (in olandese Langnek; da Lange: lungo, e Nek: collo), il noto gigante dal collo allungato, seduto su una roccia circondata da un fossato. La testa e gli occhi si muovono avanti e indietro, indipendentemente l’uno dall’altro, mentre il collo sale e scende lentamente dal colletto della giacca.

Nel corso degli anni sono state apportate molte modifiche, migliorando l’aspetto generale della figura: l’attuale “Lange Nek” ha un collo di ben 4,8 metri di altezza ed è stato progettato da Ton van de Ven nella seconda metà degli anni Settanta, e sottoposto a un’importante restyling nel 2013.

Nella storia dei Grimm, Lange Nek simboleggia la saggezza e la capacità di vedere oltre le apparenze. Il suo lungo collo, che sale verso il cielo mentre i suoi piedi rimangono saldamente ancorati a terra, rappresenta la ricerca della verità. Come Langnek, i servitori devono guardare oltre le ovvie risposte per scoprire la bellezza, la forza e la dolcezza nascoste nel mondo. Per la sua capacità di poter vedere l’intera Foresta, la mappa del parco lo chiamava nel 1953 “Il Guardiano della Foresta”.

Curiosità: pochi sanno che tra il 1954 e il 1960 un secondo dei sei servitori della favola originale era parte integrante dello Sprookjesbos: si trattava di una semplice statua di Kogeloog (Occhio di proiettile), posta poco distante al centro di un laghetto artificiale.

I sei servitori, Efteling

L’Usignolo Cinese

Nel 1952, l’Usignolo Cinese fu arroccato su un ramo vicino a un semplice muro, davanti al quale c’erano dieci fiori che nascevano tra le pietre. Ogni cinque minuti, l’usignolo cantava e i calici dei fiori si aprivano, grazie a una tecnica ingegnosa sviluppata da Reijnders stesso. Sin dal 1999, la fiaba è stata spostata e presentata nella sua attuale incarnazione, molto più complessa, con il Palazzo dell’Imperatore e il suo giardino, ora situati alla fine della foresta; sull’originale muro trova invece posto il suscettibile Drago opera di Ton van de Ven.

Nell’attrazione odierna, i visitatori possono immergersi attraverso scenografie suggestive, effetti speciali come il celebre Fantasma di Pepper e numerosi animatronics. Efteling trasporta gli ospiti nel Palazzo imperiale cinese, circondati da porcellana e giardini incantevoli, dove possono seguire le avventure dell’usignolo, ascoltare il suo canto e scoprire il significato profondo di questa fiaba. L’attrazione racconta di come l’imperatore cinese della storia rimase affascinato dalla melodiosa canzone di un usignolo che cantava alla sua finestra ogni giorno; ma quando egli ricevette in dono un usignolo meccanico ornato di pietre preziose, ordinò all’usignolo di non tornare più. Quando, qualche dopo qualche tempo, l’uccellino automatico si ruppe, l’imperatore divenne così inconsolabile da ammalarsi gravemente, guarendo dal letto di morte solo quando il vero usignolo tornò a cantare per lui, dimostrandogli lealtà nonostante tutti. Questa storia esplora la difficoltà di appropriarsi di un talento naturale che non ci appartiene.

Purtroppo, è notizia recentissima che la scena appena analizzata verrà dismessa nella stagione 2026 del parco e sostituita con una nuova versione più piccola che, a quanto dice Efteling, ricorderà più da vicino l’originale: i sistemi di effettistica utilizzati sono infatti piuttosto datati e di difficile manutenzione, dunque l’edificio che la ospita verrà probabilmente riconvertito per ospitare una nuova esperienza, per ora comunicata come “Fairytale Library” (Biblioteca delle Fiabe).

Usignolo Cinese, oggi - Efteling

L’attuale versione della favola dedicata all’Usignolo Cinese

Pozzo e Casa di Vrouw Holle

Sulla strada per la Herautenplein, la Piazza degli Araldi, i visitatori trovano la casa di Madama Holle (traducibile come “donna” o “signora Holle”), la cui storia può essere vista e ascoltata nel suo pozzo attraverso un piccolo diorama. Una vedova ha due figlie: una bella e laboriosa, Rita, e l’altra brutta e pigra, Mira. La madre preferisce la figlia pigra, costringendo l’altra a fare tutto il lavoro di casa. Un giorno, mentre fila la lana, Rita lasciò cadere per errore il filo nel pozzo, e, disperata, si gettò nell’acqua del pozzo per timore di doversela vedere con le grida della madre e della sorella. Subito Rita si ritrovò in un mondo magico dove incontrò Madama Holle, una vecchia signora che le chiese di scuotere i suoi cuscini pieni di piume per far nevicare sulla Terra. La ragazza eseguì il compito con diligenza e, come ricompensa, venne coperta d’oro. Quando tornò a casa, la madre mandò la figlia pigra a fare lo stesso, ma questa, non essendo diligente, venne coperta di pece. La storia tratta temi come la giustizia, la diligenza e la dovuta ricompensa per il duro lavoro.

Vrouw Holle, Efteling

Il pozzo e la casa di Madama Holle

Passato il pozzo, ecco la facciata della casa di Madama Holle: da sotto la porta a sinistra fuoriesce una scia d’oro, lo stesso con la quale Rita è stata premiata, mentre sotto la porta a destra si vede gocciolare pece, con cui Mina fu cosparsa per punizione.

Dal 2006, un animatronic di Vrouw Holle si sporge dalla finestra per scuotere il proprio cuscino e iniziare una nevicata, riprodotta con una macchina per la schiuma – questo effetto, molto popolare, è stato riprodotto più volte in altri Boschi delle Fiabe in giro per l’Europa. Un pannello sul recinto intorno al piccolo cortile della casa indica al visitatore di chiamarla bussando alla porta per vedere la neve cadere. La casa utilizzata alle origini per la scena risaliva addirittura a prima dell’apertura di Efteling, e fu costruita nel 1945 come capanna per gli scout locali, e per alcuni anni a partire dal 1963 venne persino utilizzata come piccolo Museo delle Fiabe. Demolita nel 2019, fu completamente ricostruita nel 2022.

Vrouw Holle, Efteling - Bozzetti

Gli splendidi bozzetti originali dedicati alla scena

Il Sentiero dei Funghi (o Villaggio degli Gnomi)

Il Villaggio degli Gnomi mostra la vita dello gnomo, una creatura mitologica ben nota nei racconti popolari, dentro e intorno a varie case ricavate da diversi funghi. Le varie scene furono realizzate tra il 1952 e il 1980 su più progetti di Anton Pieck, Ton van de Ven e Henny Knoet, che andarono a integrare sempre nuovi personaggi nella celebre rappresentazione.

Una delle attrazioni più incantevoli di tutta Efteling, questo percorso porta i visitatori ad esplorare un piccolo mondo popolato da gnomi e funghi portati in vita da movimenti e suoni che rendono l’esperienza memorabile. Gli ospiti possono interagire direttamente con alcune delle installazioni, come ad esempio ascoltando le storie raccontate dagli gnomi stessi o attivando più effetti speciali nascosti lungo il percorso. Oltre a essere un’attrazione visivamente affascinante, il cosiddetto Sentiero dei Funghi offre anche informazioni educative sulla natura e il folklore europeo, rendendolo adatto a tutte le età.

Villagio degli Gnomi, Efteling

Alcuni dettagli del Kabouterdorp, dall’olandese “Kabouter” = gnomo e “Dorp”, villaggio

Il Sentiero dei Funghi è stato il primo percorso tematico creato a Efteling e ha subito diverse modifiche e miglioramenti nel corso degli anni così da mantenere la sua magia e attrattiva. Passeggiare lungo il Villaggio degli Gnomi è un’esperienza che da sola richiede circa 30 minuti di visita, ma molti visitatori scelgono di prendersi più tempo per godersi ogni dettaglio. Completamente rinnovato nel 2018, alle varie scene sono stati aggiunti alcuni animali della foresta. Il Villaggio degli Gnomi è stato, tra le altre cose, in qualche modo l’ispirazione diretta per le origini del parco Plopsaland.

Villagio degli Gnomi, Efteling - 1952

La costruzione e un paio di bozzetti relativi al Villaggio degli Gnomi come pensato nel 1952

Il Pappagallo Parlante

Il semplice funzionamento di un altoparlante, tecnologia ai tempi innovativa, è alla base di questa famosa statua situata nel cuore di Efteling: dicendo qualunque cosa al pappagallo, ecco che egli lo ripeterà nel suo tono alto e stridulo per la gioia dei più piccini.

La favola cui questa piccola installazione si ispira è quella della “Principessa Cattiva”, che racconta di una piccola e arcigna principessa, appunto, che prova così tanta gioia nell’imitare malignamente le persone da venire punita da una fata con la tramutazione in pappagallo. Volata verso il palazzo, la variopinta creatura diventa motivo di gioia e risate al palazzo, ma la sua trasformazione viene presto annullata quando, finalmente, la stessa si rende conto del dispiacere che i suoi atteggiamenti hanno provocato in chi, da umana, una volta canzonava.

Pappagallo Parlante, Efteling

La simpatica “Principessa Cattiva” in una foto d’epoca

La Grotta di Biancaneve

Ispirata alla più famosa fiaba dei fratelli Grimm, “Biancaneve e i Sette Nani”, Efteling vede realizzato il progetto originale di Anton Pieck in forma di una complessa attrazione già nel 1952, ma riceve significative espansioni nel 1975 e di nuovo nel 1999.

Nel 1952 la fiaba fu pensata per essere ospitata in una grotta con in cima una torre, in una forma molto diversa da quella attuale. Nei primi anni si scendeva attraverso una scala nella grotta fino a scorgere Biancaneve nella sua bara di vetro, circondata dai Sette Nani in lutto. Successivamente furono installate delle finestre in modo da poter vedere la scena da dietro un vetro. Sul lato della piazza che ospitava l’attrazione c’era poi un’apertura che scorreva per tutta la sua larghezza, attraverso la quale entrava la luce del sole a illuminare la statua, i cui capelli, come riportano alcune fonti, sarebbero stati ottenuti da Peter Reijnders dalle suore francesi di Sant’Anna residenti a Eindhoven, dove si trovava la casa del cineasta presso cui la figura venne assemblata.

Nel 1975, la fiaba statica, considerata obsoleta, fu notevolmente migliorata e sotto la guida di Ton van de Ven. Viene mantenuto il concetto di Biancaneve nella bara di vetro e dei Sette Nani che la circondano, così come il disegno originale di Anton Pieck viene mantenuto abbastanza fedelmente, con i nani che stanno nelle stesse posizioni attorno alla bara, ma le loro statue in pietra furono sostituite da “robots” in movimento, ai tempi gli animatronici più avanzati che Efteling avesse mai costruito. Il meccanismo dei dischi a camme testato in questa occasione verrà successivamente utilizzato tra l’altro per movimentare le numerosissime figure umane e animali di Fata Morgana. La grotta stessa fu in questa occasione modificata rendendo l’interno più buio.

Le modifiche avvenute nel 1999 hanno reso infine l’attrazione di Biancaneve ancora più immersiva e tecnologicamente avanzata, migliorando significativamente l’esperienza dei visitatori; il nuovo impiego di animatronics avanzati e di nuovi effetti speciali ha permesso di raccontare la fiaba in modo più dinamico. La fiaba è raffigurata in due parti: visitiamo ora per primo il castello della matrigna di Biancaneve, e solo successivamente accediamo alla grotta con la bara di vetro di Biancaneve.

Castello di Biancaneve, Efteling

Il Castello della matrigna di Biancaneve e una vista della Grotta rinnovata

L’attrazione utilizza ad oggi una combinazione di animatronics, effetti speciali e scenografie dettagliate pensate per raccontare al meglio la storia di Biancaneve. Tutti i personaggi principali della fiaba, sono progettati per muoversi e interagire con l’ambiente circostante, animato con l’uso di luci, suoni e proiezioni in un’atmosfera surreale e magica. Tra le più note e inquietanti c’è sicuramente la scena in cui la Regina Cattiva trasforma il suo aspetto davanti allo Specchio Magico, resa particolarmente impressionante grazie a un gioco di luci e (ovviamente) specchi, accompagnata da una colonna sonora originale tra le prime ad essere composte per il parco.

Il castello è stato costruito con mattoni a vista, in linea con lo stile della vicina Porta del Principe e dell’originale grotta di Biancaneve. Questo ha contribuito a creare un aspetto più coerente e grandioso per l’attrazione. La costruzione del Castello consente anche di oscurare la vista sul parcheggio presente dietro Sprooksjebos. L’illuminazione è stata inoltre ulteriormente migliorata per accentuare i dettagli e creare effetti visivi più impressionanti al buio, ora ancora più pronunciato rispetto alla versione introdotta negli anni Settanta.

Castello di Biancaneve, Efteling - Presente

Vista dell’ingresso dello show di animatronics dedicato a Biancaneve nel suo stato attuale

Lo Specchio Magico introdotto nel castello funziona grazie a una retroproiezione delle immagini della matrigna su uno speciale rivestimento. Il proiettore rimane permanentemente acceso, mentre un paraluce meccanico oscura lo specchio tra uno spettacolo e l’altro. Il film utilizza il morphing per trasformare la matrigna da Regina a Strega Cattiva, richiedendo quattro riprese separate dell’attrice che ripeteva gli stessi movimenti, aiutata da raggi laser e una piattaforma mobile su ruote. Oltre che dalla suggestione data dalla recitazione e dall’interpretazione sia del narratore che della matrigna, il potere della fiaba è determinato dagli effetti che simulano una tempesta al di fuori delle mura del castello. In sincronia con il film, la stanza si illumina di conseguenza e vengono utilizzati effetti sonori per enfatizzare ulteriormente la rabbia omicida della matrigna. Il temporale si scatena dunque quando lei rompe lo specchio, mentre l’intera stanza viene illuminata da un lampo di luce bianca.

Piazza dell’Araldo

L’ultima delle attrazioni di cui parleremo oggi è la Piazza dell’Araldo, che oggi accoglie numerosissime fiabe e servizi. Spesso definita “il luogo dove tutto ebbe inizio” dagli appassionati del parco, questo spiazzo dà accesso alla già analizzata Grotta di Biancaneve e ospita le toilette scherzosamente puntate dal Piccolo Messaggio, e includeva al suo interno già nel 1952 le rappresentazioni di due diverse fiabe.

La prima, il Principe Ranocchio, si ergeva già come oggi in forma di fontana al centro della Piazza, riconducendo alla famosa storia del principe trasformato in rana che solo un bacio di vero amore può riportare alla forma umana. Composta in realtà da un gruppo di quattro rane che, con i loro getti d’acqua, mantengono in aria una palla dorata – quella che, nella fiaba, la principessa perde in uno stagno e la rana recupera per lei -, la fontana fu la principale ispirazione per lo show serale Aquanura, il cui lago frontale a Fata Morgana ospita altre quattro rane che, con i loro giochi d’acqua, danno il via allo spettacolo. Come moltissime delle scene dello Sprookjesbos, anche questa venne rinnovata e rivista più volte, fino ad arrivare al risultato odierno.

La seconda e ultima delle dieci diabe rappresentate nella Efteling del 1952 è quella dell’Orologio Magico, situata in un angolo della piazza attorno appunto a una torre dotata di orologio e sei banditori. Fiaba ideata dallo stesso Peter Reijnders, racconta di un mago che tenta di vendere un orologio dotato di proprietà magiche a sei principi, ma per tutti il prezzo è troppo alto: i nobili decidono dunque di rubare l’orologio con l’aiuto dell’aiutante del mago, chiamato Slimme Toon, e di installarlo su un’alta torre. Il potente mago, adirato per l’inganno e il tradimento, trasformò i sei principi in banditori immobili col compito di annunciare il passare delle ore, mentre un carosello di cavalieri che adorna l’orologio avrebbe ricordato ai passanti i tempi in cui loro stessi erano stati liberi e felici, mentre Slimme Toon fu posto dal mago sulla cima del tetto del torrione, incaricato di suonare la campana in eterno.

La famosissima colonna sonora che avvolge la scena è “By the Sleepy Lagoon” di Eric Coates, un calmo valzer che, insieme all’idea delle rane provenienti dalla fontana antistante, portò all’origine di Aquanura: ancora oggi questa melodia apre infatti ogni sessione e versione dello show.

Oltre a queste due storie, la Piazza dell’Araldo presenta anche la Porta del Principe, una uscita diretta che riportava i visitatori del Bosco delle Fiabe nel resto del parco naturale di Efteling, al tempo composto di spazi votati al relax, una casa del tè, un laghetto e campi sportivi, riprodotta anche nel Diorama ospitato nel Palazzo del Carosello poco distante dal bosco. Seguiranno più tardi la Porta delle Streghe e la Porta dei Soldati, oltre a più semplici accessi e uscite “di servizio” all’area, come quella recentemente inaugurata nei pressi dell’Efteling Grand Hotel.

Il potere delle fiabe

Visitare lo Sprookjesbos di Efteling è un’esperienza magica che trasporta i visitatori in un mondo di fiabe e meraviglie. Ogni angolo del bosco racconta una storia diversa, con dettagli curati e tecnologie innovative che rendono ogni visita unica e indimenticabile; innumerevoli sono i dettagli nascosti che impreziosiscono tanto le vie del bosco, piene zeppe di altoparlanti nascosti e diffusori di nebbia artificiale, quanto i vari e numerosi show di animatronics presenti. Che siate o meno al parco con dei bambini al seguito, il Bosco delle Fiabe offre ancora oggi un’avventura incantata che risveglia l’immaginazione e il senso di meraviglia in ognuno di noi.

Ci sono così tante cose da osservare, apprezzare e manipolare che ci vorrebbero decine di pagine per descrivere tutto ciò che offre il “Bosco delle Fiabe”. Vuoi saperne ancora di più? A luglio potrai visitare Efteling insieme a noi e alla nostra ParksPlanet Academy!

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Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!

L’inaugurazione nel 2025 della 31° favola ospitata dal celebre Sprookjesbos, il Bosco delle Fiabe simbolo di Efteling, «La principessa sul pisello» – accende il desiderio di tornare indietro nel tempo e sfogliare la storia delle origini della creazione di questi luoghi magici che hanno contribuito notevolmente alla notorietà del parco.

Inaugurato nel lontano 1952 con appena dieci prime fiabe al suo interno, questo luogo incantato fu progettato per immergere i visitatori nelle fiabe di autori classici come i fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e Charles Perrault.

L’idea di creare un luogo come lo Sprookjesbos è nata dall’immaginazione di Peter Reijnders e Anton Pieck, i padri fondatori di Efteling. Reijnders, cineasta e inventore, portò la sua esperienza tecnica nel dare vita ai personaggi animati, mentre Pieck, artista rinomato, si occupò delle illustrazioni su cui si basarono le effettive realizzazioni e dei decori incantevoli disseminati ovunque. Insieme, i due hanno creato un mondo dove i visitatori possono ancora oggi passeggiare e scoprire in prima persona scene provenienti da fiabe famose come Cenerentola, Biancaneve e i Sette Nani e molte altre ancora.

Sprookjesbos - La principessa sul pisello

La Principessa sul pisello è la fiaba novità 2025 di Sprookjesbos, Efteling

Fin dalla sua apertura, Sprookjesbos si è evoluto e ampliato, aggiungendo nuove fiabe e personaggi per meravigliare i visitatori di tutte le età. È un luogo dove le pagine degli impolverati libri delle fiabe prendono vita, offrendo un’esperienza indimenticabile. Le storie stesse, l’intrattenimento fornito dagli effetti speciali e ovviamente i set coinvolgenti creano un’esperienza unica, specialmente per i bambini e per coloro che hanno mantenuto l’anima del proprio bambino interiore.

Le vere origini di Efteling

La storia di Efteling inizia in realtà nel 1933, quando il vicario Rietra e il pastore de Klijn ebbero l’idea di sviluppare un complesso sportivo a sud di Kaatsheuvel (ecco spiegato il nome della strada che conduce al parco, la Pastoor Rietraweg). Questo complesso sportivo, chiamato R.K. Sports en Wandelpark, fu inaugurato nel 1935 con un campo di calcio, campi da allenamento e poi di un’area giochi.

Efteling nel 1950

Efteling negli anni ’50

Nel 1950 fu il turno della fondazione del parco naturale De Efteling per migliorare lo sviluppo fisico e il rilassamento degli abitanti di Loon op Zand. Anche il turismo era un obiettivo cardine: fu proprio il sindaco di Loon op Zand, il signor Reinier van der Heijden, che convinto del fatto che turismo fosse sinonimo di boom economico volle trasformare il parco sportivo di Kaatsheuvel in un luogo ricreativo. Il parco, di cui proprio van der Heijden divenne Presidente: investì oltre un milione di fiorini della tesoreria comunale nel parco e acquistò rapidamente 65 ettari di terreno, su cui furono edificati uno stagno, ampi parcheggi, campi sportivi, una sala da tè e nuove attrezzature da gioco inaugurate l’11 maggio del 1951. La Tea House fu il primissimo punto di ristoro storico del parco naturale di Efteling, convertito tra il 1968 e il 1975 nel ristorante che ora conosciamo come Het Witte Paard (“Il Cavallo Bianco”).

Durante una festa di famiglia, van der Heijden riuscì a convincere suo cognato, il già citato cineasta Peter Reijnders, ad aiutarlo a pensare a delle possibilità per rendere il parco più attraente. La moglie del sindaco ebbe l’idea di “un giardino da favola”, simile a quello temporaneo che l’azienda olandese Philips aveva creato quell’anno a Eindhoven. Reijnders, che lavorava allora proprio alla Philips, pensò a una versione permanente dello stesso concept. Grazie alla sua grande ingegnosità tecnica, inventò tutti i tipi di trucchi e meccanismi per dare vita alle rappresentazioni delle fiabe. Il suo lavoro fu essenziale per gettare le basi del parco come lo conosciamo oggi.

De Efteling

I cancelli del parco naturale De Efteling in una foto d’epoca

Benvenuti nel bosco incantato

Inizialmente, le fiabe previste erano destinate agli adulti più che ai bambini: ognuna trasmetteva infatti una lezione di vita. Parte del folklore europeo, le fiabe venivano trasmesse di generazione in generazione oralmente, di cui spesso ogni nazione e regione ha una propria versione, arricchita da coloro che di volta in volta si trovano a raccontarle.

Inizialmente reticente, Anton Pieck venne coinvolto nel progetto solo dopo qualche insistenza da parte di Reijnders, che gli Reijnders promette che nella costruzione della sua Foresta delle Fiabe verranno utilizzati solo materiali autentici e di pregio: vere pietre antiche, vere tegole e vere travi di legno…  A questo punto Anton Pieck realizza in totale oltre 1500 schizzi, bozzetti e disegni per innumerevoli edifici, personaggi fiabeschi e decorazioni, mentre l’implementazione tecnica viene pensata dallo stesso Peter Reijnders.

L’architetto municipale di Kaatsheuvel, il signor G. op den Kamp, che deve realizzare fisicamente queste fantasie, si trova di fronte a grandi difficoltà: non c’è la minima intenzione di edificare torri e tetti dritti, ma ogni cosa deve anzi essere costruita esattamente come indicato nei disegni, con torri pendenti e tetti semisprofondati, mantenendo solidità e robustezza. È necessaria molta sperimentazione per ottenere l’effetto giusto, e tutto deve essere costruito in modo storto e irregolare, fumettoso. Nella primavera del 1952 ogni costruttore lavorò agli edifici fiabeschi di Pieck a spese del comune, che spese altri 600.000 fiorini nel parco attraverso il sindaco van der Heijden.

Nella primavera del 1952 sorge finalmente una prima versione dello Sprookjesbos con dieci scene in movimento. L’ingresso alla Foresta delle Fiabe è formato dal Castello della Bella Addormentata, composto da cinque torri, costruito su una collina di sette metri. L’apertura ufficiale del Bosco delle Fiabe avviene il 31 maggio 1952, giornata storica durante la quale i cancelli vengono aperti senza alcuna cerimonia di inaugurazione particolare. I visitatori devono pagare 80 centesimi del tempo (0,36 € di oggi) per il loro biglietto d’ingresso e entrano nella Foresta delle Fiabe attraverso l’originale “Porta delle Streghe”.

Il Bosco delle Fiabe oggi

Sprookjesbos si trova oggi nell’area del parco che porta il nome di Marerijk (Il Reame della Narrazione); la parola “mare” in olandese antico significa narrazione e “rijk” significa reame. L’area in questione si estende su oltre sei ettari, e in questa parte del parco si trovano, oltre alla Foresta delle Fiabe, Droomvlucht, lo spettacolo Raveleijn, il paese dei Lavenaars (Volk van Laaf), la Villa Volta e una delle due fermate del treno a vapore.

L’area è tutt’ora completamente immersa in un grande bosco, creando un’atmosfera molto suggestiva in qualsiasi periodo dell’anno, con qualsiasi condizione meteorologica o orario di visita. La Foresta delle Fiabe ha un ingresso principale poco appariscente situato appunto nel Marerijk, tra il Palazzo del Carosello e il grande negozio In den Oude Marskramer. Ha però anche un ingresso laterale proprio sulla Passeggiata Pardoes, viale dedicato alla mascotte del parco, che porta direttamente al centro della Foresta rendendo la visita completa dell’area più complessa nell’orientamento.

L’apertura al pubblico del Bosco delle Fiabe è considerata dai più come il vero punto di partenza fondativo per l’Efteling che conosciamo oggi. Il design distintivo di Anton Pieck (1895-1987) e dell’altrettanto importante disegnatore Ton van de Ven (1944-2015) è chiaramente centrale. Proprio la nomina di Van de Ven come direttore creativo nel 1974 segnerà tra l’altro una chiara svolta per il futuro del parco.

Talenti favolosi

Le rappresentazioni delle storie fatate di Sprookjesbos possono essere intere scene, anche piuttosto lunghe, ospitate in edifici coperti, show all’aperto o anche solo raccontate sotto forma di animatronic (come il Re Troll e il famoso Drago), statua fissa o fontana. Il numero di fiabe cresce costantemente nel corso degli anni, fino al numero attuale di ben 31 fiabe (ma nella storia di Efteling ce ne sono ben 34, di cui 3 spostate o rimosse dall’area, senza contare il celebre Captain Gijs, il famoso “cestino interattivo” dotato di cannone ora trasferitosi vicino al water coaster De Vliegende Hollander).

Negli anni successivi a quelli di Pieck, molte altre personalità importanti per la storia del parco continuaraono il lavoro, tra cui: Ton van de Ven (Fata Morgana, Droomvlucht), Michel den Dulk (attivo a Europa-Park e ora Imagineer per Disneyland, responsabile, tra gli altri, di Frozen Ever After e della futura area dedicata al Re Leone a Disneyland Paris). Tra i designer che hanno contribuito al meraviglioso bosco di Efteling c’è però anche un italiano: Alessio Castellani.

Alessio Castellani (nato a Torino nel 1976, illustratore e disegnatore di personaggi) ha lavorato infatti su Sprookjesboom, un animatronico di 13 metri di altezza e 13 metri di larghezza composto da ben 1.500 rami e 50.000 foglie, la cui costruzione è costata 3,5 milioni di euro. Inaugurato il 31 marzo 2010, l’Albero delle Fiabe beneficia di numerosi effetti (è capace di parlare per raccontare storie ai visitatori e di muovere la propria intera struttura – tronco, rami e foglie), interagendo direttamente con i visitatori.

Nel 2015, Castellani ha potuto sfruttare il suo background italiano nella progettazione della fiaba di Pinocchio nella Foresta delle Fiabe. Pochi sanno che il Gatto è modellato sull’immagine del suo animale domestico e Geppetto su quella di suo nonno, e che lo stesso Alessio può essere ascoltato come voce di Pinocchio. Ha lasciato Efteling nell’ottobre 2019 dopo più di 11 anni a Efteling.

Oltre alle fiabe già citate, a Efteling potrete scoprire favole scritte persino della regina del Belgio, Fabiola, (Le Ninfee Indiane) o create dal team di Efteling stesso. Concedetevi una o due ore per una passeggiata nella Foresta delle Fiabe, ma ricordate: imboccare una scorciatoia e abbreviare il percorso significa perdersi alcuni scenari! E tu, sei riuscito a vederli tutti?

Continuate a seguirci per leggere la seconda parte dell’articolo qui sul nostro blog, con il quale andremo a scoprire nel dettaglio le prime dieci fiabe costruite a Efteling nel lontano 1952!

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Si ringrazia per molte delle foto utilizzate nell’articolo il portale olandese Eftepedia.nl, una vera e propria enciclopedia per quanto riguarda la storia del parco che vi consigliamo di visitare!