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La realizzazione di Fata Morgana è un progetto ambizioso che mira a creare un’attrazione immersiva ispirata alle storie delle Mille e una notte.

Il percorso offre ai visitatori la possibilità  di scoprire le meraviglie e i misteri del Medio Oriente, attraverso scene animate, effetti speciali e una colonna sonora completamente originale.

Il nome dell’attrazione si riferisce al fenomeno ottico che crea miraggi nel deserto (eccone la spiegazione data da Wikipedia). Il concetto narrativo alla base di Fata Morgana è stato immaginato da Tom Van de Ven, il direttore artistico di Efteling, che voleva rendere omaggio alla cultura e all’immaginazione orientale. La costruzione dell’attrazione è durata tre anni, dal 1983 al 1986, ed è costata circa 7 milioni di euro (prezzo dell’epoca convertito dal fiorino olandese). Fata Morgana fu inaugurata il 16 giugno 1986 alla presenza del principe Bernhard dei Paesi Bassi. Fin dalla sua apertura, Fata Morgana ha accolto milioni di visitatori e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il premio The Award for Outstanding Achievement  per risultati eccezionali nel 2005. Fata Morgana è considerata una delle attrazioni di maggior successo di Efteling e come un capolavoro di design e narrazione. Scopriamo insieme la sua storia!

Fata Morgana

Il miraggio della Città Proibita

Quasi quarant’anni dopo la sua apertura, Fata Morgana resta una delle attrazioni più evocative in Europa, ed è molto apprezzata da schiere di fan e considerata oggi come uno dei punti di forza di Efteling.

Fata Morgana, situato nell’area tematica Anderrijk (Regno Alternativo) sulla Vonderplas (Il Meraviglioso Stagno in italiano) a sud-ovest del parco, è un’attrazione dark ride con un sistema di trasporto Tow Boat Ride (attrazione acquatica tipo fiume lento con barche a fondo piatto, sistema di trasporto elaborato dal produttore svizzero Intamin AG), che attraverso un canale artificiale percorre scene sul tema delle fiabe orientali, portando i passeggeri a sfidare il divieto di ingresso nella “Città Proibita”…

L’attrazione, chiamata anche “The Forbidden City”, offre ai visitatori un viaggio all’interno di un palazzo orientale. Il nome originale del progetto era Fata Medina, nome cambiato per evitare confusione con la città di Medina, cuore della cultura dell’Arabia Saudita.

Efteling Map

La mappa dell’area in cui sorge Fata Morgana

 

Fata Morgana era all’epoca il più grande dark ride in Europa; si trattava dell’ultimo progetto di un ambizioso piano pluriennale iniziato nel 1978. Gli investimenti nel totale prevedevano l’importo astronomico per il tempo di 80 milioni di fìorini olandesi (36,3 milioni di euro attuali).

I progetti creativi sono stati realizzati principalmente da Ton van de Ven, direttore artistico di Efteling, con l’aiuto dell’architetto Jan Verhoeven.

L’apertura, prevista per il 1984, fu rinviata di ben due anni data la complessità degli animatronici, e alla burocrazia legata al deposito di un brevetto presentato da Efteling nel 1985 durante la loro progettazione interna, riferito alla tecnica utilizzata per muovere gli animatronici.

L’attrazione è stata inaugurata in soft opening il 27 marzo 1986 e ufficialmente il 18 giugno dello stesso anno in occasione del 35° anniversario di Efteling, dopo più di cinque anni di lavoro, diventando cosi il primo dark ride del parco.

Fata Morgana Efteling notte

Il Palazzo di Fata Morgana nelle tenebre notturne

 

Ton van de Ven e Anton Pieck

Il designer Ton van de Ven aveva inizialmente programmato Fata Morgana come un’estensione dell’attrazione Gondoletta (anch’essa progettata dalla Intamin e aperta nel 1981, in parte test dichiarato del sistema di trasporto di Fata Morgana, ai tempi già concepita nelle basi dal suo creatore).

Ma quando il progetto è cresciuto in ambizione, non poteva più adattarsi al luogo previsto nel cuore del parco e venne spostato in un’altra parte del parco.

Tom Van de Ven & Anton Pieck, entrambi deceduti (Eftepedia – De Vijf Zintuigen)

 

Ton van de Ven è stato in gran parte ispirato nel suo concept dai disegni dell’illustratore Anton Pieck, primo designer nella storia del parco. Egli fece un viaggio di sei settimane attraverso il Marocco nel 1937 che gli lasciò impressioni indelebili, che hanno contribuito al suo gigantesco lavoro di illustrazione per l’edizione olandese delle fiabe delle 1000 e una notte.

Già nel 1952, l’artista disegnò molti elementi di decorazione, disposizione e architettura per il parco come scene per il “Bosco delle Fiabe” di Efteling.

Nel 1995, a titolo postumo, Anton Pieck è stato onorato dalla Hall of Fame della IAAPA.

 

L’edificio che ospita l’attrazione è costruito come un palazzo orientale, ornato di dieci cupole, due torri, merli e un minareto sovrastante l’ingresso. Le guglie sono tutte ricoperte di vera foglia d’oro.

Dal 2012, il palazzo serve come spettacolare sfondo allo spettacolo acquatico Aquanura, presentato durante l’alta stagione in due versioni contenenti diverse colonne sonore del parco.

Il tema dell’attrazione

L’idea di un’attrazione con i temi delle 1000 e una notte era già ben presente nei futuri progetti di sviluppo e questo a causa della grande quantità di illustrazioni che Anton Pieck aveva progettato per anni negli uffici del parco sull’argomento.

Le 1000 e una notte è una collezione anonima di racconti popolari di origine persiana, indiana e araba. Ripresi dalla popolare tradizione orale, le novelle sono state costantemente riprese e trasformati, arricchite con nuove storie nel corso dei secoli: Scheherazade, Aladdin, Alì Babà e i quaranta ladri, e Sindbad il marinaio, altro personaggio chiave nell’immaginario delle attrazioni di Efteling. A causa della conoscenza limitata delle storie di Scheherazade da parte del grande pubblico olandese ed europeo, si suggerisce l’idea di costruire le scenografie offrendo ai visitatori più riferimenti a diverse fiabe e ambienti, così da formare la propria interpretazione del tema, nonostante la presenza di diversi personaggi che si ripete durante l’attrazione come filo conduttore.

Dopo una visita dei designer di Efteling Ton Van de Ven e dell’architetto Jan Verhoeven a Disneyland negli Stati Uniti, si decise di basare una nuova attrazione sul dark ride Pirates of the Caribbean, ma con un tema ai tempi non ancora così comune nei parchi di divertimento. Si lavorò dunque su elementi diversi: un porto, luoghi di mercato, un Palazzo contenente un harem e delle carceri, collegate da un canale artificiale in cui è possibile riconoscere una sequenza logica di scene. Intanto, i tecnici erano al lavoro dietro le quinte sullo sviluppo della loro versione dell’audio-animatronica, coronata da un enorme Djinn che diverrà simbolo dell’intera attrazione, di cui parleremo nella seconda parte di questo speciale.

“Quando ho visto e sperimentato ”Pirati dei Caraibi”, sono rimasto colpito dalla possibilità di collegare diverse stanze tra loro in cui cose diverse potevano essere mostrate su larga scala. Dovevo essere in grado di usarlo in un modo o nell’altro. Quindi, naturalmente, non pensai nemmeno per un attimo ai pirati, perché erano affare della Disney. Ho trovato fantastico fare qualcosa con le fiabe delle 1000 e una notte. Non è una semplice fiaba, ma una raccolta intera di fiabe di cui la maggior parte delle persone non sa molto, neanche io ne sapevo molto. Certo, sapevo che quei racconti erano già stati illuminati dai disegni di Anton Pieck, ma non sapevo molto delle fiabe stesse. Volevo fare qualcosa con quelle storie, comunque. Uso semplicemente le atmosfere da favola; le metterò insieme. Poi ho detto agli uomini con cui ho lavorato: “Ragazzi, venite, ne parleremo. Racconteremo storie, il che sarebbe divertente e capiremo ciò che potrebbe essere molto bello. Ma una cosa deve essere certa: deve essere diversa da tutto ciò che abbiamo visto altrove nel mondo. Deve rimanere originale.”
Tom Van de Ven

 

Una bozza di trama (denominata “Arabische Show”) fu così scritta e dettagliata dal team di Tom Van de Ven (gli autori Peter van Ostade, Henny Knoet, Mari van Heumen & Henk Smulders), descrivendo nel dettaglio l’attrazione.

Arabische Show: la storia originale dell’attrazione

 

Il primo progetto fu situato sulla nuova piccola isola di Siervijver, più o meno dove si trova oggi Baron 1898. Si trattava di una gita in barca che, partendo da una stazione all’aperto, entra in un palazzo arabo. La posizione pianificata sarebbe stata nuovamente troppo limitata per realizzare un dark ride di alta qualità, e associato a una serie di difficoltà tecniche (sistema di evacuazione, basi da scavare, intervento in uno stagno pre-esistente in caso di riparazione o manutenzioni…). Si optò dunque per un’altra posizione, che fu trovata rapidamente accanto alla Vonderplas.

 

Schizzo di una prima versione dell’isola Siervijver (1980) – (Eftepedia – De Vijf Zintuigen)

 

I primi disegni di costruzione furono sottoposti al comune di Kaatsheuvel nel 1981. Si trattava di un edificio simile nello stile a quello che conosciamo oggi, ma concepito per ergersi da rocce.

Artworks – primi concezioni – (Eftepedia)

 

Molte idee e progetti sono giunte ad essere effettivamente realizzate nella versione finale dell’attrazione, ma alcune cose non ce l’hanno fatta.

Inizialmente, ad esempio, era previsto che le barche che trasportavano i visitatori venissero inseguite dalle guardie del palazzo durante tutto il viaggio, così che le sagome di queste guardie venivano regolarmente viste in varie scene. I piani relativamente a ciò si rivelarono presto troppo ambiziosi per il tempo.

L’intenzione originale era quella di aprire “la Città Proibita” già nel 1984, ma durante lo sviluppo, come già anticipato, il progetto divenne man mano sempre più ambizioso e fu appunto soprattutto a causa degli animatronics che l’inaugurazione slittò di ben due anni.

Dopo aver contattato varie società, in particolare britanniche, di fronte agli alti preventivi Efteling decide di realizzare tutti i set internamente grazie a un dipartimento di ricerca e sviluppo interno.

La leggenda di Fata Morgana

Molto, molto lontano c’è una città orientale chiamata Fata Morgana.
Il sultano, sovrano della città, ha nel suo Palazzo tutto ciò che ha sempre desiderato. Insegue i soldi con voracità e organizza grandi feste dedicate ai soli ricchi, che tuttavia possono partecipare solo se portano soldi.

Non volendo abbandonare il Palazzo, egli lascia semplicemente che la vita nella città faccia il suo corso. Il mercato è contaminato da persone bisognose che cercheranno di venderti qualsiasi cosa, mentre ladri e mendicanti vagano liberamente per le strade. La città non è assolutamente sicura per i ricchi e per i turisti…

In prigione è anche peggio. Grazie al loro lavoro, i prigionieri tengono acceso il fuoco nel Palazzo, lavoro duro e pesante. I supervisori frustano i detenuti che non lavorano abbastanza duramente, e ogni volta che qualcuno crolla viene gettato nelle celle della prigione, dove l’acqua continua a filtrare. Molti prigionieri stanno deperendo, e non c’è giustizia da nessuna parte.

Un giorno il Sultano volle qualcosa di nuovo: voleva vedere il futuro!
Mandò il suo servitore a trovargli un indovino. Dopo alcune settimane il servitore tornò con un indovino di nome Futura. Il sultano, molto impaziente, chiede all’indovino cosa gli avrebbe riservato il futuro, e Futura disse: “vivrai nella ricchezza per altri quaranta mesi, e poi tutto sarà finito. Puoi cambiare il tuo destino ed evitare questa maledizione suonando tutti i canti degli uccelli con un flauto magico”.
“Oh, vattene!” – disse il Sultano indignato – “Bugiardo, fuori dalla mia vista!”

L’indovino se ne andò e passarono quaranta mesi. Il primo giorno del quarantunesimo mese, il Sultano uscì a prendere una boccata d’aria sul suo balcone: nuvole scure veleggiavano intorno alla città.
“Oh”, pensò il Sultano, “probabilmente è un altro monsone, sarà meglio che rientri!”.
Aveva appena chiuso le porte dietro di sé quando scoppiò la tempesta.

Piovve a lungo; le strade erano vuote e l’acqua continuava a salire finchè tutta la città non fu completamente allagata. Gli edifici crollarono sotto la pressione e tutti annegarono. Quasi tutti, a dire il vero: due servi del Sultano rubarono il flauto magico al Sultano dopo che l’indovino se ne andò. Si erano esercitati per mesi nel canto degli uccelli, e quando scoppiò il temporale, suonando, convocarono uno stormo di uccelli che portò via i due servi. Fu proprio così che i due riuscirono a sfuggire alla morte!

 

  • Ti è piaciuto questo speciale? Bene, allora continua a seguire il blog di ParksPlanet per non perderti la seconda parte dell’approfondimento dedicato all’attrazione Fata Morgana, ricca di nuovi aneddoti tecnici!

2023: La Casa dei Fantasmi è tornata

The Haunted Mansion 2023

Uno dei suggestivi poster del film Disney del 2023, ispirato alla scena dell’Endless Hallway dell’attrazione originale

Ebbene sì, La Casa dei Fantasmi è tornata al cinema, e proprio nel ventesimo anniversario del primo film a lei dedicato. La domanda dunque è una sola: il film vale i soldi del biglietto (o dell’abbonamento a Disney+, dove potete già visionarlo)? La domanda, a mio parere, è piuttosto complessa e la risposta cambia a seconda di chi me lo stia chiedendo. Ma andiamo con ordine.

Giorno d’oggi, New Orleans. Lakeith Stanfield – straordinario attore già nel cast di filmoni come “Diamanti Grezzi” dei fratelli Safdie, di “Get Out” di Jordan Peele e di “Sorry to Bother You” di Boots Riley – interpreta Ben, un uomo di scienza in lutto dopo la prematura scomparsa della moglie, guida turistica cittadina specializzata in Ghost Tours (ovvero quei tour della città che tanto piacciono a noi amanti dell’horror e del viaggio, e che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita). E già qui, solo per questa scelta, bisogna dare all’opera di Justin Simien un punto per aver scelto di affrontare con maturità i temi della morte e del dolore che tale evento inevitabilmente causa; ammettiamolo, non è né semplice né scontato scrivere e dirigere un film per famiglie che abbia per protagonista un vedovo. Contattato da Padre Kent – un bravissimo Owen Wilson, protagonista di una pazzesca citazione al cult horror “L’Esorcista” che è tra i momenti più riusciti del film -, Ben decide di aiutare la madre single Gabbie (Rosario Dawson) e il figlioletto di nove anni Travis (Chase W. Dillon) a sgombrare un’affascinante villa dalla presenza di numerosi fantasmi grazie a una particolare macchina fotografica da lui costruita, capace di renderli in qualche misura visibili all’occhio umano.

Ed è questa la parte più riuscita del film di Justin Simien, la cui regia è peraltro classica ma piuttosto buona; la costruzione di personaggi tridimensionali e interessanti, con un paio di assi nella manica e segreti nel cassetto da rivelare al momento giusto. Il cast conta persino la presenza di Jamie Lee Curtis, icona del Cinema horror e scream queen per eccellenza sin dal lontano 1978 di “Halloween” di John Carpenter, nei panni di niente meno che Madame Leota. Riusciranno i nostri eroi a rompere la maledizione che non infesta solamente la dimora gotica al centro del racconto, ma anche la loro vita quotidiana al di fuori delle sue mura?

Ah, a proposito di maledizioni: una scena particolarmente sadica vi ripianterà nel cervello per almeno qualche ora la celebre marcetta di “It’s A Small World”. Siete stati avvisati!

The Haunted Mansion 2023

Il cast de “La Casa dei Fantasmi” di Justin Simien si prepara ad affrontare gli spettri

Aiutati dal divertente Professor Bruce Davis di Danny DeVito, i nostri indagano sulla maledizione che aleggia sulla Casa dei Fantasmi fino a doversela vedere con la sua diretta origine (segue spoiler solo per chiunque non avesse visto manco per sbaglio il trailer del film), ovvero l’Hatbox Ghost interpretato da – ouch – Jared Leto. Peccato che il film, che per carità non è che sulla carta avrebbe dovuto terrorizzarci ma sarebbe teoricamente un film horror, non faccia mai minimamente paura, e che gli unici due momenti di minima tensione fossero appunto presenti nel trailer del film. Detto ciò, i problemi del film sono purtroppo numerosi e diversi, ma tutti molto evidenti.

Facciamo un passo indietro. Ricordate la macchina fotografica citata nella sinossi del film fatta poc’anzi? Ecco. Pur venendo presentata come fulcro del film sin dai poster, viene poi presto dimenticata completamente, senza avere praticamente alcun ruolo attivo nella vicenda, e questo solo perché i fantasmi, a una certa, vanno fatti vedere. Giusto, se non fosse che da quel momento in poi il vago senso di minaccia finora presente nella sceneggiatura non venisse completamente meno; i fantasmi che infestano la casa, particolarmente poco ispirati dal punto di vista visivo e animati da una CGI che proprio di altissimo livello non è, sono piuttosto innocui, scemi, e persino poco numerosi (aspettatevene molti meno di 999!).

Insomma, il film paga la facile scelta di uno stile troppo cartoonesco, e di non osare assolutamente mai di virare su un horror che non sia di pura facciata e blando, cosa piuttosto strana viste le premesse piuttosto adulte e intelligentemente commoventi alla base dei personaggi al centro delle vicende narrate. Ma non preoccupatevi, a farvi paura ci sarà lo spettro del product placement, presente a livelli talmente folli da intervenire persino durante la scena di pianto del protagonista che, con voce spezzata, racconta la morte della moglie. Vedere per credere.

2003: La Casa dei Fantasmi esordisce nei cinema

The Haunted Mansion 2003

L’idolo degli anni ’80/’90, Eddie Murphy, per l’occasione pronto a cantare in compagnia dei marmorei Singing Busts

Sarebbe bellissimo a questo punto tornare indietro nel tempo con la mente e gloriarsi, come spesso accade nel mondo del Cinema americano recente qualora venga prodotto un ennesimo remake/reboot, dei ricordi del film del 2003 diretto da Rob Minkoff – che stimeremo comunque per sempre come regista de “Il Re Leone”, capolavoro della rinascita Disney anni ’90. Diciamolo subito, invece: “La Casa dei Fantasmi” non è un film particolarmente riuscito. Ma parliamone, perché sotto sotto…

L’opera di Minkoff si apre con un momento piena di vita, animata da una festa in maschera di altri tempi, scandita dal battere di una pendola e dalle nefaste carte dei tarocchi che piovono sui bellissimi titoli di testa, fino a mostrarci la morte di Elizabeth Henshaw e il conseguente suicidio del suo innamoratissimo Edward Gracey, che getta nella rovina e nel dolore la splendida dimora di Gracey Manor. Coraggioso sin dalle immagini di apertura – questa volta mostrate, e dunque non solo raccontate –  il film comincia immediatamente a preoccupare un pochino i genitori che hanno accompagnato i teneri figliuoli, non ancora terrorizzati, in sala. Da questo momento in poi, il delirio.

Il film, assolutamente sorretto da un Eddie Murphy incredibile nel ruolo dell’agente immobiliare Jim Evers e dalla bellissima moglie Sarah interpretata da Marsha Thomason, utilizza le gag comiche e il faccione divertente dell’idolo degli anni ’80 Murphy per far respirare un minimo il suo target principale (i bambini e ragazzini, incredibilmente) passando il resto del run time del film a terrorizzarli a morte grazie a un’atmosfera cupa e tetra che nemmeno la bellezza di Gracey Manor può alleviare, e a dei jumpscares davvero ben congeniati – merito anche della perfetta interpretazione di Terence Stamp, ovvero il più grande punto di forza del film.

La Casa dei Fantasmi 2003 GIF

Ve lo ricordate ancora questo, vero? E gli zombie, quelli ve li ricordate?

Se per qualche misterioso motivo i pargoli dovessero non essere ancora in lacrime entro i tre quarti del film, lasciate fare agli zombie del leggendario make-up artist Rick Baker (“L’Esorcista”, “Un lupo mannaro americano a Londra”, “Videodrome” e il videoclip di Michael Jackson “Thriller” contengono tutti le sue folli creazioni). Come sempre, gli effetti speciali pratici, quali appunto i non-morti al centro della scena cult del mausoleo, fanno impallidire la CGI, specie quando non è delle migliori.

Altro fun fact: questo film non esplicita mai che ben 999 anime infestino la Casa, eppure tutta la magione e il suo adiacente cimitero sembrano davvero attivi e brulicanti di vita, e rendono bene a schermo l’idea di folle e divertente festa presente nell’attrazione Disney. Non un traguardo di poco conto!

Insomma, non un film perfetto dicevamo, impreziosito da una sceneggiatura sì imperfetta ma comunque molto divertente, e da un ritmo invidiabile rispetto alla versione 2023 della storia. In entrambi i casi siamo davanti a due interessanti film che hanno tentato la via del blockbuster tramite la scelta del black cinema, anche complice l’affascinante location di New Orleans, e in entrambi i casi siamo davanti a un flop alla prova del botteghino. Dunque cosa è andato storto?

1969: The Haunted Mansion apre i battenti

The Haunted Mansion - Disneyland

The Haunted Mansion, la dark ride Disney più celebre di tutti i tempi (astenersi pirati, Yo-Ho, Yo-Ho)

Disneyland nasce, tra le altre cose, dall’idea di Walt Disney di portare nel reame del mondo fisico le proprie storie, opere e personaggi; ironico dunque che proprio le due attrazioni realizzate dai Disney Imagineers ad Anaheim che per eccellenza non provengano da un film siano diventate in un secondo momento Cinema. Se il destino dei Pirati dei Caraibi e di Johnny Depp è stato molto diverso da quello della Casa dei Fantasmi e dei suoi ospiti, però, di chi è la colpa?
Se persino un film come Jungle Cruise, basato su un’attrazione Disney comunque meno celebre – almeno a livello internazionale – incassa più di questo nuovo film, quale può essere la causa?

Partiamo dai numeri e da quest’ultimo confronto. “Jungle Cruise” è costato a Disney 200 milioni di dollari, più ben 362 milioni per il marketing del film, incassandone globalmente 221, ergo costando alla casa di produzione Walt Disney Pictures circa 341 milioni di dollari ma recuperando per lo meno per intero il costo di produzione dell’opera stessa.

“La Casa dei Fantasmi” conta nel 2023 su un budget di quasi 158 milioni di dollari e – si dice – circa altri 150 per il solo marketing, ma ne incassa globalmente solo 117, ripagando dunque di 0,7 volte il budget di produzione della pellicola. Qualche altro dato: “Oppenheimer” di Christopher Nolan si stima sia costato quest’anno 100 milioni di dollari, e “Barbie”, altro campione di incassi di quest’annata cinematografica, 145 milioni di dollari.

Ben sapendo che queste cifre non tengono ancora conto di quanto margine deriverà dalla piattaforma streaming di Disney+ e dalla futura vendita dei diritti di messa in onda dell’opera, restano comunque indicative di un modo di fare Cinema che non si può non definire piuttosto miope e altamente rischioso.

Guillermo Del Toro

Questo simpatico signore messicano qui sopra avrebbe forse fatto meglio?

Parlando da un punto di vista più legato alla creatività e all’arte, non si può negare che entrambi i film funzionino piuttosto bene dal punto di vista delle scenografie e del ritmo, pur peccando uno nella sceneggiatura e nella CGI e l’altro probabilmente nell’essere stato distribuito in un periodo piuttosto infelice (Disney palesemente si aspettava di replicare il successo dei Pirati, ma perché diavolo distribuire un film di Halloween il giorno del Ringraziamento?).

Bene lavorano entrambi anche relativamente al citazionismo nerd, geek e ParksPlanettaro che permette ai fan sfegatati dell’attrazione e dei parchi di additare a schermo MIRIADI di riferimenti ad elementi visivi, sonori e quant’altro provenienti dall’attrazione originale, ma diciamocela tutta: il Cinema è un mezzo di comunicazione, lo storytelling del parco a tema un altro, e se tra le due arti non si costruisce un equilibrio che vada oltre al citazionismo duro e puro, vedasi appunto il lavoro fatto su Pirati dei Caraibi, il risultato non può che deludere una o l’altra parte dello schieramento. Bello citare Rolly Crump e gli spettri dei Duellanti, bellissimo vedere finalmente la Haunted Mansion di Orlando sul grande schermo, e pure l’Endless Hallway e la Grand Staircase (circa), ancora meglio vedere prendere vita lo spettro di Captain Gore – primo proprietario di casa immaginato per la Haunted Mansion di Disneyland e motivo del caratteristico segnavento a forma di nave pirata sul suo tetto – ma il fan resterà di fatto deluso poiché anche in questo caso gli avvenimenti del film non possono certo essere definiti canon rispettivamente all’attrazione originale, e gli appassionati del buon Cinema resteranno un pochino delusi dall’occasione persa di vedere un buon film di genere ad ampio target nonostante il budget più che ottimo.

Tornando per un attimo al concetto di “miopia”: e se il film lo avesse diretto Guillermo Del Toro, che da anni ha scritto e attivamente rifinisce uno script con al centro quella che è la sua attrazione preferita di sempre? Pur avvicinandosi al core concept di questa nuova versione del film avendo come antagonista l’Hatbox Ghost e più di una Casa dei Fantasmi al centro delle vicende, una sceneggiatura firmata e diretta da una mano più calcatamente horror e creativa come quella del regista messicano avrebbe potuto fare molto, per la stessa logica secondo cui un film Marvel diretto da un artista come James Gunn (“I Guardiani della Galassia”) meriterà sempre più incasso rispetto a quanto girato, per carità con gusto, da chi nel cuore ha sì affetto e passione, ma non forse ossessione, per il materiale di partenza. A riprova di ciò, moltissimo della Haunted Mansion era già presente nello splendido film di Del Toro “Crimson Peak”, che vi invitiamo nel caso a recuperare.

The Haunted Mansion - Entrance

When hinges creak in doorless chambers…

Con questo articolo si apre su ParksPlanet una nuova rubrica concepita in collaborazione con Shifted Media Productions dedicata al Cinema ispirato ai mondi e alle narrazioni dei parchi a tema, in cui cercheremo di analizzare non solo i film in sé ma di correlare i mondi della Settima Arte, del budgeting e della produzione con quelli dello storytelling immersivo e delle scenografie che da sempre amiamo ritrovare nei parchi a tema. Al prossimo appuntamento! E, dimenticavamo… buon Halloween!

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Esploratori del mondo! PortAventura World vi invita ad accendere le torce e preparare il vostro kit di caccia al tesoro, perché l’avventura di Uncharted è ufficialmente iniziata oggi, 17 giugno 2023!

Uncharted: L’enigma della penitenza è la caccia al tesoro più emozionante del Far West. Tonnellate di oro azteco, mille trappole che lo proteggono e tanti cacciatori di tesori che lottano per ottenerlo in una dark ride piena di emozioni e divertimento.
Il suo percorso è la perfetta combinazione di lanci laterali, piattaforme rotanti, cadute libere invertite e incredibili animazioni. 673 metri vorticosi e rapidi all’interno della montagna più misteriosa di PortAventura World.

Secondo Victoria Salazar – Head of Architecture and Theming – e Verónica Fernández – Head of Works Management per il progetto – la ride sarà completamente integrata nel Far West con un realismo mai visto prima che vi immergerà nella storia e vi metterà nei panni dei protagonisti del film. Non avrebbe potuto essere localizzata in nessun altro luogo se non nel Far West, in mezzo a montagne, fiumi selvaggi, grotte e miniere.

Oltre alla sua posizione, è importante notare che i creatori dell’immaginario visivo del film sono stati consultati per tutti i temi ed è stato creato utilizzando le ultime tecnologie, come la modellazione 3D.

Un gioiello di arte e innovazione

Con un investimento di 25 milioni di euro, il progetto è stato reso possibile grazie a un accordo di licenza con Sony Pictures e la sua realizzazione vede la collaborazione della rinomata società di design Intamin Amusement Rides e Sally Corporation, azienda leader a livello internazionale specializzata nello sviluppo di dark ride e nella progettazione di animatronics.

Il coaster, di tipologia Multi Dimension della sopracitata Intamin, si sviluppa su una superficie di 4.800 m2 e alto 16 metri ed è stato concepito per il divertimento di tutta la famiglia: 673 metri di percorso completamente al buio con cinque lanci, colpi di scena inaspettati, oltre a effetti audiovisivi ed esperienze coinvolgenti, tutti basati sul film Uncharted, uscito nei cinema nel 2022.

Uncharted sarà inoltre il primo coaster in Europa ad avere un drop laterale.

Siete pronti per vivere l’avventura della vostra vita? Esploratori di tutto il mondo, Portaventura World vi aspetta!

uncharted portaventura inaugurazione intamin

La montagna di Uncharted: El Enigma de Penitence

 

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